Assegno unico confermato in Parlamento: quando arriva

11 Marzo 2021 | Autore:
Assegno unico confermato in Parlamento: quando arriva

Via libera dalla commissione Lavoro del Senato, scontato l’ok definitivo in Aula. Ma mancano, però, i decreti attuativi per rispettare la data del 1° luglio.

La certezza è che l’assegno unico destinato alle famiglie con figli under 21 arriverà. Il dubbio che resta è quando arriverà. Perché è vero che la commissione Lavoro del Senato ha appena dato il via libera a questa misura di sostegno al reddito, ma è altrettanto vero che, una volta approvato dall’Aula del Senato, si dovrà procedere ai decreti attuativi che consentiranno l’erogazione del contributo. L’intenzione è che tutto ciò avvenga entro il 1° luglio, data in cui è prevista la partenza dell’assegno, ma si sa che sui tempi della politica è meglio non scommettere (la lotteria degli scontrini ne è stato un esempio).

L’assegno unico e universale rientra nel disegno di legge delega sul «riordino, la semplificazione ed il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico delle famiglie italiane». Lo scopo del contributo (universale perché destinato a tutti, indipendentemente dal reddito e comprese le partite Iva) è quello di dare «un sostegno alla natalità, alla genitorialità e all’occupazione soprattutto femminile», ha commentato l’ex ministro del Lavoro e componente della commissione del Senato, Nunzia Catalfo.

L’approvazione in commissione viene salutata con favore anche dal Forum delle associazioni delle famiglie. Per il presidente, Gigi De Palo, «è un’ottima notizia. Ci aspettiamo ora che venga approvato in tempi rapidi anche in Aula al Senato e che a questo passo seguano subito dopo anche i decreti attuativi. È essenziale – continua –, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo, che tutto prenda il via il primo luglio, come da programma. Le famiglie hanno bisogno di un segnale positivo, che indichi la possibilità di una ripresa».

Il disegno di legge prevede un credito d’imposta o un assegno mensile per tutte le famiglie, inclusi gli incapienti e le partite Iva che ad oggi non fruiscono delle detrazioni fiscali per figli a carico o di assegni al nucleo familiare, riservati ai dipendenti. Il contributo andrà a sostituire i bonus odierni riservati alla famiglia, come il premio alla nascita o il bonus bebè.

Resta ancora da definire l’importo dell’assegno, che sarà vincolato all’Isee e maggiorato dal secondo figlio in poi o in caso di ragazzi disabili nel nucleo familiare. Quel che appare certo è che non supererà i 50 euro al mese, anche se non si esclude che vengano introdotte altre risorse per evitare che qualcuno ci perda nel passaggio dalle vecchie alle nuove agevolazioni. Chi ha figli tra 18 e 21 anni riceverà il contributo solo se questi frequentano la scuola o l’università, fanno un tirocinio oppure lavorano ma hanno un reddito basso.

Oltre alla questione finanziaria, c’è, come detto, da chiudere la questione dei tempi affinché la partenza prevista per il 1° luglio non subisca qualche slittamento. La ministra per le Pari opportunità e per la Famiglia, Elena Bonetti, assicura che si vuole concludere il percorso quanto prima e che il lavoro con il ministero dell’Economia per la definizione dei decreti attuativi è a buon punto.



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