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Restituzione patente sospesa: come fare

14 Marzo 2021 | Autore:
Restituzione patente sospesa: come fare

Lo stop alla guida è una misura cautelare e provvisoria che non deve superare un certo termine, altrimenti il provvedimento è annullato dal giudice.

La patente sospesa è una delle sanzioni più drastiche a carico dei trasgressori alle norme sulla circolazione stradale. Si applica solo in caso di violazioni particolarmente gravi e il periodo in cui viene impedito di guidare (chi lo fa nonostante il divieto si espone a sanzioni ancora più severe) può variare da un mese a due anni, a seconda dell’infrazione commessa. In alcuni casi, però, è possibile abbreviare i termini e riottenere il titolo di guida in anticipo, molto prima della scadenza fissata nel provvedimento. Questo accade quando l’ordinanza viene annullata dal Prefetto che l’aveva emessa – è un caso raro – oppure dal giudice al quale è stato proposto l’apposito ricorso, e questo avviene più frequentemente. Vediamo dunque come fare per ottenere la restituzione della patente sospesa: la giurisprudenza richiede che non si oltrepassi un «termine ragionevole», perciò se la Pubblica Amministrazione non rispetta queste prescrizioni, la sospensione della patente di guida diventa inefficace e il giudice ordinerà la sua restituzione al titolare.

Quando la patente di guida è sospesa

La sospensione della patente di guida è una sanzione accessoria prevista dalla legge [1], disposta dalla Motorizzazione civile, dal Prefetto o dall’autorità giudiziaria. Il titolare della patente sospesa non può guidare per tutto il periodo di durata della sospensione applicata nei suoi confronti. Chi viene sorpreso a guidare con la patente sospesa subirà una sanzione pecuniaria fino a 8.200 euro ed avrà la patente revocata.

La patente di guida viene sospesa a seguito di gravi violazioni alla circolazione stradale. Tra le numerose ipotesi previste dal Codice della strada, una delle più frequenti è il superamento del limite di velocità oltre 40 km/h rispetto a quello imposto sul tratto di strada percorso [2] ma la sospensione si applica anche a chi circola contromano o compie manovre pericolose [3], a chi usa la corsia di emergenza in autostrada fuori dai casi consentiti [4] o a chi reitera violazioni meno gravi ma pur sempre preoccupanti, come la violazione dell’obbligo di dare precedenza agli altri veicoli nei casi previsti [5].

La patente viene sospesa anche in caso di commissione di reati con lesioni personali a seguito di un incidente (invece l’omicidio stradale comporta la revoca della patente), oppure per guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope ed infine nei casi di fuga dal luogo dell’incidente o di omissione di soccorso ai feriti [6].

Come ricorrere contro la sospensione della patente di guida

Contro la sospensione della patente di guida, disposta dal Prefetto, è possibile ricorrere al giudice di Pace entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento. È obbligatorio farsi assistere da un avvocato. In alternativa, il ricorso può essere proposto in via amministrativa allo stesso Prefetto che ha adottato la misura, entro 30 giorni dalla notifica, tranne che nei casi in cui la sospensione deriva da un reato.

Contro l’ordinanza di rigetto del ricorso emanata dal Prefetto è ancora possibile proporre impugnazione al giudice di Pace entro 30 giorni dalla sua notifica. Per approfondimenti leggi l’articolo dedicato al “ricorso sospensione patente”.

Sospensione della patente: quando è illegittima

Nel ricorso giurisdizionale andranno indicati i motivi di illegittimità del provvedimento impugnato; tra questi vi è anche l’obbligo – imposto dalla legge [7] – a tutte le pubbliche amministrazioni – di concludere il procedimento amministrativo entro un termine espresso, di regola pari a 30 giorni, se le norme specifiche non prevedono una durata diversa.

Per l’adozione del provvedimento di sospensione della patente il Codice della strada prescrive al Prefetto un termine di 15 giorni dal momento del ritiro da parte delle forze dell’ordine che hanno rilevato la violazione; se l’ordinanza di sospensione non viene emanata entro questo breve periodo, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura.

Nel caso della patente sospesa, il problema dei termini deriva dal fatto che manca una specifica disposizione normativa per il compimento della successiva notifica del provvedimento prefettizio al titolare; il Codice della strada stabilisce che essa deve essere effettuata «immediatamente», ma non prevede una sanzione in caso di ritardo. Di solito, le Prefetture, nei casi di condotta del conducente costituente reato, applicano la sospensione della patente in via anticipata rispetto all’emissione della sentenza che definisce il procedimento penale: così il provvedimento amministrativo assume una funzione cautelare, per l’esigenza di evitare che il trasgressore, mantenendo il titolo di guida in suo possesso, possa compiere altre violazioni e provocare altri incidenti stradali.

L’annullamento della sospensione della patente

L’annullamento del provvedimento di sospensione della patente può essere disposto anche per motivi di sola illegittimità formale, e non per ragioni di carattere sostanziale, purché la causa di invalidità risulti dal provvedimento impugnato o emerga dalla vicenda processuale connessa. Tra questi motivi formali rientra il mancato rispetto dei termini. È quanto accaduto in un recente caso deciso dal giudice di Pace di Bisceglie [8], che ha rilevato come la notifica della sanzione accessoria della sospensione della patente fosse avvenuta dopo due anni dalla data del fatto, dunque ben oltre il «termine ragionevole» concesso all’Amministrazione per provvedervi: questo termine congruo si individua per il giudice in 90 giorni dalla data di accertamento della violazione.

«Il provvedimento di sospensione della patente di guida ha natura provvisoria e cautelare» – scrive il giudice in sentenza – sicché «deve essere emesso e comunicato all’automobilista in un termine ragionevole» e ciò sia al fine di «scoraggiare il conducente del mezzo dal perseverare nella condotta contestata», sia in un’ottica di prevenzione generale, consistente nella «tutela della pubblica incolumità», come affermato anche dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite [9].

In tale pronuncia, la Suprema Corte aveva espressamente affermato che la sospensione della patente è illegittima quando il provvedimento di adozione oltrepassa quel lasso di tempo ragionevole che giustifica la sua funzione cautelare e quel periodo è appunto di 90 giorni. Perciò, la sospensione che viene adottata dopo tale termine può essere ritenuta invalida per tardività della sua adozione o della sua comunicazione all’interessato. In tali casi, l’ordinanza applicativa può essere impugnata davanti al giudice di pace, che disporrà l’annullamento della sospensione e il titolare della patente potrà ottenerne la restituzione e tornare a guidare.

Per approfondimenti leggi anche l’articolo “Come rientrare in possesso della patente sospesa“.


note

[1] Art. 218 Codice della strada.

[2] Art. 142 Codice della strada.

[3] Art. 143 Codice della strada.

[4] Art. 176 Codice della strada.

[5] Art. 146 Codice della strada.

[6] Art. 189 Codice della strada.

[7] Art. 2 Legge n. 241/1990.

[8] Giudice di Pace di Bisceglie, sent. n. 21/2021 del 08.03.2021.

[9] Cass. Sez. Un. sent. n. 19955 del 26.09.2007.

Autore immagine: canva.com/


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