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Bonus partita Iva: chi dovrà restituire i soldi

12 Marzo 2021 | Autore:
Bonus partita Iva: chi dovrà restituire i soldi

Partiti i controlli dell’Agenzia delle Entrate. Obiettivo: recuperare le somme che non andavano erogate.

Cattive notizie in arrivo per chi ha percepito il bonus partita Iva nei mesi terribili della fase uno dell’emergenza sanitaria. È possibile che una parte di coloro che hanno beneficiato dell’agevolazione si ritrovino a dover restituire le somme ricevute.

È lo scenario che si profila dopo che l’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’avvio di una serie di controlli a tappeto. Le verifiche saranno portate avanti attraverso un avanzato sistema di intelligenza artificiale e avranno ad oggetto tutti i possessori di partita Iva destinatari del bonus da 600 euro. La misura era una delle tante, predisposte dal Governo Conte bis, per far fronte al difficile periodo di crisi economica e del lavoro scaturita dalla pandemia di Coronavirus.

Si tratterà di un vero e proprio giro di vite anti-furbetti, dopo l’episodio, che tanta indignazione ha provocato, dei parlamentari che chiesero il beneficio. Lo scopo è quello di fare in modo che chi non doveva percepire le somme, ma le ha avute lo stesso, restituisca al Fisco fino all’ultimo centesimo.

Tutti i non aventi diritto, insomma, sono avvisati: se le ispezioni accerteranno la non spettanza del bonus, il beneficio verrà revocato e sarà inviata al diretto interessato una richiesta di restituzione dei 600 euro. Restituzioni che riguarderanno non solo chi è riuscito ad ottenere l’agevolazione con un escamotage, ma anche coloro che hanno ricevuto i soldi per un errore materiale dell’ente erogatore.

Ma i controlli non riguarderanno soltanto il bonus partita Iva: saranno ad ampio spettro. Questo significa che si punta anche a recuperare le tasse non ancora versate al Fisco, estendendo le verifiche, in generale, alle spettanze del contribuente per controllare la sua posizione nei confronti dell’Erario.

Vuol dire, in pratica, che le cifre che l’Agenzia delle Entrate chiederà potrebbero essere, in alcuni casi, ben più alte dei 600 euro del bonus.

L’apparato di verifica si preannuncia imponente: almeno trecento i controlli che l’ente di riscossione prevede di eseguire ogni giorno, per un totale di oltre centomila lavoratori con partita Iva nel giro di un anno e 340mila nell’arco di un triennio. L’obiettivo è recuperare 40 miliardi di euro non versati.

Per far fronte a un monitoraggio così esteso, che sarà scaglionato nel corso dei prossimi tre anni, è stato messo in campo un sistema del tutto nuovo, come ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini.

«Con questo progetto si prevede un importante potenziamento delle attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale – ha spiegato Ruffini -. In sostanza, si provvederà a introdurre, a sperimentare e a usare tecniche innovative di network analysis, di machine learning e di data visualization, al fine di realizzare un nuovo sistema di supporto ai processi di individuazione dei soggetti ad alto rischio di evasione».



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