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Le chat su WhatsApp provano l’infedeltà coniugale?

11 Marzo 2021 | Autore:
Le chat su WhatsApp provano l’infedeltà coniugale?

I messaggi di testo, foto, audio e video dimostrano il tradimento avvenuto in forma anche solo virtuale e possono fondare l’addebito della separazione.

Sospetti che il tuo coniuge ti tradisca e per verificarlo dai un’occhiata di nascosto ai messaggi contenuti nel suo telefono cellulare. Leggendo le chat, ti accorgi che è proprio così: ci sono espressioni intime e amorose, scambiate con una certa frequenza. Perciò, decidi di porre fine al matrimonio e vorresti anche ottenere la pronuncia di addebito della separazione al consorte fedifrago, ma non hai nessuna prova concreta al di là di questi contenuti virtuali. Così ti chiedi se le chat su WhatsApp provano l’infedeltà coniugale e, se la risposta fosse affermativa, come fare per introdurle legittimamente nel giudizio di separazione, visto che le hai carpite all’insaputa del tuo partner.

Una recente e interessante sentenza del tribunale di Monza che analizzeremo [1] ha affrontato tutti questi aspetti ed ha chiarito le condizioni di validità e di utilizzazione processuale di questo diffusissimo sistema di messaggistica istantanea dagli effetti, come vedrai, molto durevoli per chi si fa “cogliere sul fatto” e non contesta efficacemente il contenuto delle conversazioni prodotte a suo carico.

Obbligo di fedeltà coniugale: cosa implica

Il dovere di fedeltà reciproca tra i coniugi è tra i principali obblighi che derivano dal matrimonio. È sancito espressamente dalla legge [2] insieme all’obbligo di assistenza morale e materiale e a quello di coabitazione. La giurisprudenza [3] dà un’interpretazione estensiva dell’obbligo di fedeltà nel matrimonio, che va ben al di là della semplice astensione da rapporti sessuali con soggetti diversi dal coniuge, ma comprende anche la sfera affettiva, quindi rileva anche un tradimento “platonico”.

Ancor di più, la fedeltà implica l’impegno a non ledere la dignità, l’onore e il decoro del partner: perciò conta anche l’infedeltà che appare come tale all’esterno della coppia, secondo i comportamenti tenuti dal coniuge nei rapporti sociali (per un eloquente esempio di questa rilevanza esterna leggi quali sono le conseguenze per il marito che si finge single su Facebook).

Basta, quindi, aver instaurato una relazione sentimentale fuori dal matrimonio per violare il dovere di fedeltà, anche se il tradimento non si è materialmente consumato: occorre, come afferma la Corte di Cassazione con un’efficace espressione, «non tradire la fiducia reciproca» [4].

L’addebito della separazione per infedeltà

L’addebito della separazione per tradimento coniugale può essere pronunciato nei confronti del coniuge che si è reso responsabile dell’infedeltà intesa nel senso ampio che abbiamo delineato. Occorre, però, che proprio dalla violazione del dovere di fedeltà, e non da altri fattori, sia derivata l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza matrimoniale.

La giurisprudenza di legittimità [5] richiede che bisogna accertare se l’infedeltà abbia provocato essa stessa la crisi coniugale o piuttosto sia intervenuta quando la rottura era già insorta e maturata per altri motivi. In tal caso, la pronuncia di addebito non potrà fondarsi sulla sola e pur constatata violazione dell’obbligo di fedeltà.

D’altronde, è piuttosto facile per il coniuge che si accorge di essere stato tradito dimostrare, nel giudizio di separazione, che è proprio questa la causa dell’insopportabilità del legame e della conseguente indisponibilità a proseguire in un rapporto matrimoniale ormai in crisi e leso in modo pressoché irreparabile; ma il consorte potrebbe addurre circostanze di segno contrario.

Le chat su WhatsApp provano l’infedeltà?

In questa prospettiva emerge l’importanza delle conversazioni intrattenute dal coniuge con altri soggetti anche a distanza e per via telematica che possono dimostrare l’avvenuta infedeltà. Nel processo svoltosi presso il tribunale di Monza al quale abbiamo accennato in apertura [1] era emerso che il marito intratteneva da tempo una relazione con un’altra donna e la prova di ciò è stata raggiunta attraverso le chat su WhatsApp prodotte dalla moglie nella causa di separazione giudiziale.

