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Cosa comporta avere un procedimento penale in corso?

22 Luglio 2021 | Autore:
Cosa comporta avere un procedimento penale in corso?

Denuncia: quali sono le conseguenze? Cosa comporta essere sottoposti a indagini preliminari? Cosa succede a chi è imputato? Cos’è il casellario giudiziale?

Affrontare un processo penale significa doversi difendere innanzi al giudice dalle accuse mosse dal pubblico ministero. In questo percorso, non si è ovviamente soli: per legge, ogni imputato deve essere assistito da un difensore e, se non può pagarne uno, può affidarsi al gratuito patrocinio affinché sia lo Stato a retribuirlo. I problemi che derivano dall’essere sottoposto a processo, però, non sono solo questi: la persona indagata o imputata in un procedimento penale può vedersi compromesse alcune chances lavorative per via del processo pendente.

Cosa comporta avere un procedimento penale in corso? Per rispondere a questa domanda bisogna avere ben impressa una differenza: quella tra procedimento e processo penale. Quest’ultimo è solamente una parte del procedimento penale il quale, oltre al processo vero e proprio (cioè, al dibattimento che si svolge davanti al giudice), è composto anche di un’altra fase: quella delle indagini preliminari.

Quando si parla di procedimento penale, dunque, bisogna distinguere la prima parte, quella delle investigazioni di cui si occupa il pm, dalla seconda, che si ha solamente se le indagini non terminano con una richiesta di archiviazione. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa comporta avere un procedimento penale in corso.

Cosa comporta essere denunciati?

Avere un procedimento penale in corso significa innanzitutto aver subito una denuncia o una querela. Cosa comporta essere denunciati? Chi è stato denunciato o querelato per un reato è sottoposto alle indagini della Procura delle Repubblica, la quale opera per mezzo della polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, ecc.).

Ogni denuncia penale, infatti, implica l’apertura di un’indagine condotta dal pm; se al termine delle investigazioni la notizia di reato risulterà fondata, allora si procederà con il rinvio a giudizio, cioè con la fase processuale vera e propria; se, invece, il pm dovesse ritenere infondata la denuncia, allora tutto terminerà con l’archiviazione.

Cosa comporta avere delle indagini in corso?

Come detto in precedenza, quando si parla di procedimento penale bisogna distinguere la fase delle indagini preliminari da quella (eventuale) del processo. Cominciamo con la prima, che è poi diretta conseguenza della proposizione di una denuncia/querela.

Cosa comporta avere delle indagini in corso? Di norma, essere indagati non ha particolari conseguenze negative: a meno che non si venga sottoposti a misura cautelare, infatti, la vita della persona sottoposta alle indagini prosegue normalmente, senza preclusioni derivanti dall’aver assunto questo particolare status. Ciò deriva anche dal fatto che la semplice denuncia/querela non è idonea a macchiare la fedina penale, cioè il certificato del casellario giudiziale all’interno del quale sono iscritte tutte le condanne definitive.

Da tanto deriva anche che difficilmente si avranno problemi a partecipare a un concorso pubblico se si è solo denunciati e, quindi, si è sottoposti a indagini preliminari.

Pertanto, la persona denunciata e sottoposta alle indagini della Procura della Repubblica non può subire pregiudizi per il solo fatto che il suo nome sia iscritto all’interno del registro delle notizie di reato.

A quanto detto fa eccezione l’eventuale porto d’armi che si intende rinnovare oppure ottenere per la prima volta. Come si vedrà nell’ultimo paragrafo di questo articolo, anche una semplice denuncia potrebbe creare problemi per il rinnovo o il rilascio del porto d’armi.

Cosa comporta avere un processo in corso?

Avere un processo in corso significa che si è stati formalmente rinviati a giudizio. In pratica, a seguito delle indagini preliminari, il pm ha ritenuto fondata la responsabilità penale dell’indagato e, pertanto, ha chiesto al gip il suo rinvio a giudizio, cioè l’apertura del processo affinché si celebri un regolare giudizio in presenza dell’avvocato e del giudice.

Quando si procede per reati di minore gravità (per i quali non occorre l’udienza preliminare), la citazione diretta a giudizio è curata direttamente dal pm, il quale notifica all’imputato un decreto con la fissazione della data dell’udienza.

Cosa comporta avere un processo in corso? Ebbene, il fatto che si sia formalmente imputati di un reato significa che, all’interno del casellario giudiziale, sarà possibile verificare l’esistenza di un procedimento penale pendente.

Il certificato dei carichi pendenti è quel documento estratto dal casellario nel quale sono riportati i procedimenti penali cui è sottoposto un determinato individuo.

Mentre il certificato del casellario giudiziale (visto nel precedente paragrafo) riguarda solamente le condanne definitive (cioè, passate in giudicato), il certificato dei carichi pendenti riporta i processi ancora in corso, quelli per i quali si è imputati ma non condannati.

In pratica:

  • se si è solo indagati, nel casellario non risulterà nulla;
  • se si è imputati (e, quindi, c’è un regolare processo in corso), allora dal certificato dei carichi pendenti estratto dagli uffici del casellario emergerà tale iscrizione.

Ovviamente, essere sotto processo non significa essere condannati: per la Costituzione, si è innocenti fino a che la responsabilità penale non sia acclarata con sentenza definitiva. Ciò significa che anche l’imputato non deve temere per la propria fedina penale, la quale verrà macchiata solo in caso di condanna definitiva.

Avere un processo in corso preclude i concorsi pubblici?

Avere un processo penale in corso può comportare delle noie per quanti intendano partecipare a un concorso pubblico. Di norma, chi intende prendere parte a una selezione pubblica deve autocertificare il proprio stato di incensuratezza, cioè deve attestare, sotto la propria responsabilità, di non aver subito condanne penali definitive.

Talvolta, però, i bandi pubblici chiedono di segnalare se si è sottoposti a procedimento penale, cioè se si è imputati. In questo caso, ciò che fa fede è il certificato dei carichi pendenti.

In genere, un mero carico pendente non comporta alcuna preclusione; tuttavia, prima di prendere parte a un concorso pubblico, è bene verificare cosa stabilisce il bando, al fine di scongiurare un’eventuale esclusione per via del processo penale in corso.

E infatti, se il bando prevede tra i requisiti di ammissione che il partecipante non abbia “procedimenti penali in corso”, anche la semplice richiesta di rinvio a giudizio determina l’esclusione dalla procedura.

Per ulteriori approfondimenti su questo specifico argomento, si consiglia la lettura dell’articolo “Può partecipare a concorso chi è stato querelato?“.

Procedimento penale e porto d’armi

Avere un procedimento penale in corso (sia in fase d’indagine che processuale) può avere ripercussioni sul rilascio o sul rinnovo del porto d’armi.

In linea di massima, il semplice fatto di essere sottoposti a indagini preliminari o a processo non implica, di per sé, conseguenze sulla licenza di cui si è in possesso o su quella che si intende ottenere. Tutto dipende dal tipo di reato che è stato contestato.

Secondo la giurisprudenza [1], la legge vuole evitare che le autorizzazioni al porto d’armi vengano rilasciate a soggetti che, per i loro comportamenti pregressi, denotino scarsa affidabilità sul loro corretto utilizzo.

E così, sarebbe ingiustificato il diniego del porto d’armi a chi ha un precedente per falsa testimonianza, mentre sarebbe più che legittimo il rifiuto in caso di condanna o di processo in corso per delitti che presuppongono l’uso della violenza, come ad esempio rissa, lesioni personali, ecc.


note

[1] Cons. Stato, sent. n. 5129 del 22.10.2013.

Autore immagine: canva.com/


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