Cronaca | News

Dpcm: bar e ristoranti verso la chiusura nel weekend

10 Marzo 2021
Dpcm: bar e ristoranti verso la chiusura nel weekend

Possibili nuove restrizioni in arrivo. Ma la decisione, che doveva essere presa entro oggi, slitta con tutta probabilità a domani. 

Il Dpcm del 6 marzo, per ora, resta lo stesso. Ma i cambiamenti, che si tradurrebbero quasi certamente in una nuova stretta, potrebbero essere questione di ore.

La riunione della Cabina di regia, composta da esperti e componenti della squadra di Governo, tra cui anche il premier Mario Draghi, non ha preso per ora alcun provvedimento. Il vertice si è tenuto oggi alle 17. Nel giro di un paio d’ore, si attendevano risposte. Ma, intorno alle 19, una fonte presente al tavolo di confronto ha spiegato che c’erano ancora delle valutazioni in corso, anche perché alcuni dati sono attesi nelle prossime ore.

L’indiscrezione che circola, anticipata dal Corriere della Sera, è che si stia andando verso nuove restrizioni, intese, in particolare, come la chiusura di bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie nel weekend in tutta Italia. La misura, se fosse confermata, interesserebbe anche la zona gialla, perché il pericolo delle varianti, ormai, è diventato urgenza nazionale.

Queste attività economiche, quindi, dovrebbero restare chiuse al pubblico il sabato e la domenica per tutto il giorno, con la sola possibilità della consegna a domicilio a qualunque ora, dell’asporto per i bar fino alle 18 e per i ristoranti fino alle 22.

La stretta dovrebbe essere applicata dopo la richiesta del Comitato tecnico scientifico (Cts) di rafforzare le restrizioni, a causa della fase delicata in cui si trova la pandemia. Gli esperti, in particolare, ritengono fondamentali i nuovi divieti, per limitare al minimo gli spostamenti non necessari delle persone e, quindi, la circolazione del virus.

Il Cts esclude un lockdown, ma è a favore del giro di vite nei weekend, per contrastare la risalita dei contagi e il rischio di diffusione delle mutazioni.

Servono misure più severe a livello nazionale, ha spiegato Massimo Antonelli, medico del Gemelli di Roma e componente del Cts. «Questo anche in zona gialla – ha dichiarato Antonelli ai microfoni di Sky Tg24 – perché, con l’attuale contesto, la mitigazione della curva dei contagi appare limitata. Non possiamo far finta che la situazione sia diversa da quella che è».

I titolari delle attività che rischiano nuovamente la chiusura sono allo stremo. «In gioco – ha ricordato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia – ci sono 240mila posti di lavoro. Il rischio è di uscire dall’emergenza sanitaria e non avere le forze per superare un’emergenza economica che si preannuncia senza pari».

Domani la decisione definitiva, dopo aver attentamente vagliato i dati attesi per stasera e che hanno costretto la Cabina di regia a prendere tempo. Intanto, quanto ai dati messi a disposizione già nel pomeriggio, il tasso di positività è salito e sono aumentati i ricoveri in terapia intensiva: è stata un’altra giornata da oltre 300 morti e 22mila contagi in ventiquattr’ore.

Alla riunione di oggi hanno partecipato anche i presidenti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro e del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli. Domani mattina, si terrà il Consiglio dei ministri. È probabile che venga affrontato il tema della nuova stretta.



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