I giudici le hanno così esaminate e valutate nel loro contenuto dimostrativo, ritenendo che esse fossero utilizzabili in base alla legge [6] quali «argomenti di prova» poiché il marito non ne aveva provato la loro illecita acquisizione da parte della moglie.

WhatsApp e privacy del coniuge

Su questo aspetto è necessario un approfondimento: i messaggi su WhatsApp potrebbero essere stati carpiti violando la privacy del coniuge, ma la maggior parte dei giudici civili “ci passa sopra” (tranne quando l’acquisizione avviene con violenza o si realizza una divulgazione illecita dei contenuti: leggi quando guardare il cellulare del partner è reato), ritenendo che il rapporto matrimoniale implichi un affievolimento della riservatezza all’interno della coppia e perciò ammette da tempo, quando WhatsApp non era ancora in voga, gli sms come prova del tradimento.

I messaggi – di testo, o anche foto, audio e video – registrati su WhatsApp rientrano quindi nell’alveo delle prove atipiche, quelle cioè che non sono espressamente disciplinate dalla legge ma possono essere considerate dal giudice secondo il suo «prudente apprezzamento» e così contribuiscono a fondare il suo convincimento in merito ai fatti di causa da valutare e da decidere.

Come usare WhatsApp come prova dell’infedeltà

Per veicolare i contenuti di WhatsApp ritenuti utili nel giudizio di separazione coniugale si possono fare gli “screenshot”, cioè le fotografie della chat, e allegarle al fascicolo di parte come documento stampato o anche su supporto informatico, come avviene agevolmente nel processo civile telematico che ora consente la produzione di documenti digitali. Una possibilità alternativa è quella di chiamare a deporre, come testimoni, coloro che hanno visionato le chat rilevanti ai fini di prova del tradimento.

A quel punto, sarà onere del coniuge resistente contestare il contenuto di questa documentazione e, in tal caso, i messaggi non potranno essere utilizzati come prova, se la contestazione è formulata in modo chiaro e specifico. Nel caso deciso dai giudici monzesi, come abbiamo visto, ciò non era avvenuto e, pertanto, il tribunale le ha ritenute «liberamente valutabili» per dimostrare l’esistenza di una relazione sentimentale extraconiugale intrattenuta dal marito e così fondare l’addebito della separazione nei suoi confronti.

Per approfondire gli aspetti tecnici delle chat e dei sistemi di messaggistica leggi anche l’articolo: “WhatsApp o Skype come prova di tradimento”, mentre se vuoi conoscere più in generale come dimostrare l‘infedeltà coniugale leggi “Separazione per tradimento: prove“.


note

[1] Trib. Monza, sent. n. 1578 del 23.11.2020.

[2] Art. 143 Cod. civ.

[3]  Cass. sent. n. 21657 del 19.09.2017 e Cass. sent. n. 8929 del 12.04.2013.

[4] Cass. sent. n. 15557 del 11 giugno 2008.

[5] Cass. sent. n. 13431 del 23.05.2008.

[6] Art. 116 Cod. proc. civ.


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4 Commenti

  1. Certo! Se beccassi le chat di mio marito mentre fa lo sdolcinato o il porco con un’altra donna, gli farei passare la voglia di raccontare cretinate e lo costringerei a dire la verità di fronte a un giudice. Vediamo se poi ha voglia di non pagare il mantenimento e prendersi l’addebito della separazione

  2. Io credo che uomini o donne infedeli prima o poi rischiano di essere sgamati, a meno che non siano dei perfetti attori o delle bravissime attrici in grado di riuscire a nascondere al proprio partner l’interesse verso altre persone o il calo di interesse verso di loro oppure riescano a mantenere in vita entrambe le relazioni senza fare un passo falso. Allora, date a questi campioni degli Oscar!

  3. Le chat compromettenti vanno cancellate! Ma non avete imparato nulla dai film o dalle serie tv? Le tracce dell’infedeltà vanno eliminate subito altrimenti si rischia di lasciare conversazioni compromettenti e darle su un piatto d’argento al proprio partner che magari in casa prende il proprio cellulare per fare la telefonata alla zia malata e poi tu viene beccato in calcio d’angolo

  4. Non solo le chat su whatasapp ma anche le telefonate bisogna eliminare, altrimenti vostra moglie troverà sospette le continue chiamate al vostro migliore amico, nome con cui avrete mascherato il contatto della vostra amante

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