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Prodotti pericolosi: chi è responsabile?

25 Febbraio 2014
Prodotti pericolosi: chi è responsabile?

Responsabile sia il commerciante al dettaglio, sia il distributore, ma anche il produttore: il codice del consumo detta una tutela allargata per il consumatore vittima di un prodotto difettoso pericoloso.

Hai comprato un prodotto che si è rivelato pericoloso? Hai indossato un capo di abbigliamento che ti ha procurato delle irritazioni o una crema per il viso che si è rivelata nociva? Il caricatore del cellulare è andato in corto e ti ha rotto il dispositivo o qualche giocattolo si è rivelato costruito con materiali non a norma? La casistica dei prodotti pericolosi in commercio è ampissima e si legge spesso del ritiro dal commercio di numerosi stock. Ma il problema, poi, di carattere legale è “con chi prendersela”. Infatti, è ricorrente il gioco dello scaricabarile tra venditore, grossista e produttore. Così, nella gran parte dei casi, il consumatore, spaesato sui propri diritti, preferisce rinunciare alla propria tutela.

Ieri, però, una sentenza della Cassazione [1] ha fatto luce su questi aspetti “vitali” per la tutela del consumatore. Secondo la Suprema Corte, in caso di immissione sul mercato di prodotti pericolosi, possono essere considerati responsabili tutti gli operatori professionali del ciclo di commercializzazione, compreso il rivenditore al dettaglio che fornisce il prodotto al consumatore finale.

La legge [2] punisce con una contravvenzione l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi da parte del produttore o del distributore. Tuttavia, a leggere così la norma sembrerebbe quasi che il rivenditore al dettaglio sia escluso da questo elenco, in quanto egli interviene solo in un momento successivo a quello della distribuzione del prodotto. E invece, secondo la Suprema Corte, la definizione di “distributore” fornita dal codice del consumo è molto ampia, poiché comprende qualsiasi operatore della catena di commercializzazione, la cui attività non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti. Quindi essa ricomprende anche il rivenditore, ultimo anello della catena distributiva.

Il produttore è escluso dalla definizione di “distributore” ma è comunque responsabile e reo per questo tipo di illecito. Pertanto, il povero consumatore avrà ampia scelta di soggetti contro cui valersi.

Insomma, dalla responsabilità non si salva nessuno. Infatti, scopo del codice del consumo è proprio quello di evitare che il prodotto pericoloso sia esposto al pubblico indiscriminato dei consumatori.


note

[1] Cass. sent. n. 8679/14 del 24.02.2014.

[2] Art. 112 co. 1, codice del consumo.

Autore immagine: 123rf.com


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