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Congedo di maternità: quanto dura?

23 Luglio 2021 | Autore:
Congedo di maternità: quanto dura?

Astensione obbligatoria dal lavoro per nascita del bambino, adozione, affidamento, casi particolari: durata dell’assenza.

La legge [1] tutela le lavoratrici madri, con la possibilità di fruire di congedi retribuiti in prossimità del parto e, successivamente, nonché per la cura, l’assistenza e l’educazione del bambino, comprese le ipotesi di adozione e di affidamento.

In particolare, oltre a diverse tipologie di assenze facoltative, è previsto un periodo di astensione obbligatoria. Ma il congedo di maternità quanto dura? La durata del congedo è normalmente pari a 5 mesi, 2 prima del parto e 3 successivi, a meno che la lavoratrice non si avvalga della flessibilità, godendo di un solo mese prima del parto e dei 4 successivi, o addirittura fruendo interamente dei 5 mesi di congedo dopo il parto. Inoltre, in caso di gravidanza o mansioni a rischio, il congedo di maternità può essere sia anticipato che posticipato.

Una disciplina particolare è prevista in caso di interruzione della gravidanza, o di ricovero del neonato.

Da non dimenticare che, di recente, è stato previsto un congedo obbligatorio anche per il padre lavoratore, detto “congedo papà”, della durata di 10 giorni (più un’eventuale giornata aggiuntiva, da fruire facoltativamente). Il padre può comunque fruire, in casi specifici, dell’astensione obbligatoria per maternità in sostituzione alla madre. Ma procediamo con ordine.

Obbligo di astensione dal lavoro per maternità

L’obbligo di astensione dal lavoro per maternità è previsto:

  • nei 2 mesi antecedenti la data presunta del parto – ai quali si aggiunge il periodo compreso tra tale data e la data effettiva del parto- e nei 3 mesi successivi;
  • nel caso in cui la lavoratrice si avvalga della flessibilità, è prevista la fruizione nel mese prima del parto e nei 4 mesi successivi;
  • dal 1° gennaio 2019, è possibile la fruizione integrale nei 5 mesi; la flessibilità può essere richiesta dalla lavoratrice non oltre il settimo mese dall’inizio della gravidanza.

Per avvalersi della flessibilità è necessaria un’apposita attestazione: il medico specialista del Servizio sanitario nazionale, o convenzionato, assieme al medico competente per la prevenzione e la tutela della salute nei luoghi di lavoro, devono infatti certificare che la flessibilità non risulta pregiudizievole alla salute della madre e del nascituro.

Il congedo obbligatorio per maternità può essere inoltre:

  • anticipato;
  • sospeso.

Congedo di maternità anticipato per mansioni rischiose o gravidanza a rischio

Quando la lavoratrice è occupata in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli, è previsto il diritto all’anticipazione fino a 3 mesi del congedo [2].

L’interdizione anticipata dal lavoro può essere poi disposta:

  • dall’Asl nel caso di:
    • gravi complicanze della gravidanza;
    • patologie che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • dall’Ispettorato territoriale del lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, quando:
    • le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli per la salute della donna e del bambino;
    • la lavoratrice svolga lavori da ritenersi gravosi o pregiudizievoli e non possa essere spostata ad altre mansioni.

La domanda della lavoratrice si intende accolta decorsi 7 giorni dalla presentazione.

Proroga del congedo di maternità

Il congedo per maternità può essere prorogato sino a 7 mesi dopo il parto quando le condizioni di lavoro o ambientali sono di pregiudizio alla salute della donna e del bambino e la lavoratrice non può essere spostata ad altre mansioni.

L’interdizione al lavoro è disposta dall’Ispettorato territoriale del lavoro competente.

Interruzione della gravidanza

In caso di interruzione della gravidanza entro il 179° giorno, spetta il trattamento applicato alle assenze per malattia.

In caso di interruzione della gravidanza al 180° giorno o dopo il 180° giorno, o di decesso del bambino alla nascita o durante il periodo di interdizione, sussiste comunque il diritto al congedo e all’indennità per maternità.

Sospensione del congedo di maternità

In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre può domandare, compatibilmente con le sue condizioni di salute attestate da documentazione medica, la sospensione del congedo obbligatorio. Il congedo riprende dopo il ricovero, al rientro del bambino in famiglia.

Congedo di maternità per adozione e affidamento

Il congedo spetta anche in caso di adozione e affidamento e ha quale durata complessiva, i 5 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia, oltre al giorno di ingresso in Italia, se si tratta di adozione internazionale.

In caso di adozione internazionale, il congedo di maternità può essere fruito dalla lavoratrice anche durante il periodo di permanenza all’estero, necessario per l’incontro con il bambino e per gli adempimenti connessi alla procedura di adozione, prima dell’ingresso in Italia.

L’eventuale esito negativo degli incontri non condiziona il riconoscimento del periodo trascorso all’estero come periodo di congedo di maternità [3].

A quanto ammonta l’indennità di maternità?

Durante il congedo di maternità, è erogata dall’Inps un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive, eventualmente integrata dal datore di lavoro.

Per approfondire, leggi: Calcolo indennità di maternità.


note

[1] Art.30 Cost: D.lgs. 151/2001.

[2] Art. 17 del D.lgs. 151/2001; circ. Min. Lav. 2/2012.

[3] Interpello Min. Lavoro 39/2010.


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