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Prove del tradimento su WhatsApp: come non essere condannati

10 Marzo 2021
Prove del tradimento su WhatsApp: come non essere condannati

Dimostrando l’illecita acquisizione delle chat si può evitare l’addebito. 

Non tutto è perduto. Quand’anche il coniuge riesca a scoprire una chat segreta intrattenuta dall’altro con il proprio (o la propria) amante, c’è ancora un’àncora di salvezza per evitare l’addebito nella separazione. A spiegare come non essere condannati in caso di prove del tradimento su WhatsApp è una recente sentenza del tribunale di Monza [1]. Cerchiamo di fare il punto della situazione partendo da un caso pratico.

Moglie e marito sono in crisi e non hanno più rapporti sessuali da diverso tempo. Ciò nonostante, i due continuano a convivere, pur con forti crisi e aspri litigi. Un giorno, lei scopre l’uomo che chatta segretamente sul cellulare e, alla sua richiesta di vedere il telefonino, lui si sottrae. Così, giustamente insospettita, la moglie gli strappa di mano il cellulare e, senza grandi sorprese, trova una conversazione erotica. Di qui la sua richiesta di separazione con addebito a carico dell’uomo. 

Cosa può fare il marito per difendersi in un’ipotesi del genere? Può sperare di non essere condannato nonostante le prove del tradimento su WhatsApp? La risposta è affermativa ma per comprenderla dobbiamo precisare alcuni aspetti preliminari.

L’addebito: a cosa serve?

Nel processo di separazione o di divorzio, non sempre ha un senso e un’utilità pratica il fatto di battersi per ottenere l’addebito a carico dell’ex coniuge (ossia la dichiarazione di responsabilità nei suoi confronti per aver violato le regole di matrimonio).

Come infatti abbiamo già spiegato in un precedente approfondimento sul tema “Cosa comporta l’addebito della separazione?“, l’addebito non dà diritto a ottenere qualcosa in più rispetto a ciò che, di norma, spetta con la separazione. Con l’addebito non si può sperare, ad esempio, in un risarcimento dei danni o in un mantenimento più alto.

L’addebito può tutt’al più costare, a chi lo subisce, la perdita del diritto all’assegno di mantenimento e all’eredità dell’ex. Chi infatti è colpevole per la fine del matrimonio non può chiedere l’assegno all’ex né può essere suo erede. 

Quindi, se anche la moglie dovesse ottenere l’addebito nei confronti del marito, ma le sue condizioni di reddito dovessero essere tali da consentirle di mantenersi da sola, non avrebbe diritto a ottenere il mantenimento nonostante il predetto addebito. 

Viceversa, la donna priva di reddito e incapace di procurarselo non per propria colpa, ha sempre diritto a ottenere il mantenimento, con o senza addebito a carico dell’uomo.

Detto ciò, ammesso quindi che una pronuncia di addebito possa essere necessaria per evitare di dover pagare gli alimenti all’ex, vediamo come evitarla pur in presenza di prove schiaccianti come, ad esempio, le chat con l’amante su WhatsApp.

Come evitare l’addebito nonostante le chat con l’amante su WhatsApp

Ci sono due modi per evitare l’addebito nonostante le prove del tradimento.  

Il primo è quello di dimostrare che la crisi coniugale era preesistente al tradimento stesso. Difatti, subisce l’addebito il coniuge che, con il proprio comportamento colpevole, ha decretato la fine del matrimonio e l’intollerabilità della convivenza. Vien da sé quindi che, nel caso in cui l’unione coniugale fosse già agli sgoccioli per ragioni diverse e anteriori al tradimento, l’infedeltà non può comportare addebito.

Si pensi al caso di una persona che tradisca a seguito della scoperta di un precedente tradimento da parte del coniuge. O a chi si macchia di adulterio dopo aver subito, per anni, vessazioni fisiche e morali. O a chi si fa l’amante dopo che il coniuge è andato via di casa senza ragioni.

Il secondo modo per evitare l’addebito nonostante le prove del tradimento risultanti da una chat su WhatsApp è riuscire a dimostrare l’acquisizione illecita di tali conversazioni da parte del coniuge. Come infatti abbiamo già spiegato nell’articolo Guardare il cellulare del partner, non è possibile strappare lo smartphone dalle mani di un’altra persona: anche se questa è infatti il marito o la moglie, si risponde del reato di rapina. E la sussistenza di un illecito penale rende impossibile utilizzare, nel corso del processo, le prove ottenute violando la legge. 

