Diritto e Fisco | Articoli

Quanto tempo passa per una denuncia penale?

22 Luglio 2021 | Autore:
Quanto tempo passa per una denuncia penale?

Entro quanto tempo può essere sporta una querela? Quanto ci vuole per ricevere la notifica della denuncia? Quanto durano le indagini preliminari?

Se sei stato vittima di un reato puoi recarti presso i carabinieri o la polizia e sporgere denuncia. Una volta depositata la segnalazione, questa deve essere comunicata alla Procura affinché si proceda con l’iscrizione della stessa all’interno del registro degli indagati e, di conseguenza, con l’avvio delle indagini. Ogni denuncia/querela, dunque, mette in moto la macchina della giustizia inaugurando la prima fase del procedimento penale: le indagini preliminari. È noto, tuttavia, che la giustizia italiana non brilli per velocità. E così, sia la vittima che la persona indagata hanno interesse a sapere quali sono le tempistiche legate alla segnalazione di un fatto criminoso.

Quanto tempo passa per una denuncia penale? Una domanda di questo tipo (molto cercata in rete) sottintende una serie di altri quesiti a cui, con il presente articolo, daremo risposta. Il primo di essi riguarda il termine ultimo per sporgere una denuncia o una querela.

Quanto tempo si ha per sporgere denuncia/querela? Quanto durano le indagini preliminari? E ancora: dopo quanto tempo l’indagato saprà di essere stato denunciato? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Quanto tempo si ha per sporgere denuncia?

La denuncia penale non ha limiti di tempo; ciò significa che si può sporgere denuncia anche molto dopo che il fatto sia stato commesso. L’unico limite di tempo per la denuncia è dato dalla prescrizione: non si può più denunciare un reato che sia andato nel frattempo prescritto.

Il termine di prescrizione varia a seconda del tipo di reato. Ciò che è sempre certo è che per i delitti la prescrizione non matura mai prima di sei anni, mentre per le contravvenzioni (reati minori, tipo il disturbo della quiete pubblica) la prescrizione non è mai inferiore a quattro anni.

Quanto detto sinora vale per i reati procedibili d’ufficio, cioè per i crimini che chiunque può denunciare e per i quali la polizia giudiziaria può procedere autonomamente, senza bisogno di segnalazione da parte dei terzi. Per i reati procedibili a querela, invece, le cose sono diverse.

Quanto tempo si ha per sporgere querela?

I reati procedibili a querela sono quelli per cui le indagini possono cominciare solo se è la vittima ad aver sporto querela. È il caso, ad esempio, delle lesioni personali lievi, dello stalking, del furto semplice, delle percosse, ecc.

La querela deve essere necessariamente sporta dalla vittima entro tre mesi da quando ha avuto notizia del reato. Decorso invano questo termine, contro il crimine non si potrà più procedere.

Il termine di tre mesi è talvolta elevato per alcuni particolari delitti. Ad esempio, per querelare il revenge porn o lo stalking c’è tempo fino a sei mesi, mentre per la violenza sessuale il termine è di dodici mesi.

Dopo quanto tempo è comunicata la denuncia?

La legge non prevede alcun obbligo di comunicare la denuncia alla persona denunciata. In pratica, il soggetto segnalato alle autorità non ha un diritto automatico a sapere di essere sotto indagine.

È anche vero però che, spesso, non appena ricevuta la denuncia, la polizia o i carabinieri notificano al denunciato un atto con cui lo si invita a eleggere domicilio; in questa occasione, si viene a sapere della segnalazione sporta nei propri confronti. Non si tratta tuttavia di una comunicazione obbligatoria.

L’indagato potrebbe invece ricevere l’informazione di garanzia da parte della Procura nel momento in cui si debba procedere a compiere un atto d’indagine particolarmente invasivo della propria libertà: è il caso del sequestro, dell’ispezione, dell’interrogatorio, ecc. In tale evenienza, all’indagato è notificato un avviso di garanzia con cui si invita il soggetto a nominare un difensore di fiducia.

L’informazione di garanzia, però, non va notificata se nessun atto d’indagine invasivo va compiuto. Di conseguenza, una persona denunciata potrebbe non sapere nulla delle indagini in corso fino a che la Procura non le notifica (questa volta, in modo obbligatorio) l’avviso di conclusione delle indagini.

In pratica, il denunciato potrebbe venire a conoscenza delle investigazioni solamente al loro termine, cosa che può accadere anche molti mesi dopo, a seconda della durata delle stesse. A questo proposito, se vuoi sapere quanto durano le indagini preliminari, ti consiglio di leggere il prossimo paragrafo.

Indagini: quanto tempo durano?

Secondo la legge [1], il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato.

La durata ordinaria delle indagini preliminari è pertanto di sei mesi dal momento in cui è identificato il nominativo della persona sottoposta a investigazione.

La durata delle indagini preliminari è invece di un anno se si procede per alcuni delitti che la legge reputa particolarmente gravi (associazione per delinquere, sequestro di persona, omicidio, terrorismo, violenza sessuale di gruppo, ecc.).

Indagini: quando sono prorogate?

Il pubblico ministero che svolge le indagini, quando sussistono comprovate esigenze (ad esempio, se occorre proseguire nelle investigazioni per via di alcune obiettive difficoltà), può chiedere al giudice per le indagini preliminari una proroga. Ciascuna proroga può essere autorizzata dal giudice per un tempo non superiore a sei mesi.

La legge [2] stabilisce che, anche in caso di proroga, il termine massimo non può comunque superare i diciotto mesi.

Solamente per reati particolarmente gravi indicati dalla legge, per la precisione quelli per i quali, in assenza di proroghe, il termine di durata massima è di un anno, si può giungere sino a due anni, sempre che il pm motivi l’impossibilità di concludere nei tempi prestabiliti.

Indagini: qual è la durata massima?

In sintesi, la durata massima delle indagini preliminari è di diciotto mesi. Per i reati di particolare gravità, la durata massima delle indagini è invece di due anni.


note

[1] Art. 405 cod. proc. pen.

[2] Art. 406 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube