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Fallimento anche per un titolo non definitivo

19 Gennaio 2015
Fallimento anche per un titolo non definitivo

Al giudice basta verificare la legittimazione dell’istante: sufficiente l’ordinanza di pagamento delle somme non contestate ex articolo 186 bis cod. proc. civ.

L’imprenditore può ben essere dichiarato fallito anche sulla base di un titolo provvisorio,portato dal creditore, come per esempio un’ordinanza emessa in corso di causa per l’ingiunzione al pagamento delle somme non contestate [1].Infatti, il Tribunale è chiamato solo a verificare la legittimazione dell’istante, ossia la presenza di un titolo esecutivo nelle sue mani. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

Secondo la Suprema Corte, il fallimento ben può scattare senza un definitivo accertamento del credito in sede giudiziale né l’esecutività del titolo costituisce un presupposto.

Nonostante il provvedimento, emesso in corso di causa dal giudice, possa essere modificato o revocato con la sentenza definitiva che chiude tutta la causa, l’ordinanza ha ugualmente natura di titolo esecutivo e conserva la sua efficacia in caso di estinzione del processo (proprio come un decreto ingiuntivo non opposto).

Pertanto, se il giudice istruttore dispone, in corso di causa il pagamento delle somme non contestate, emette un provvedimento qualificato come un frazionamento anticipato della decisione di merito: non ha infatti natura provvisoria e strumentale ma definisce direttamente una parte della controversia.

Dunque, attenzione a non contestare somme nel corso della causa e poi, con l’ordinanza di pagamento, evitare di pagarle. Se il credito è superiore a 30.000 euro e sussistono gli altri presupposti per la dichiarazione di fallimento, il “game over” è quasi assicurato.


note

[1] Art. 186 bis. cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 576/15.

Autore immagine: 123rf com


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