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Lo sai che? La separazione va addebitata al marito se nasconde foto equivoche

Lo sai che? Pubblicato il 27 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 febbraio 2014

Le prove dell’infedeltà possono essere procurate dalla moglie che abbia frugato nella cassaforte del marito: nessuna violazione della privacy.

Nella causa di separazione, la moglie può chiedere, a carico dell’ex marito, l’addebito se scopre che quest’ultimo ha una relazione grazie a delle foto che questi aveva nascosto (così, per esempio, in cassaforte). Inoltre, la moglie ha diritto all’aumento dell’assegno di mantenimento se il marito, oltre allo stipendio, percepisce dei redditi occulti.

L’addebito della separazione può essere chiesto per molti motivi; uno di questi è, come noto, l’infedeltà.

Secondo costante giurisprudenza, perché l’infedeltà sia causa di addebito è necessario che essa sia il motivo scatenante del fallimento matrimoniale; al contrario, se il tradimento si inserisce in un rapporto matrimoniale ormai in crisi da tempo, la relazione extraconiugale non può essere punita addebitando la separazione al coniuge fedifrago.

Al contrario, se il tradimento si innesta in un rapporto sereno, lo stesso viene considerato come una violazione a quello che è un obbligo matrimoniale, la fedeltà, come previsto nel nostro codice civile [1].

Ovviamente, il coniuge che voglia imputare l’addebito all’altro coniuge fedifrago deve provare al giudice il tradimento, fornendo cioè delle prove concrete.

Secondo una recente ordinanza della Cassazione [2], una valida prova potrebbero essere le foto equivoche nascoste dal marito in una cassaforte; esse sono un valido elemento per provare la scappatella.

Nel caso di specie, al marito è stata addebitata la separazione perché, nella cassaforte, la moglie ha rinvenuto foto e messaggi equivoci. Oltre a ciò, l’uomo ha dovuto corrispondere un aumento dell’assegno di  mantenimento alla moglie perché la stessa è riuscita a provare che l’uomo, oltre allo stipendio, percepiva dei “fuori busta” (redditi, cioè, non dichiarati).

Il coniuge tradito, però, deve fare attenzione a come si procura le prove dell’infedeltà dell’altro perché, in alcuni casi, egli potrebbe incorrere in una responsabilità penale.

La Cassazione [3], infatti, in una pronuncia di qualche tempo, fa ha stabilito che registrare di nascosto le conversazioni del coniuge o del convivente, all’interno della abitazione, costituisce reato di interferenze illecite nella vita privata [4].

L’infedeltà del coniuge può comportare l’addebito della separazione solo se è stata la causa determinante della fine del matrimonio, diversamente, se l’aduleterio è consumato quando già il matrimonio è  in crisi da tempo, l’infedeltà è – in qualche modo – giustificata. Il coniuge che vuole dimostrare l’adulterio dell’altro deve però fornire delle prove che può raccogliere personalmente, senza violare la privacy dell’altro, oppure chiedendo aiuto ad un professionista del settore come può essere un investigatore privato.

note

[1] Art. 143 cod.civ.

[2]  Cass. ord. n. 4420 del 25.02.2014

[3] Cass. sent. n. 8762 del 22.02.2013

[4] Art. 615 bis cod.pen.

Autore immagine: 123rf.com


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