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Impianto fotovoltaico privato in condominio

12 Marzo 2021
Impianto fotovoltaico privato in condominio

Autorizzazioni e permessi per l’installazione: l’assemblea può vietare i pannelli fotovoltaici sul tetto senza una motivazione?

La questione relativa alle autorizzazioni e ai permessi per l’installazione di un impianto fotovoltaico privato in condominio riveste, oggi più che mai, un’estrema importanza: la previsione infatti dei benefici fiscali concessi dall’attuale normativa ha rilanciato gli interventi di efficientamento energetico anche nell’ambito dei condomini. È proprio qui tuttavia che si consumano le più frequenti controversie tra chi vorrebbe sfruttare il tetto per installare i pannelli fotovoltaici e chi invece vorrebbe impedire l’uso delle parti comuni.

Qual è allora la procedura da seguire per non violare la legge e per dotarsi comunque di un impianto elettrico o di riscaldamento moderno e a basso consumo? Può l’assemblea negare l’autorizzazione all’installazione di un impianto fotovoltaico privato in condominio? Ecco qual è la normativa applicabile al caso di specie.

Si può installare un impianto fotovoltaico in condominio?

Per installare un impianto fotovoltaico in condominio ci sono regole diverse da seguire a seconda del luogo in cui i pannelli vengono montati.

Se si intende sfruttare le parti comuni dell’edificio, come il tetto, la terrazza o il lastrico solare, è necessario innanzitutto verificare se il regolamento di condominio contiene delle limitazioni. Solo un regolamento approvato all’unanimità potrebbe impedire l’utilizzo delle parti comuni per fini individuali come, appunto, l’installazione di pannelli fotovoltaici.

In secondo luogo, semmai non dovessero esserci impedimenti di questo tipo, è necessario rispettare il diritto di pari utilizzo che gli altri condomini potrebbero rivendicare sulla medesima area. Il che significa che non si può occupare troppo spazio in relazione ai propri millesimi di proprietà.

In particolare, l’articolo 1102 Codice civile (rubricato «Uso della cosa comune») stabilisce che ciascun condomino può servirsi della cosa comune (e quindi delle aree condominiali come il tetto) purché non ne alteri la destinazione e non impedisca ad altri condomini di farne parimenti uso. 

Quanto all’alterazione della destinazione, la giurisprudenza ha già detto che l’uso del tetto, della terrazza o del lastrico per posizionare i pannelli fotovoltaici non si pone in contrasto con la legge.

Quanto invece all’utilizzo eccessivo del bene, è necessario non occupare troppo spazio tanto da non consentire agli altri di farne lo stesso o altri usi. A tal fine, si può far riferimento a un utilizzo proporzionato ai millesimi di proprietà.

Ogni condomino, dunque, ha la facoltà di trarre dalla cosa comune la più intensa utilizzazione ma ciò non implica che ciascun condomino debba utilizzare la cosa comune allo stesso modo e negli stessi tempi, altrimenti nessuno condomino potrebbe utilizzare la cosa comune a proprio vantaggio [1].

Autorizzazioni e permessi per l’installazione di un impianto fotovoltaico in condominio

L’articolo 1122 bis Codice civile, introdotto dalla legge 220/2012, ha concesso la possibilità al condomino di installare pannelli fotovoltaici senza la necessità di ottenere il preventivo consenso dell’assemblea, ma fornendo a quest’ultima tutti gli elementi di conoscenza necessari per valutare la fattibilità dell’opera.

Quindi, non è necessario chiedere alcun permesso o autorizzazione né all’assemblea né tantomeno all’amministratore. 

L’articolo 1122 del Codice civile tuttavia prescrive l’obbligo di dare comunicazione all’amministratore circa l’avvio dei lavori. 

Non in ultimo, l’impianto fotovoltaico installato sulle parti comuni non deve essere di pregiudizio al decoro architettonico del condominio, tenuto conto delle sue attuali condizioni al momento dell’esecuzione dei lavori. Il decoro architettonico è l’insieme delle linee che caratterizzano il fabbricato, al di là del fatto se questi abbia un effettivo pregio. Quindi, anche un palazzo di periferia è dotato di un proprio decoro architettonico. 

Attese le dimensioni dell’impianto, è assai difficile che i pannelli fotovoltaici non impattino sull’estetica dell’edificio, a meno che il palazzo non sia già stato interessato da altri interventi che ne abbiano deprezzato l’estetica. Ecco perché è sempre bene, prima di avviare i lavori, consultare comunque l’assemblea al fine di valutare se vi sono contestazioni in merito.

Bisogna infine verificare anche la normativa comunale e gli eventuali vincoli paesaggistici che potrebbero imporre restrizioni all’installazione dei pannelli fotovoltaici in zone visibili. A tal fine, bisognerà chiedere informazioni presso il Comune ove è situato l’immobile.

Si può installare un impianto fotovoltaico sul balcone?

Diverso è il caso in cui si voglia installare l’impianto fotovoltaico sul proprio balcone. Qui, non siamo in presenza di una «parte comune» e, pertanto, non entra più in gioco l’articolo 1102 del Codice civile che impone il rispetto della destinazione e del diritto di pari uso degli altri condomini. 

Tuttavia, bisogna rispettare due differenti vincoli. Innanzitutto, l’opera non può recare pregiudizio alla stabilità dell’edificio. A tal fine, servirà quindi un progetto di un ingegnere che possa dare rassicurazioni all’assemblea evitando eventuali contestazioni.

In secondo luogo, è necessario, anche in questo caso, non alterare il decoro architettonico dell’edificio. A riguardo, si richiamano i concetti espressi nel paragrafo precedente.


note

[1] Cass. sent. n. 16260/2017


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