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Quando la pensione non è pignorabile?

12 Marzo 2021
Quando la pensione non è pignorabile?

I nuovi limiti al pignoramento della pensione: in quali casi il creditore non può pignorare la pensione del debitore. 

I debiti fanno sempre male, specie in età avanzata. Peraltro, non sempre la pensione consente di arrivare a fine mese con tranquillità. Lo sa bene il legislatore che ha imposto limiti molto più stringenti al pignoramento della pensione rispetto a quello dello stipendio. Quali sono questi limiti? Quando la pensione non è pignorabile? 

Di tanto ci occuperemo qui di seguito. Se dunque hai debiti e temi che i creditori possano aggredire l’assegno che ti versa l’Inps, non hai che da leggere le righe seguenti. Al termine dell’articolo verificheremo anche se esistono strade per evitare il pignoramento della pensione. Ma procediamo con ordine.

Limite di pignoramento della pensione all’Inps

Prima di vedere quando la pensione non è pignorabile, dobbiamo elencare tutte le regole sui limiti al pignoramento della pensione stessa.

Esistono due diverse strade per pignorare la pensione; la scelta viene rimessa allo stesso creditore. La prima di queste viene intrapresa prima che la pensione venga erogata. In tale ipotesi, il pignoramento viene notificato, oltre che al debitore, anche all’Inps. L’Inps è così tenuto a trattenere la parte della pensione pignorata, lasciando al pensionato il residuo. 

Non tutta la pensione, però, è pignorabile. La legge, in questi casi, prevede due limiti. Intanto, bisogna lasciare al pensionato il cosiddetto minimo vitale. Pertanto, la pensione non può essere pignorata se l’importo è inferiore a tale tetto. La pensione minima è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale, importo che viene aggiornato annualmente. Per il 2021, l’assegno sociale è pari a 460,28 euro. Quindi, la pensione minima è pari a 690,42 euro. Chi ha una pensione più bassa non rischia alcun pignoramento. 

Ecco dunque il primo caso in cui la pensione non è pignorabile: quando è inferiore al minimo vitale.

Invece, la parte eventualmente eccedente il minimo vitale può essere pignorata per una misura di massimo un quinto. 

Ad esempio, in presenza di un creditore, con una pensione di mille euro, si rischia il pignoramento del 20% di 309,58 (ossia la differenza tra 1.000 e 690,42). In buona sostanza, l’Inps deve trattenere, su ogni mensilità della pensione, 61,92 euro da versare poi al creditore. 

Se ci sono due o più creditori, è possibile pignorare due quinti della pensione a patto che le categorie dei crediti siano tra loro differenti.

Esistono tre categorie di crediti: crediti per imposte, crediti di natura alimentare (ad esempio l’assegno all’ex moglie o ai figli), crediti di altra natura. 

Ad esempio, in presenza di un pignoramento della banca e di una finanziaria, la pensione pignorabile resta sempre pari a un quinto (ossia il 20%). In tal caso, si soddisfa innanzitutto il creditore che per primo ha notificato il pignoramento e poi quello successivo.

Viceversa, in presenza di un pignoramento dell’ex moglie e della banca, la pensione pignorabile è di due quinti (il 40%).

Limite pignoramento della pensione in banca

La seconda strada per pignorare la pensione è dopo che questa viene depositata in banca. In tale ipotesi, il creditore notifica l’atto di pignoramento, oltre che al debitore, anche all’istituto di credito su cui viene accreditato l’assegno dell’Inps. 

Se sul conto corrente non affluiscono redditi di natura diversa, è possibile il pignoramento della pensione entro i seguenti limiti.

Quanto alle somme che si trovano già depositate sul conto al momento dell’arrivo dell’atto di pignoramento (ossia i risparmi), queste sono pignorabili solo nella parte che eccedono il triplo dell’assegno sociale. Abbiamo detto che l’assegno sociale per il 2021 è pari a 460,28 euro. Il triplo è quindi pari a 1.380,84 euro. Dunque, chi ha meno di tale importo in banca non se lo vedrà pignorare. Invece, chi ha più soldi, si vedrà pignorare solo la parte che supera tale limite. 

Ad esempio, su un conto in banca con 2.000 euro si possono pignorare solo 619,16 euro.

Quanto poi a tutte le successive mensilità che vengono versate per la pensione, queste saranno pignorabili solo entro massimo un quinto (un mezzo se coesistono pignoramenti di natura diversa). In questo caso, non vale più la limitazione del minimo vitale della pensione.

Se invece sul conto vengono accreditati redditi di altra natura oltre alla pensione (si pensi ai canoni di affitto), il pignoramento può estendersi all’intero deposito che si ha in banca. 

Pignoramento pensione da parte di Agenzia Entrate Riscossione

Se il creditore è l’Agenzia Entrate Riscossione, il pignoramento della pensione segue ulteriori limitazioni. In particolare:

  • per le pensioni fino a 2.500 euro, il pignoramento della singola mensilità è di massimo un decimo (non quindi di un quinto), fatto salvo sempre il minimo vitale nel caso in cui la procedura venga notificata in capo all’Inps;
  • per le pensioni da 2.501 euro a 5.000 euro, il pignoramento della singola mensilità è di un settimo, anche in questo caso fatto salvo il minimo vitale per le procedure in capo all’Inps;
  • per le pensioni da 5.001 euro in su resta fermo il limite generale di un quinto. 

Quando la pensione non è pignorabile?

Riassumendo quanto abbiamo appena detto, e per tornare al quesito di partenza, possiamo dire che la pensione non è pignorabile quando è inferiore al minimo vitale che, per il 2021, è pari a 690,42 euro.

Inoltre, i risparmi accumulati con la pensione non sono pignorabili se sono inferiori al triplo dell’assegno sociale che, per il 2021, è pari a 1.380,84 euro.

Pensione di invalidità e accompagnamento: si può pignorare?

La pensione di invalidità o inabilità può essere pignorata entro i limiti che abbiamo descritto sopra, in quanto riconosciuta sulla base dei contributi versati. 

Se invece si tratta della pensione d’invalidità civile, cioè dell’assegno dovuto agli invalidi civili totali o parziali, in tal caso il pignoramento non è possibile. Questa prestazione difatti rientra tra i sussidi assistenziali e, pertanto, non può essere mai pignorata. La pignorabilità è esclusa a priori dal Codice di procedura civile per tutte le prestazioni di assistenza, perché sono finalizzate a garantire il minimo vitale e a “reintegrare essenziali espressioni di vita menomate dalla malattia”.

Anche l’assegno di accompagnamento, essendo una prestazione di assistenza, non è pignorabile.

Pensione sociale: si può pignorare?

Un altro caso in cui non si può pignorare la pensione, ed è diretta conseguenza di ciò che abbiamo detto sopra, è quando viene percepita la pensione sociale, trattandosi di un sussidio riconosciuto ai poveri e alle persone in difficoltà economica. Come abbiamo già detto, non si può pignorare quella parte di pensione necessaria al sostentamento, il cosiddetto “minimo vitale”. La somma è identica per tutti e corrisponde alla misura massima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà.

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