Diritto e Fisco | Articoli

Rimborso Iva: prescrizione

14 Marzo 2021 | Autore:
Rimborso Iva: prescrizione

Il termine oltre il quale l’eccedenza a credito non può più essere richiesta al Fisco; i casi in cui la restituzione viene negata; come evitare la decadenza.

Se sei andato a credito di Iva ed hai richiesto il rimborso, potresti vedertelo negare dall’Agenzia delle Entrate per superamento dei termini. Il fatto è che prescrizioni e decadenze operano non soltanto quando è il Fisco a richiedere ai contribuenti un determinato importo, ma anche in senso contrario, cioè quando è il privato a richiedere all’Amministrazione finanziaria la restituzione di un’eccedenza già versata. Anche questa è un’espressione del principio di uguaglianza (“la legge è uguale per tutti”) e perciò occorre stare attenti per non incappare in un rifiuto inaspettato e amaro.

La prescrizione del rimborso Iva soggiace al termine ordinario decennale, ma questa affermazione è il risultato di una “conquista” avvenuta per via giurisprudenziale; sino a poco tempo fa tale principio non era così pacifico ed anzi veniva duramente contestato dall’Agenzia delle Entrate, che adesso ha ripiegato su un altro termine più breve e molto più insidioso per i contribuenti: la decadenza, che matura in appena due anni. Ma esso, come vedrai tra poco, rientra nella sfera di controllo del contribuente, e con un po’ di attenzione è facile evitarlo.

Rimborso Iva: quando spetta

Il diritto alla restituzione delle somme già liquidate e versate a titolo di imposta sul valore aggiunto sorge per legge [1] quando c’è un eccedenza dell’ammontare detraibile rispetto alle operazioni imponibili compiute nel periodo. In sostanza, si verifica che l’importo dell’Iva a credito del contribuente supera quello dell’Iva a debito.

In tal caso, il contribuente di regola «ha diritto di computare l’importo in eccedenza in detrazione nell’anno successivo», ma può anche, in alternativa, chiedere il rimborso, riportando l’importo in dichiarazione Iva, purché si verifichi una delle seguenti ipotesi:

  • esercizio esclusivo o prevalente di attività economiche che comportano operazioni soggette ad Iva con aliquote inferiori rispetto a quelle stabilite per gli acquisti e le importazioni;
  • effettuazione di operazioni non imponibili [2] per un ammontare superiore al 25% del totale delle operazioni effettuate;
  • detrazione dell’Iva sull’acquisto o sull’importazione di beni ammortizzabili o applicata su beni e servizi per studi o ricerche;
  • effettuazione prevalente di operazioni non soggette ad Iva [3];
  • prestazioni eseguite in Italia da soggetti non residenti nel territorio dello Stato con applicazione del meccanismo del reverse charge ossia dell’inversione contabile [4];
  • contribuente che risulta a credito Iva da più di due anni, in base alle dichiarazioni presentate nel biennio precedente (in tal caso il rimborso dell’eccedenza detraibile può essere chiesto nell’anno d’imposta in corso solo per il minore dei due importi);
  • contribuente che cessa l’attività.

Rimborso Iva: come chiederlo

Il rimborso va richiesto entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale in cui è stato esposto, compilando il quadro VX o il quadro RX, a seconda del tipo di contabilità scelto e del conseguente regime di liquidazione Iva adottato, e riportando l’importo nel rigo 4. Dunque, occorre prima compilare correttamente la dichiarazione Iva inserendo tali voci e, poi, presentare l’apposita istanza di rimborso al competente ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Tra poco, vedrai la rilevanza di questi due distinti momenti ai fini della prescrizione e della decadenza.

Rimborsi Iva: garanzia ed esonero

La regola generale stabilita dalla legge [5] è che i rimborsi Iva non sono soggetti alla prestazione di alcuna garanzia, a meno che l’importo richiesto non superi i 30mila euro o si tratti di impresa in esercizio da meno di due anni (con l’eccezione delle start up innovative) o che ha ricevuto avvisi di accertamento o rettifica nel biennio precedente in cui sono stati evidenziati «significativi scostamenti» tra l’accertato e il dichiarato.

