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Vaccino: i politici chiedono la precedenza

12 Marzo 2021
Vaccino: i politici chiedono la precedenza

Un atto di 30 senatori, un ordine del giorno approvato dalla Camera e i solleciti di alcuni parlamentari per rientrare tra le categorie a rischio.

Il nuovo piano vaccinale del Governo Draghi divide la popolazione in cinque categorie. Sono fasce di età dalla priorità decrescente: prima i più avanti con gli anni, poi i più giovani, fino agli under 60, con l’unica eccezione delle persone fragili per condizione di salute, che possono beneficiare di una corsia preferenziale e sono, infatti, la cosiddetta categoria 1.

Ebbene: secondo pezzi di Parlamento, tra le persone più a rischio e quindi da vaccinare prioritariamente, dovrebbero esserci anche i politici. In pratica: alcuni parlamentari chiedono la vaccinazione anti-Covid per sé stessi, prima che per altri cittadini.

Motivo? Il fatto di considerare deputati, senatori e anche sindaci come maggiormente esposti al rischio di contagio da Coronavirus. Senza contare la paralisi dell’attività dei due rami del Parlamento in caso di rapida diffusione delle infezioni.

I solleciti di singoli parlamentari

Richieste sparse sono già arrivate da singoli parlamentari. Una, per esempio, è la deputata di Forza Italia Maria Teresa Baldini che, proprio oggi, parlando alla Camera ha sottolineato l’esigenza dei parlamentari di «dare il buon esempio».

Immunizzare gli eletti, a detta di Baldini, «è una questione di sicurezza, ma anche di rispetto verso chi è tenuto al distanziamento sociale ma vede noi in Aula ravvicinati. Nelle aule di Camera e Senato si riuniscono persone provenienti da tutta Italia a prescindere dal colore delle regioni».

L’atto di un gruppo di senatori

Trenta senatori hanno stilato un atto in cui formulano espressamente la proposta, capofila Paola Binetti dell’Udc. «In Senato – riportano i firmatari – attualmente ci sono almeno 15 senatori che sono stati colpiti dal virus Covid-19, e nelle proiezioni che gli epidemiologi esperti fanno di questo indice, è realisticamente possibile supporre che entro la fine del mese potrebbero essere colpite almeno altre 50 persone, rendendo di fatto problematico lo svolgimento delle attività parlamentari».

I firmatari dell’atto insistono anche su fattori specifici: «l’età media dei senatori, alcuni dei quali con patologie pregresse, e le condizioni di stress e di rischio che i viaggi settimanali comportano per loro, oltre alla molteplicità delle relazioni che, sia pure con la massima prudenza, sono tenuti a mantenere in virtù del loro ruolo».

Quindi, la proposta al ministro della Salute, Roberto Speranza, di «procedere alla vaccinazione urgente dei senatori, considerando sia la loro età media che il ruolo che svolgono, non meno a rischio di quello dei docenti e delle forze armate, categorie considerate prioritarie nel nuovo Piano urgente per le vaccinazioni».

L’ordine del giorno della Camera per i sindaci

La Camera, invece, ha approvato un ordine del giorno, presentato dai deputati del Partito democratico Carmelo Miceli, Andrea Rossi, Francesco Critelli e Gian Mario Fragomeli, in cui si chiede di «valutare l’opportunità di inserire i sindaci, in qualità di autorità sanitarie locali, tra le categorie ammesse prioritariamente alla vaccinazione anti-Covid nel nuovo piano vaccinale».

I dem ritengono che i primi cittadini «per tipo di attività e funzione sono sicuramente da considerare tra le categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il Covid».

Il problema delle vaccinazioni ai politici si è già posto in altri Paesi. Negli Stati Uniti, per esempio, tutti i membri del Congresso hanno già ricevuto il vaccino.

I contrari

Ma c’è chi dice no, anche in Italia. Il leader della Lega Matteo Salvini, per esempio, non è affatto convinto della necessità di inserire i parlamentari tra le categorie di cittadini da vaccinare prioritariamente. «Io aspetto il mio turno, non ho fretta», ha dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos.

E nemmeno il sindaco di Bari e presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) Antonio Decaro propende per questa soluzione, pur ringraziando i parlamentari per l’interessamento. «Ci sono tante categorie di lavoratori esposti e fragili, che dovrebbero essere vaccinati prima di noi – ha affermato Decaro -. Noi sindaci aspetteremo il nostro turno».



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2 Commenti

  1. Ma davvero questa manica di cialtroni senz’arte nè parte pretende la priorità vaccinale rispetto ad altre categorie? E quale sarebbe il metro sul quale misurano il rischio cui la loro “attività” (concetto iperbolico) li espone? Poco o nullo il contatto con la gente, auto blù, voli (quasi sempre) di Stato o privati…Ma andassero affanculo a lavorare in prima linea come facciamo noi da ormai un anno o come fanno altre categorie davvero a rischio (ai commessi dei supermercati, ad esempio, nessuno ci pensa? Al fatto che stiano perennemente a contatto col pubblico) Ma davvero alla sfrontatezza, alla mancanza di dignità di questa gentucola senza vergogna non c’è limite!!

    1. Hai perfettamente ragione!!! Purtropo l’Italia è il paese delle caste, per cui ognuno tira l’acqua al proprio mulino ed in primis i cialtroni al potere che non si vergognano più di nulla.

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