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Il porno online contro i domini “.xxx”

19 Gennaio 2012
Il porno online contro i domini “.xxx”

Il dominio “.xxx” sarà la nuova “etichetta” dei siti contenenti materiale pornografico.

Dopo anni di discussioni, l’ICANN ha finalmente creato un dominio “.xxx” apposta per i siti hard; ma la scelta ha scatenato la reazione di uno dei colossi del porno, la Manwin Licensing International SARL, secondo cui il nuovo sistema sarebbe rivolto a ghettizzare l’eros.

L’ICANN, l’ente che si occupa della gestione dei domini (tanto per fare un esempio, quelli come: .it e .com), con la nascita della nuova estensione ha voluto istituire un circuito chiuso per la pornografia online, in modo da controllare gli accessi e facilitarne le identificazioni, anche per una maggiore tutela dei minori.

In tutta risposta, la Manwin, società che vanta, tra i propri domini, YouPorn, PornHub, Brazzers, Xtube e Playboy.com, ha instaurato un giudizio davanti alla Corte del Distretto centrale della California per chiedere il blocco del nuovo sistema. Secondo la ricorrente, il dominio “.xxx” è un costo aggiuntivo non necessario e non porterebbe alcun beneficio alle società che si occupano dell’intrattenimento per adulti.

Il costo di un dominio “.xxx” è di circa 60 dollari l’anno, con un canone di 100 dollari per ogni registrazione: inezie per un colosso di siti porno come la Manwin. La guerra dei costi sembra dunque una scusa che nasconde altri tipi di motivazione.

La vera accusa dal mondo porno è chiara: chi ha già imposto il proprio brand sul mercato si troverebbe oggi costretto ad acquistare un nuovo dominio .xxx al fine di evitare che altri gestori, privi di un nome, rubino il proprio brand con una diversa registrazione. Così www.youporn.com sarebbe costretto a registrare anche www.youporn.xxx onde evitare che tale indirizzo venga acquistato da altri, approfittando di un nome già affermato.

In fondo, quello dell’ICANN e dell’ICM è solo un tentativo di proteggere i minori dalla pornografia, evitando che questi si ritrovino a navigare su siti per adulti. Con i domini “.xxx”, infatti, sarà più facile, per i computer, filtrare i siti con contenuti non adatto ai bambini. Inoltre i genitori potranno più facilmente vietare l’accesso a pagine pornografiche tramite i sistemi di controllo parentale.

Infine, il nuovo dominio “.xxx“ consentirà di controllare che tali siti non contengano contenuti pedopornografici [1].

In conclusione, a partire dal 2012, tutto ciò che termina con “xxx” sarà pornografico. Le digitazioni maldestre, i click casuali e sfortunati non saranno più delle valide scuse da dare alle fidanzate, genitori o ai datori di lavoro.

di MICHELE IAPICCA


note

[1] L’art. 3 della L. 38/06 ha così modificato l’art. 600 quater del codice penale (Detenzione di materiale pornografico): “Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 600- ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a  1.549.”


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2 Commenti

  1. VORREI CAPIRE,MA E’ POSSIBILE CHE CHIUNQUE POSSA PUBBLICARE VIDEO “HARD” SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLE PERSONE DEL FILMATO IN QUESTIONE??? CHIUNQUE PUO’ OGGI VENDERE ATTRAVERSO SITI PORNOGRAFICI FILMATI AMATORIALI CREATI SPESSO ILLECITAMENTE E ALL’OSCURO DELLE PERSONE …NON DOVREBBE ESSERCI QUALCHE REGOLA,UN’AUTORIZZAZIONE DELLE PERSONE INTERESSATE????

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