Rinnovo contratto statali: quanto prenderanno in più

10 Marzo 2021 | Autore:
Rinnovo contratto statali: quanto prenderanno in più

Presentato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico: contiene un aumento, toglie i limiti ai premi di produzione e punta su smart working e formazione.

Il rinnovo del contratto nazionale del settore pubblico è in dirittura di arrivo, ma già se ne conoscono i dettagli contenuti nel «Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale» firmato tra le parti interessate e presentato questa mattina a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Un accordo che piace al Governo e ai rappresentanti sindacali. Cosa piuttosto insolita quando si parla del rinnovo di un contratto di categoria.

Il nuovo contratto, che interessa circa 3,2 milioni di dipendenti statali, prevede un aumento medio di 107 euro e – novità non indifferente – non prevede più i limiti ai premi di produttività nella Pubblica Amministrazione indicati nel 2017. Significa, a priori, che questi riconoscimenti saranno liberamente negoziabili.

Non solo soldi, però. La bozza del nuovo contratto nazionale degli impiegati pubblici parla anche di un ricorso allo smart working a regime («ci sarà una parola italiana per definirlo», ha scherzato questa mattina Draghi). Un utilizzo più organico e strutturato rispetto a quello adottato attualmente per l’emergenza Covid, basato su una nuova disciplina normativa ed economica del lavoro agile che garantisca totale trasparenza e che metta d’accordo le esigenze dei dipendenti e quelle dell’amministrazione pubblica. Il confronto che verrà avviato, sottolinea il patto, «sarà l’occasione per definire le linee di intervento sullo smart working perché si eviti una iper regolamentazione legislativa e vi sia più spazio per la contrattazione di adattare alle esigenze delle diverse funzioni queste nuove forme di lavoro che, laddove ben organizzate, hanno consentito la continuità di importanti servizi pubblici anche durante la fase pandemica».

Altra novità che verrà inserita nel nuovo contratto del lavoro pubblico riguarda la riorganizzazione degli ordinamenti professionali, con nuove professionalità e competenze più consone ai fabbisogni della Pubblica Amministrazione. Si punterà anche molto sulla formazione, soprattutto dal punto di vista informatico e digitale. Sarà, infine, potenziato il welfare contrattuale, con norme che riguarderanno il sostegno ai genitori e che allargheranno al settore pubblico le agevolazioni fiscali oggi riconosciute ai dipendenti del settore privato sulla previdenza complementare e sui sistemi di premialità.

«Il buon funzionamento del settore pubblico – ha sottolineato Draghi – è al centro del funzionamento di una buona società, se il primo non funziona la seconda è più fragile e ingiusta. Consideriamo centrale il ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico. E se questo è sempre vero, con la pandemia lo è ancora di più. Se pensate al sacrificio di medici, infermieri, insegnanti e forze dell’ordine nel fornire servizi essenziali».

Il premier ha ricordato che «oggi c’è il piano di ripresa e resilienza. Questi due eventi richiedono nuove professionalità, e quindi investimenti in formazione. Quindi nuove forme di lavoro, nuove professionalità, che a loro volta chiedono nuovi investimenti e nuove regole. Questo è quello che cominciamo oggi. Il patto di oggi è importante ma è solo un primo passo. Molto, se non quasi tutto – ha concluso Draghi – resta da fare».



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2 Commenti

  1. Ma cosa vanno ad incrementare gli stipendi della gente? Ma vi sembra normale? In un momento così delicato per tutti, vanno a pensare a gli statati che hanno il posto fisso e che possono comodamente stare a casa con tutti i diritti, mentre noi commercianti che siamo chiusi riceviamo dallo Stato solo spiccioli e contentini

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