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Richiesta variazione orario di lavoro

21 Luglio 2021
Richiesta variazione orario di lavoro

Il contratto di lavoro prevede la distribuzione nel tempo della prestazione lavorativa.

Hai sottoscritto un contratto di lavoro che prevede un orario di lavoro che copre tutta la giornata, con una lunga pausa tra il turno mattutino e quello pomeridiano. Per gestire al meglio la tua vita familiare vorresti che l’orario venisse modificato così da rientrare prima a casa la sera. Ti chiedi se è possibile ottenere un simile cambiamento.

L’orario di lavoro è un elemento essenziale del contratto di lavoro e, durante lo svolgimento del rapporto, può essere modificato dalle parti. Il dipendente potrà inviare al datore di lavoro una richiesta variazione orario di lavoro anche se è opportuno sapere che non esiste un diritto ad ottenere la modifica auspicata poiché è sempre necessario il consenso di entrambe le parti per addivenire a questa modifica.

Orario di lavoro: cos’è?

L’orario di lavoro è un elemento essenziale del contratto di lavoro che identifica la collocazione nel tempo della prestazione di lavoro dedotta nella lettera di assunzione. L’indicazione dell’orario di lavoro nel rapporto di lavoro subordinato è fondamentale poiché il dipendente deve sapere in quale fascia temporale deve recarsi presso la sede di lavoro per svolgere le mansioni contrattuali.

Nel nostro ordinamento, esiste un limite all’orario di lavoro settimanale del lavoratore che è previsto sia dalla legge [1] che dalla contrattazione collettiva. In generale, l’orario normale di lavoro è pari a 40 ore settimanali.

Per i lavoratori cui sono affidate funzioni direttive (come i dirigenti e i quadri) è sufficiente prevedere l’orario settimanale di lavoro senza dover necessariamente dettagliare la collocazione temporale della prestazione di lavoro in quanto a questi lavoratori viene richiesta un’obbligazione di risultato e non di mezzi, dovendo lavorare su obiettivi e target fissati dal datore di lavoro.

Orario di lavoro: può essere modificato?

L’orario di lavoro può essere oggetto di modifiche nel corso del rapporto di lavoro. In generale, si ritiene che se il rapporto di lavoro è a tempo pieno il datore di lavoro può modificare unilateralmente la collocazione temporale della prestazione di lavoro nel giorno, nella settimana e nel mese per ragioni tecniche, organizzative e produttive. Resta inteso che, in base ai principi di correttezza e buona fede, le variazioni dell’orario di lavoro dovrebbero essere comunicate al lavoratore con un congruo preavviso che gli consenta di organizzare la sua vita extra-lavorativa alla luce delle mutate esigenze di servizio.

Questa facoltà del datore di lavoro deve essere, invece, esclusa se il contratto di lavoro è a tempo parziale. In questo caso, infatti, il contratto di lavoro deve contenere puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno [2].

L’unica possibilità di modifica unilaterale, da parte del datore di lavoro, della collocazione temporale della prestazione del lavoratore part-time è prevista in caso di stipula di clausole elastiche. Tali pattuizioni sono possibili solo se il Ccnl di riferimento lo prevede. In ogni caso, il prestatore di lavoro ha diritto a un preavviso di due giorni lavorativi, fatte salve le diverse intese tra le parti, nonché a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme determinate dai contratti collettivi (di solito, si prevede una maggiorazione retributiva).

Il lavoratore, invece, non può mai decidere unilateralmente di modificare l’orario di lavoro previsto nel contratto.

Richiesta variazione orario di lavoro

Il lavoratore può, in ogni caso, chiedere al datore di lavoro una modifica dell’orario di lavoro; in particolare:

  • se il rapporto di lavoro è full time, il dipendente può chiedere una diversa articolazione dell’orario oppure la trasformazione in un rapporto part time;
  • se il rapporto di lavoro è part time, il dipendente può chiedere una diversa articolazione dell’orario oppure la trasformazione in un rapporto full time.

La modifica richiesta dal lavoratore sarà oggetto di valutazione da parte del datore di lavoro il quale, tuttavia, non è tenuto ad accettarla posto che le variazioni dell’orario di lavoro richieste dal dipendente possono essere disposte solo con il consenso datoriale.


note

[1] D. Lgs. 66/2003.

[2] Art. 5 D. Lgs. 81/2015.


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