In tali casi, le istanze di rimborso devono essere munite di visto di conformità o sottoscrizione alternativa di un professionista abilitato, attestante il possesso dei requisiti patrimoniali richiesti dalla legge [6] ed il corretto versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi, e nei casi di contribuenti considerati a rischio devono essere accompagnate dalla fideiussione per rimborso Iva.

Rimborso Iva: prescrizione e decadenza

Il credito Iva così calcolato e spettante a rimborso è soggetto all’ordinario termine di prescrizione decennale [7] come ha affermato in modo ormai definitivo, dopo lunghe peripezie, la Corte di Cassazione [8]. Il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di esposizione nella dichiarazione in cui viene riportato e non in quello, successivo, della presentazione dell’istanza di rimborso, che, secondo la Suprema Corte, «non integra il fatto costitutivo del diritto ma solo il presupposto di esigibilità del credito». Non si applica, quindi, nessun termine di prescrizione più breve, neppure nei casi di rimborso Iva per cessazione dell’attività.

Soltanto quando il credito Iva non è stato inserito in dichiarazione – come avviene nei casi di Iva non dovuta, cioè indebitamente versata [9] – si applica il termine di decadenza di due anni previsto per legge [10] a decorrere «dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione»  come ha ribadito anche la Cassazione [11]. La Suprema Corte ha precisato che «la domanda di rimborso dell’Iva deve ritenersi già presentata con la compilazione, nella dichiarazione annuale, del quadro relativo al credito, mentre la presentazione del modello di rimborso costituisce esclusivamente presupposto per l’esigibilità del credito e, quindi, adempimento necessario solo per dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso».

Quando l’Agenzia nega il rimborso: rimedi

In tali casi, quindi l’Ufficio potrà rifiutare la richiesta di rimborso Iva, respingendola per tardività di presentazione e così negando la restituzione dell’importo al contribuente, a meno che il diritto al rimborso non sia stato “fermato” da fatti esterni alla volontà del contribuente, come un avviso di accertamento che ridetermina l’ammontare dell’imposta dovuta: se ciò accade la decadenza non matura e il diritto al rimborso può rivivere se l’accertamento viene impugnato e cade.

Se il credito Iva è stato indicato in dichiarazione, l’istanza di rimborso resta soggetta al termine di prescrizione di dieci anni; quando invece la dichiarazione manca o non evidenzia il credito d’imposta, mentre l’Iva a debito è stata accertata dall’Amministrazione finanziaria, la prescrizione inizia a decorrere dalla data della sentenza che annulla l’avviso di accertamento ed estingue il debito tributario, in modo che il contribuente va (o per meglio dire torna) a credito, come ha affermato una nuova ordinanza della Corte di Cassazione [12].


note

[1] Art. 30, comma 2, D.P.R. n. 633/1972.

[2] Artt. 8, 8 bis e 9 D.P.R. n. 633/1972.

[3] Art. 7 D.P.R. n. 633/1972.

[4] Art. 17, commi 2 e 3, D.P.R. n. 633/1972.

[5] Art. 38 bis D.P.R. n. 633/1972.

[6] Art. 38 bis D.P.R. n.633/1972, modificato dall’art. 7 quater, comma 32, D.L. n. 193/2016, conv. in Legge n. 225 del 01.12.2016.

[7] Art. 2946 Cod. civ.

[8] Cass. sent. n. 9941/2015, n. 5172/2016, n. 17151/2018, n. 26371/2019 e n. 17495/2020.

[9] Art. 30 ter D.P.R. n. 633/1972.

[10] Art. 21, comma 2, D.Lgs. n. 546/1992.

[11] Cass. sent. n. 4145/2016.

[12] Cass. ord. n. 6985/21 del 12.03.2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube