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Quando si perde la cittadinanza?

19 Luglio 2021 | Autore:
Quando si perde la cittadinanza?

Le ipotesi in cui si può perdere lo status di cittadino contenute nelle “Nuove norme sulla cittadinanza” e nella legge Salvini.

La perdita della cittadinanza è regolata dalla legge n. 91/1992, la quale stabilisce i casi in cui un cittadino italiano cessa di essere tale, in altre parole disciplina quando si perde la cittadinanza. In concreto, la cittadinanza si può perdere automaticamente o per rinuncia. A queste due ipotesi bisogna, poi, aggiungere quelle di perdita per revoca, introdotte nel 2018 dal decreto immigrazione e sicurezza, meglio noto come legge Salvini. Queste ultime si configurano nel momento in cui un soggetto commette gravi reati per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale, di assistenza agli associati e di sottrazione di beni e denaro sequestrati.

Se un soggetto perde la cittadinanza, perde tutti i diritti civili e politici che derivano dall’appartenenza allo Stato italiano. Tuttavia, la cittadinanza italiana si può riacquistare su domanda dell’interessato e se si verificano determinate condizioni previste dalla legge.

Cos’è la cittadinanza italiana

La cittadinanza italiana è la condizione della persona fisica alla quale il nostro ordinamento giuridico riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. Per cittadinanza, quindi, può intendersi sia lo status del cittadino sia il rapporto giuridico che collega il cittadino allo Stato.

La cittadinanza italiana si acquisisce:

  1. iure sanguinis, cioè se si nasce oppure se si viene adottati da cittadini italiani;
  2. ius soli, se si nasce nel territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza.

Altresì, gli stranieri che risiedono in Italia da almeno 10 anni possono richiedere la cittadinanza purché abbiano redditi sufficienti al sostentamento, non abbiano precedenti penali e non siano in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.

Si può diventare cittadini italiani anche per matrimonio. In questo caso, la cittadinanza è riconosciuta dal Prefetto della Provincia di residenza del richiedente.

Quando la perdita della cittadinanza è automatica?

Il cittadino italiano perde automaticamente la cittadinanza se:

  • accetta un impiego pubblico o una carica pubblica da uno Stato o da un ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipa l’Italia ovvero presta servizio militare per uno Stato estero, e non ottempera, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano gli rivolge di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare [1];
  • durante lo stato di guerra con uno Stato estero, accetta o non abbandona un impiego pubblico o una carica pubblica, o presta servizio militare per tale Stato senza esservi obbligato ovvero ne acquista volontariamente la cittadinanza. In tali ipotesi, la perdita della cittadinanza avviene al momento della cessazione dello stato di guerra [2];
  • è stato adottato e l’adozione viene revocata per fatto a lui imputabile. Tuttavia, non perde la cittadinanza se non è in possesso di altra cittadinanza né può riacquistarla [3].

Come avviene la perdita della cittadinanza per rinuncia

Un’ipotesi diversa di perdita della cittadinanza è quella che consegue alla rinuncia, la quale si verifica quando il cittadino:

  • possiede anche la cittadinanza di un altro Paese e risiede o stabilisce la propria residenza all’estero e presenta all’autorità diplomatica o consolare italiana del Paese di residenza una dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza italiana [4]. In tal caso, la perdita della cittadinanza non si verifica automaticamente per effetto dell’acquisto volontario della cittadinanza straniera e del trasferimento della residenza all’estero, tranne se la perdita automatica della cittadinanza sia prevista da accordi internazionali;
  • ha acquistato la cittadinanza perché la stessa era stata acquistata dal genitore. Pertanto, una volta divenuto maggiorenne e sempre che sia in possesso di altra cittadinanza, può dichiarare espressamente dinanzi all’ufficiale dello stato civile o alla rappresentanza consolare all’estero, di volere rinunciare alla cittadinanza italiana [5];
  • è stato adottato e l’adozione viene revocata durante la maggiore età, per fatto a lui non imputabile, purché sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti e dichiari di volere rinunciare nel termine massimo di un anno dalla revoca [6].

Quali sono i casi di perdita della cittadinanza per revoca

I casi di perdita della cittadinanza per revoca sono disciplinati dall’articolo 10-bis della legge n. 91/1992, introdotto dal decreto legge n. 113/2018, convertito dalla legge n. 132/2018 (legge Salvini).

A norma di detto articolo, la cittadinanza che è stata acquisita successivamente alla nascita, può essere revocata se il cittadino è stato condannato in via definitiva per:

  1. reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale, per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni [7];
  2. assistenza agli associati, ovvero per aver dato o fornito loro, rifugio vitto, ospitalità, mezzi di trasporto e strumenti di comunicazione [8];
  3. avere sottratto, distrutto, disperso, soppresso o deteriorato beni o denaro, sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento delle condotte con finalità di terrorismo [9].

La revoca della cittadinanza è adottata con decreto del Presidente della Repubblica, entro tre anni dal passaggio della sentenza di condanna per i reati sopra elencati, su proposta del ministro dell’Interno.


note

[1] Art. 12 co. 1 L. n. 91/1992.

[2] Art. 12 co. 2 L. n. 91/1992.

[3] Art. 3 co. 3 L. n. 91/1992.

[4] Art. 11 L. n. 91/1992.

[5] Art. 14 L. n. 91/1992.

[6] Art. 3 co. 4 L. n. 91/1992.

[7] Art. 407 co. 2 lettera a) n. 4 cod. proc. pen.; Art. 270 co. 3 c.p., art. 270 – bis co. 2 c.p. e art. 306 co. 2 cod. pen.

[8] Art. 270 – ter cod. pen.

[9] Art. 270 – quinquies 2 cod. pen.


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