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Legittimazione passiva impugnazione delibera condominiale: Cassazione

14 Marzo 2021
Legittimazione passiva impugnazione delibera condominiale: Cassazione

La legittimazione passiva in un’azione di impugnazione di delibera assembleare fa capo all’amministratore del condominio. È da escludere un’ipotesi di litisconsorzio necessario con i singoli condomini, i quali non devono essere evocati in giudizio, potendo invece, loro stessi, se lo ritengono, intervenire.

Impugnazione di una delibera assembleare: costituzione dei condomini

Nel giudizio di impugnazione di una delibera assembleare ex art. 1137 c.c., i singoli condomini possono volontariamente costituirsi mediante intervento che, dal lato attivo, va qualificato come adesivo autonomo (con la facoltà di coltivare il procedimento nei vari gradi di lite, anche in presenza di rinunzia o acquiescenza alla sentenza da parte dell’originario attore), ove essi siano dotati di autonoma legittimazione ad impugnare la delibera, per non essersi verificata nei loro confronti alcuna decadenza, ovvero, se quest’ultima ricorra, come adesivo dipendente (e, dunque, limitato allo svolgimento di attività accessoria e subordinata a quella della parte adiuvata, esclusa la possibilità di proporre gravame); tale ultima è la qualificazione da riconoscersi, altresì, all’intervento, ove questo sia a favore del condominio, siccome volto a sostenere la validità della delibera impugnata, stante la legittimazione processuale passiva esclusiva dell’amministratore nei giudizi relativi all’impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea, non trattandosi di azioni relative alla tutela o all’esercizio dei diritti reali su parti o servizi comuni.

Cassazione civile sez. II, 04/02/2021, n.2636

Legittimazione ad agire dell’amministratore di condominio, in assenza di autorizzazione o ratifica dell’assemblea

L’amministratore di condominio può, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, proporre opposizione a decreto ingiuntivo nonché impugnare sentenze per tutte le controversie che rientrino nell’ambito delle sue attribuzioni ex art. 1130 c.c., quali quelle aventi ad oggetto il pagamento preteso nei confronti del condominio dal terzo creditore in adempimento di un’obbligazione assunta dal medesimo amministratore per conto dei partecipanti, ovvero per dare esecuzione a delibere assembleari, erogare le spese occorrenti ai fini della manutenzione delle parti comuni o l’esercizio dei servizi condominiali ovvero resistere all’impugnazione della delibera assembleare.

Cassazione civile sez. II, 16/10/2017, n.24302

Impugnazione di deliberazione dell’assemblea e legittimazione passiva dell’amministratore

Nel giudizio di impugnazione di deliberazione dell’assemblea, ai sensi dell’articolo 1137 del Cc, per il quale all’amministratore di condominio spetta la legittimazione passiva, l’eventuale allegazione della proprietà esclusiva di un bene, sul quale l’impugnata delibera abbia inciso, può essere oggetto di accertamento di carattere meramente incidentale, funzionale alla decisione della causa sulla validità dell’atto collegiale, ma privo di efficacia di giudicato in ordine all’estensione dei diritti reali dei singoli.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2017, n.20612

Quando oggetto dell’impugnazione non è la tabella millesimale, ma la delibera che modifica la tabella medesima, non sussiste la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i partecipanti, essendo l’amministratore del condominio legittimato a resistere contro l’impugnazione delle delibere assembleari.

L’impugnazione della delibera dell’assemblea condominiale di approvazione di nuove tabelle millesimali, fondata non già sull’errore iniziale delle tabelle originarie o sulla sopravvenuta sproporzione dei valori del prospetto, ma su vizi dell’atto assembleare, va proposta nei confronti dell’amministratore del condominio e non nei confronti dei singoli condomini.

Cassazione civile sez. II, 11/07/2012, n.11757

In ipotesi di impugnazione di una delibera che vincola il Condominio e, quindi tutti i condomini, deve essere garantita la presenza in giudizio anche dell’ente di gestione, in persona dell’amministratore p.t., al fine di permettere che la sentenza non sia inutiliter data nei confronti dei condomini non evocati in causa.

Cassazione civile sez. II, 06/10/2011, n.20492

La legittimazione passiva dell’amministratore del condominio, ex art. 1131, comma 2, c.c., non incontra limiti e sussiste anche in riferimento all’interposizione di qualsiasi mezzo di gravame che eventualmente possa rendersi necessario in relazione ad ogni tipo di azione (reale o possessoria che sia) promossa nei confronti del condominio da terzi oppure da un singolo condomino.

Cassazione civile sez. II, 10/11/2010, n.22886

Ove un condomino impugni una delibera assembleare con la quale gli siano state addebitate spese in misura asseritamente eccedente rispetto alla propria quota millesimale, tale giudizio non esige la pregiudiziale revisione della relativa tabella – che deve avvenire con deliberazione unanime dei condomini o con provvedimento dell’autorità giudiziaria – né, di conseguenza, la necessaria estensione del contraddittorio a tutti i condomini, essendo legittimato passivo il solo amministratore.

Cassazione civile sez. II, 05/06/2008, n.14951

Ai sensi dell’art. 1131, comma 2, c.c., l’amministratore del condominio è passivamente legittimato a stare in giudizio nella controversia promossa dal singolo condomino per l’annullamento di una delibera assembleare di attribuzione dei posti auto su uno spazio comune, senza necessità che, al relativo giudizio, partecipino i condomini, i quali hanno soltanto la facoltà di intervenire.

Cassazione civile sez. II, 17/07/2006, n.16228

Nell’ambito di un giudizio avente ad oggetto l’impugnazione di delibera di un condominio, la legittimazione passiva spetta al condominio, che è evocato in giudizio in persona del suo amministratore pro tempore, mentre i singoli condomini sono titolari di una legittimazione concorrente con quella dell’amministratore. Costoro, infatti, possono sempre intervenire per far valere un interesse proprio o ad adiuvandum.

Tribunale Padova sez. I, 16/02/2006, n.399



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