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Differenza tra istigazione e istigazione a delinquere

20 Luglio 2021 | Autore:
Differenza tra istigazione e istigazione a delinquere

Concorso morale nel reato e istigazione a commettere uno o più crimini: quando l’incitamento è un delitto autonomo?

Si può commettere reato anche con le parole: basti pensare alla diffamazione, delitto che scatta ogni volta che si lede la reputazione di una persona assente. Ma non solo. Con le parole è possibile incitare altre persone a commettere crimini, talvolta molto gravi. Per legge, anche coloro che istigano gli altri a commettere un reato rispondono dello stesso. Hai capito bene: non è necessario prendervi parte attiva per essere incriminati; è sufficiente incoraggiare colui che, concretamente, ha commesso il fatto. In altri casi, invece, è sufficiente incitare a commettere un reato per essere condannati, anche se poi nessuno ha dato seguito all’incitamento. Con questo articolo vedremo qual è la differenza tra istigazione e istigazione a delinquere.

Sin da subito, possiamo anticipare che, mentre l’istigazione rappresenta una forma di concorso morale nel reato commesso da altri, l’istigazione a delinquere costituisce un reato autonomo, indipendente da quello che poi potrà commettere colui che raccoglie l’istigazione facendosi influenzare da essa. Insomma: mentre l’istigazione “semplice” rappresenta una partecipazione psicologica al delitto commesso da altri, con la conseguenza che questo si estenderà anche all’istigatore, invece l’istigazione a delinquere è punita per il solo fatto di aver incitato pubblicamente altre persone ad infrangere la legge. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura.

Cos’è l’istigazione?

Prima di illustrare la differenza tra istigazione e istigazione a delinquere è bene spiegare cosa si intende, in ambito giuridico, per istigazione.

Secondo la lingua italiana, istigare significa incitare, esercitare una pressione psicologica per indurre altri a compiere un’azione, in genere sbagliata.

In ambito giuridico, l’istigazione è la condotta consistente nell’indurre un soggetto a commettere un crimine.

La legge penale considera l’istigazione sotto due punti di vista:

  • come possibile condotta rilevante ai fini del concorso morale nel reato;
  • come delitto.

Istigazione come partecipazione al reato

Chi partecipa alla commissione di un reato risponde dello stesso come se lo avesse commesso da solo. In altre parole, per la legge tutti coloro che prendono parte a un reato rispondono dello stesso con la pena prevista dall’ordinamento. Facciamo un esempio.

Tizio aiuta Caio a commettere una rapina, accompagnandolo in auto e attendendolo fuori dalla banca per fuggire via.

Nell’esempio appena fatto, colui che si limita a fare da accompagnatore, anche se non realizza il fatto criminoso tipico (cioè, la rapina), risponde ugualmente del reato perché con la sua condotta ne ha agevolato la commissione. Si tratta di una classica ipotesi di concorso di persone nel reato: per legge, chi prende parte a un crimine risponde dello stesso.

Il concorso nel reato può essere anche di tipo morale o psicologico. È qui che entra in gioco l’istigazione. Chi istiga una persona a compiere un crimine risponde del reato come se lo avesse commesso materialmente.

Facciamo un altro esempio.

Sempronio convince Mevio che l’unico modo per ottenere i soldi di cui ha bisogno è di uccidere i genitori per avere la loro eredità. Se Mevio uccide effettivamente i genitori, Sempronio risponderà insieme a lui dell’omicidio, in quanto la sua condotta d’istigazione è stata fondamentale per determinare Mevio a commettere il crimine.

L’istigazione è una forma di concorso morale nel reato commesso concretamente da altri. In tutti i casi in cui l’istigazione rileva come concorso morale, la pena che verrà applicata all’istigatore sarà uguale a quella inflitta a tutti gli altri autori: dice la legge, infatti, che quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita [1].

Secondo la Corte di Cassazione [2], perché si abbia concorso nel reato, la partecipazione psichica sotto forma di istigazione richiede la prova che il comportamento tenuto dall’istigatore abbia effettivamente fatto sorgere il proposito criminoso ovvero lo abbia anche soltanto rafforzato, esercitando un’apprezzabile sollecitazione idonea ad influenzare la volontà altrui.

Insomma: l’istigazione è penalmente rilevante se davvero è servita a determinare o a rafforzare l’intento criminale altrui.

Istigazione a delinquere: cos’è?

L’istigazione, come anticipato, rileva anche sotto un diverso aspetto, e cioè come reato autonomo, diverso da quello eventualmente commesso da altri a seguito dell’istigazione stessa.

Secondo il Codice penale, chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:

  • con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti (con pena aumentata della metà se i delitti sono quelli di terrorismo o di crimini contro l’umanità);
  • con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a 206 euro, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni [3].

A differenza dell’istigazione come condotta rilevante all’interno del concorso di persone nello stesso reato, nell’ipotesi appena menzionata l’istigazione, quando è pubblica, rileva autonomamente, a prescindere dal fatto che il reato oggetto di istigazione sia o meno commesso.

In pratica, se in piazza una persona inizia a sobillare il pubblico, predicando di fare del male, di rapinare, di rubare o di commettere qualsiasi altro delitto, commetterà reato (quello di istigazione a delinquere) anche se nessuno dovesse dargli retta.

Poiché oggi è molto più facile comunicare con la gente attraverso Internet che mediante i vecchi metodi (discorsi per strada, nei comizi, nei locali, ecc.), la legge prevede un aumento di pena se l’istigazione è commessa attraverso strumenti informatici o telematici (Facebook, Instagram, ecc.).

Altri reati di istigazione

Oltre all’istigazione a delinquere vista nel paragrafo precedente, la legge contempla una serie di istigazioni che sono ugualmente rilevanti dal punto di vista penale.

Ad esempio, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni chi istiga a pratiche di pedofilia e di pedopornografia [4].

Ancora, il Codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali [5].

Questo particolare reato scatta solamente se l’istigazione pubblica ha ad oggetto:

  • la violazione di leggi che tutelano la tranquillità e la sicurezza pubblica. Ad esempio, costituirebbe reato istigare le persone a violare le norme adottate dallo Stato per la tutela della salute pubblica, oppure quelle a protezione dell’ordinamento democratico;
  • l’odio fra le classi sociali. Si pensi alla canzone che istiga i lavoratori a commettere crimini contro i datori di lavoro.

Istigazione e istigazione a delinquere: qual è la differenza?

Dovrebbe ora essere ben chiara la differenza tra istigazione e istigazione a delinquere: mentre la prima è una forma di concorso morale nel reato commesso da altri, la seconda rappresenta un’autonoma fattispecie di reato che scatta per il solo fatto di aver incitato alla commissione di un crimine.


note

[1] Art. 110 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 2260/2015.

[3] Art. 414 cod. pen.

[4] Art. 414-bis cod. pen.

[5] Art. 415 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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