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Macchia d’olio sull’asfalto

12 Marzo 2021
Macchia d’olio sull’asfalto

Incidente stradale: l’auto o la moto che sbanda a causa di una chiazza d’olio fresca sulla strada ha diritto a essere risarcita dal Comune?

Trovare una macchia d’olio sull’asfalto non è così infrequente. Il più delle volte, le chiazze sono ormai secche e non più pericolose. Quando invece sono fresche, perché l’olio è caduto da poco, è molto facile sbandare. Un intoppo di questo tipo può costare caro a un automobilista o, ancor di più, a un motociclista. Ebbene, nell’ipotesi di un incidente stradale determinato proprio dalla macchia d’olio sull’asfalto chi è che paga il risarcimento? 

La questione è stata più volte affrontata dalla Cassazione. Ecco che cosa ha detto, proprio di recente, la Suprema Corte [1]. 

La responsabilità del proprietario della strada per le macchie d’olio sull’asfalto

In forza dell’articolo 2051 del Codice civile, il proprietario della strada è responsabile per tutti gli incidenti determinati dalla cattiva custodia della strada stessa. È quindi necessaria una manutenzione costante per evitare che eventuali ostacoli o insidie, come ad esempio le buche, le lastre di ghiaccio o le stesse chiazze d’olio, possano costituire una fonte di danno per gli utenti che circolano su quattro o due ruote.

Chi slitta su una macchia d’olio sull’asfalto ha quindi, almeno in teoria, il diritto a pretendere il risarcimento di tutti i danni – fisici, morali e al veicolo – da parte del Comune o comunque dell’ente gestore della strada. 

Per evitare la condanna, la Pubblica Amministrazione ha, a sua volta, la possibilità di dimostrare che l’incidente si è verificato per «caso fortuito», ossia per un fatto eccezionale e imprevedibile, tale quindi da non consentirgli di impedire il danno. In cosa consiste il caso fortuito? Cerchiamo di stabilirlo qui di seguito.

Cosa si intende per «caso fortuito» che non consente di ottenere il risarcimento

Come detto, il «caso fortuito» è, in generale, quel fatto imprevedibile e inevitabile che esclude la responsabilità oggettiva del custode della strada (nel nostro caso, la Pubblica Amministrazione). Si deve quindi trattare di un evento che non dipende dalla sfera di quest’ultimo.

Tipico esempio di «caso fortuito» è la condotta di guida imprudente o spericolata del conducente. Così, quest’ultimo non può chiedere il risarcimento del danno a causa di una macchia d’olio sull’asfalto se risulta che stesse procedendo in eccesso di velocità quando invece un’adeguata andatura gli avrebbe consentito di accorgersi dell’insidia ed evitarla. Viceversa, l’eccesso di velocità non esclude il risarcimento se l’insidia è collocata subito dopo una curva, tanto da non poter comunque essere vista anche usando un comportamento diligente (tutt’al più, in questo caso, potrà discutersi su un eventuale concorso di colpa).

Un’altra ipotesi di «caso fortuito» si verifica quando l’insidia si è realizzata da così poco tempo da non consentire, al custode della strada, di intervenire per eliminarla o comunque per mettere in sicurezza la strada.

Si pensi al caso di una ruota che cada da un camion, determinando l’incidente del veicolo successivo ad esso. In un caso del genere, il danno è imprevedibile ed inevitabile: il proprietario della strada, infatti, non potrebbe mai impedirlo. 

Macchia d’olio fresca sull’asfalto: il Comune non risarcisce

Proprio in applicazione dei principi che abbiamo appena illustrato, con la sentenza in commento la Cassazione ha detto che il Comune non deve risarcire il motociclista caduto su una macchia d’olio fresca sull’asfalto: e questo proprio perché la chiazza oleosa è troppo recente e, quindi, non ha consentito all’amministrazione di intervenire per tempo.  

Se la cadenza temporale tra il rilascio della sostanza viscida e il verificarsi del sinistro non consente all’ente locale un intervento che protegga la sicurezza del traffico, visto il poco tempo intercorso, non si ha diritto ad alcun risarcimento del danno, né per le lesioni fisiche riportate, né per la distruzione del veicolo.

Al riguardo, si legge in sentenza, che la PA non è responsabile per gli incidenti avvenuti sulle strade di sua proprietà se dimostra che l’evento è stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza neppure con la più diligente attività di manutenzione. Non è quindi responsabile se lo sbandamento dalla sede stradale, causato dalla macchia d’olio, si è verificato prima che, con la diligenza richiesta dallo specifico caso, fosse materialmente possibile rimuovere la fonte del pericolo. 

E quindi, per concludere, non sussiste responsabilità per l’amministrazione quando, in caso di repentina e imprevedibile alterazione dello stato della strada e delle sue pertinenze, l’evento dannoso si sia verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere l’ostacolo, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza.

Risultato: la Pubblica Amministrazione non ha responsabilità quando un motociclo scivola su una chiazza d’olio caduta pochi minuti prima da un camion che pulisce le strade. 


note

[1] Cass. ord. n. 6826/21 dell’11.03.2021.


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