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Moto caduta su macchia d’olio: risarcimento danni

12 Marzo 2021 | Autore:
Moto caduta su macchia d’olio: risarcimento danni

Il Comune si libera da responsabilità se dimostra che la chiazza sull’asfalto era recente e mancava il tempo per intervenire: così afferma la Cassazione. 

Le strade italiane sono piene di insidie: oltre alle solite buche, il manto stradale talvolta è ricoperto di sassi, ghiaia e polveri varie oppure è imbevuto di sostanze viscide e oleose. In questi casi, è facile, soprattutto per i motociclisti ed i ciclisti, perdere il controllo del mezzo, scivolare e cadere. Ma per la moto caduta su una macchia d’olio il risarcimento danni al conducente, all’eventuale passeggero trasportato ed al veicolo non è così automatico come si potrebbe pensare.

È certo che in tali casi la strada non era tenuta in condizioni ottimali e il pericolo non era visibile a distanza, dunque era difficilmente prevedibile ed evitabile per il motociclista, neanche con una condotta di guida attenta e prudente. Tuttavia, la chiazza oleosa potrebbe essere di formazione recente e allora l’Ente responsabile, come il Comune, può dimostrare di non aver avuto il tempo sufficiente per intervenire e rimuoverla.

Così il risarcimento di tutti i danni provocati dalla caduta viene escluso. Il fattore tempo è decisivo: in un recente caso, la Cassazione ha negato il risarcimento ad un motociclista caduto su una chiazza d’olio lasciata sull’asfalto da un camion pochi minuti prima. Ma è il Comune a dover fornire la prova liberatoria, dimostrando che la macchia si era depositata lì soltanto poco prima. E se non ci riesce, spetta il risarcimento al danneggiato.

Macchia d’olio sulla strada: la responsabilità del Comune

Gli Enti proprietari o gestori delle strade, come l’Anas per le autostrade in concessione, le Province ed i Comuni per i tratti stradali extraurbani o urbani di propria rispettiva competenza, sono responsabili per legge [1] dei danni provocati dalle cose che hanno in custodia, a meno che provino il «caso fortuito».

Per caso fortuito si intende un evento imprevedibile ed eccezionale, quindi inevitabile. Esso, se si verifica, spezza il normale nesso causale tra il danno subito da chi percorre la strada e la responsabilità del custode in conseguenza della cattiva manutenzione. La prova della circostanza eccezionale – nel nostro caso la chiazza d’olio sull’asfalto – spetta al Comune: se riesce a dimostrare che essa si è depositata di recente, può escludere la sua responsabilità risarcitoria, perché questo fattore esula dalle sue possibilità di pur tempestivo intervento.

Risarcimento danni per caduta su macchia d’olio

Il criterio del caso fortuito si applica proprio all’ipotesi della macchia d’olio sulla strada: se essa si è formata poco prima dell’arrivo del motociclista che vi è caduto, il Comune può sostenere di non aver avuto a disposizione i tempi tecnici per intervenire e rimuovere il pericolo.

La nuova pronuncia della Corte di Cassazione cui accennavamo all’inizio [2] ha affermato proprio questo principio: lo scooter era incappato in una chiazza di liquido oleoso rilasciata da un camion addetto alla raccolta della spazzatura soltanto 10 o 15 minuti prima del sinistro. Un arco di tempo, molto, troppo breve per consentire al Comune di arrivare, pulire l’asfalto e rimettere la strada in condizioni di sicurezza.

In questo caso, infatti, la Corte ha ritenuto «pacificamente escluso che la cadenza temporale tra il rilascio della sostanza viscida e il verificarsi del sinistro potesse consentire a Roma Capitale un qualsivoglia intervento a salvaguardia dell’incolumità e della sicurezza del traffico veicolare, atteso il modesto o modestissimo intervallo intercorso». Da quanto ti abbiamo spiegato, avrai capito come la moto che cade sulla macchia d’olio non ha sempre diritto al risarcimento.

Risarcimento del motociclista caduto: quando spetta

Entrando nel dettaglio, la sentenza spiega che «la pubblica amministrazione rimane liberata dalla responsabilità in relazione ai beni demaniali ove fornisca la prova liberatoria che l’evento è stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza neppure con la più diligente attività di manutenzione».

Dunque, se la macchia d’olio aveva già «esplicato la sua potenzialità offensiva», facendo cadere il motociclista «prima che fosse possibile l’intervento riparatore dell’Ente custode» il risarcimento non spetta e viene negato, poiché «l’evento dannoso si è verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza per tempestivamente ovviarvi, la straordinaria ed imprevedibile condizione di pericolo determinatasi».

Questo orientamento giurisprudenziale non è isolato, ma anzi è affermato in modo stabile da altre pronunce della Suprema Corte, e l’applicazione del medesimo principio può condurre a risultati opposti: infatti, se l’Ente proprietario della strada non riesce a dimostrare da quanto tempo la chiazza oleosa fosse presente sull’asfalto, mancherà la prova del caso fortuito e allora sarà riconosciuto come responsabile di tutti i danni causati dalla mancata manutenzione, com’è accaduto in un altro recente caso di cui abbiamo parlato nell’articolo “Risarcimento danni per macchia d’olio sulla strada“.

Per conoscere altre pronunce giurisprudenziali in tema di scivolosità del manto stradale leggi anche “Moto cade su macchia d’olio sull’asfalto: chi risarcisce?“.


note

[1] Art. 2051 Cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 6826/21 del 11.03.2021.


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