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Preavviso con contratto determinato: è possibile?

21 Luglio 2021
Preavviso con contratto determinato: è possibile?

Le parti non possono recedere da un contratto a termine prima della data di scadenza pattuita.

Sei stato assunto da un’azienda con un contratto di lavoro a tempo determinato con scadenza tra due anni. Sono passati solo tre mesi e ti sei reso conto che questo lavoro non fa per te. Vorresti dimetterti e vuoi sapere se puoi farlo liberamente e se devi rispettare un determinato preavviso.

Nel contratto a termine, invece, è necessario dare esecuzione al rapporto fino alla data di scadenza prevista. Ma il preavviso con contratto determinato è possibile? La normativa sul preavviso di dimissioni e di licenziamento, prevista dalla legge e dai contratti collettivi, si applica solo ai rapporti a tempo indeterminato. La parte che recede prima del termine da un rapporto di lavoro a tempo determinato rischia di dover risarcire l’altra parte.

Contratto a tempo determinato: cos’è?

Il contratto a tempo determinato è un normale contratto di lavoro subordinato [1] nel quale, tuttavia, le parti prevedono sin dall’inizio la data di scadenza finale del rapporto contrattuale. Ne consegue che, allo spirare del termine indicato nella lettera di assunzione, il rapporto di lavoro si risolve senza necessità di disdetta e le parti sono liberate dai rispettivi obblighi.

Il termine inizialmente previsto, tuttavia, può essere prorogato dalle parti consensualmente per un massimo di 4 volte nell’arco di un periodo di tempo di ventiquattro mesi.

Contratto a tempo determinato: è possibile il recesso?

In linea generale, nei contratti con un termine non è prevista, per le parti, la possibilità di recesso. In questi accordi, infatti, le parti decidono da subito quale sarà la durata del vincolo contrattuale e non ha dunque ragione di essere un istituto, come il recesso, che è tipicamente legato ai rapporti di durata.

Questa regola si applica anche nel contratto di lavoro: ne consegue che le parti non possono recedere ante tempus da un rapporto a termine salvo il caso della giusta causa [2], ossia, di un comportamento gravemente inadempiente della controparte che non consente la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.

Preavviso con contratto determinato: è possibile?

Nel contratto a tempo indeterminato, invece, la legge [3] prevede che le parti possono sempre recedere dal rapporto dando all’altra parte un congruo preavviso la cui durata è stabilita dal contratto collettivo di lavoro. Il preavviso di recesso, tuttavia, non si applica al contratto di lavoro a termine poiché, come già evidenziato, in questa tipologia di rapporto non è previsto il recesso prima dello spirare del termine pattuito ed apposto al contratto di lavoro.

Recesso dal contratto a tempo determinato: quali conseguenze?

Il recesso prima del termine da un contratto a tempo determinato è illegittimo ed è fonte di responsabilità contrattuale per la parte recedente che, in spregio all’obbligo contrattuale di dare esecuzione al rapporto fino ad una certa data finale, ha esercitato illegittimamente il recesso.

Ne consegue che l’altra parte può chiedere il risarcimento del danno cagionato dal recesso illegittimo. Quando ad esercitare il licenziamento è il datore di lavoro il lavoratore potrà chiedere, a titolo risarcitorio, il pagamento di un importo pari alle retribuzioni che egli avrebbe percepito se il rapporto di lavoro fosse giunto sino alla sua naturale scadenza.

Quando, invece, a recedere prima del termine è il lavoratore, il datore di lavoro potrà chiedere il risarcimento del danno solo se riuscirà a dimostrare che l’esercizio illegittimo delle dimissioni da parte del lavoratore gli ha provocato un danno.

Accordo di risoluzione del rapporto: cos’è?

Le parti del rapporto di lavoro possono, in ogni caso, accordarsi per cessare il rapporto di lavoro a termine prima della data di scadenza pattuita. In questo caso, datore di lavoro e lavoratore devono sottoscrivere un accordo di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che pone fine alla relazione contrattuale per mutuo consenso e protegge la parte che aveva intenzione di recedere dal rischio di essere chiamata a risarcire il danno alla controparte.

In alternativa, in fase di assunzione, le parti possono prevedere nel contratto di lavoro a termine la facoltà di recesso, in deroga alle regole generali previste dall’ordinamento.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 2119 cod. civ.

[3] Art. 2118 cod. civ.


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