L’acquisizione delle prove deve sempre avvenire nel rispetto delle norme dell’ordinamento e della privacy. Quindi, chi si avvale di una chat intrattenuta dal coniuge acquisita però senza il consenso di questi, oltre a perdere la possibilità di avvalersi di tale documentazione nel corso del processo, può anche essere querelato penalmente.

In ogni caso, spetta al proprietario del cellulare dimostrare l’illecita acquisizione della prova da parte del coniuge: un onere non così facile, atteso che, in tali frangenti, non si hanno testimoni e le dichiarazioni delle parti non possono essere utilizzate nel processo civile. 


note

[1] Trib. Monza sent. n. 1578/2020.


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9 Commenti

  1. Mi chiedo che senso abbia stare insieme se non si mostra più alcun interesse verso il proprio partner (marito o moglie)… Cioè perché ci si deve accontentare di restare intrappolati in un matrimonio infelice soltanto per salvare le apparenze e poi doversi ritrovare a frequentare o chattare con altre persone? Perché limitarsi con il rischio comunque di beccarsi l’addebito?

  2. Può succedere che dopo anni di matrimonio ci sia una crisi e ci scappi l’interesse verso un’altra persone in un momento di difficoltà con il proprio coniuge e allora ci si lascia andare in conversazioni erotiche con l’amante. Ovviamente, le cause della crisi possono essere di entrambi i coniugi e quello che è caduto in tentazione non deve essere necessariamente il colpevole, perché magari si è sentito trascurato e magari un’altra donna ha saputo meglio soddisfare le sue esigenze e renderlo felice inaspettatamente.

  3. Si ma ce ne vuole per farsi beccare… Basta stare attenti con le conversazioni ed evitare che vostra moglie o vostro marito vi scopra cancellando tutte le possibili prove di una conversazione. Basta un po’ di scaltrezza e il gioco è fatto. Ci sono persone che per anni riescono a nascondere le proprie marachelle infedeli e il coniuge non ha mai sgamato certe dinamiche

  4. Ci sono matrimoni in cui non ci si vuole rendere conto della fine di un amore e allora, nonostante il sentimento sfumato, si continua a stare insieme e non si aprono gli occhi anche di fronte i chiari tradimenti dell’altro. Molte persone accettano di essere tradite e fanno finta di niente. E poi ci sono quelle che meditano vendetta e cercano le probe meticolosamente per poi trascinarti in tribunale e cercano di toglierti anche le mutande!

  5. La mia ex ha impiantato un software spia nel mio cellulare per monitorare i miei movimenti e i miei contatti. Ovviamente, quando l’ho scoperto mi sono rivolto al mio avvocato e la situazione si è presto ribaltata. Io capisco la rabbia e il risentimento, ma certe volte si sfora la follia!

    1. Come sei riuscito a dimostrare che lo ha impiantato lei e non qualcun altro?
      Potrei dire che lo hai installato tu stesso per screditare tua moglie, per esempio.
      Dovresti avere un accesso lecito al suo smatphone o PC che controlla il tuo. Ripeto lecito.

  6. Un bel giorno, rientro a casa la sera. Ricevo una telefonata improvvisa. Era una donna con cui flirtavo all’insaputa di mia moglie. Lei mi aveva chiamato perché avevo dimenticato a casa sua la mia cravatta… Errore imperdonabile! Allora, mia moglie mi chiede chi fosse al telefono ed io ho spiegato che si trattava di una telefonata di lavoro. Poi, stranita, mi guarda e si accorge della cravatta. Io le dico che mi sentivo soffocare e l’avevo tolta in ufficio. Lei non se la beve e allora cerca di strapparmi il cellulare dalle mani. Visto che fortunatamente avevo cancellato la chiamata appena ricevuta, le ho lasciato prendere il cellulare, ma me la sono vista davvero brutta

  7. Semmai dovessi accorgermi di essere tradito, cercherei meticolosamente le prove e farei in modo di carpire le conversazioni di mia moglie con l’amante in maniera lecita. Non sottraendole il cellulare dalle mani e neppure installando alcuna spia nel cellulare, ma monitorando i suoi passaggi e analizzando le sue abitudini. Col cavolo che mi faccio fregare e magari mi prendo l’addebito per una presunta crisi

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