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Come fregare l’autovelox: cavilli legali

15 Marzo 2021
Come fregare l’autovelox: cavilli legali

Come annullare le multe per eccesso di velocità: quali motivi di ricorso e quali strumenti per contestare la targa. 

Il più delle volte, quando ci si chiede come fregare l’autovelox, si pensa a stratagemmi illegali che consentano di evitare la fotografia o di nascondere la targa del trasgressore. Di qui, una serie di espedienti “fai da te” come il ricorso alla lacca per capelli o ad altri sistemi riflettenti per ingannare la fotocamera della polizia.

In realtà, esistono numerosi cavilli legali in grado di annullare la multa per autovelox, sistemi sino ad oggi sdoganati nelle aule dei tribunali. Perché i giudici, quando vengono chiamati a pronunciarsi su un ricorso in tema di violazioni del Codice della strada, non fanno altro che dire se la difesa adottata dall’automobilista è efficace o meno e, quindi, indirettamente, se esiste un modo certo per fregare l’autovelox. 

Ecco allora alcuni dei cavilli legali più frequenti sino ad oggi utilizzati dagli automobilisti e ritenuti validi dai giudici per impugnare il verbale.

Taratura certificata

È illegittimo l’uso dell’autovelox se questo non è stato sottoposto, nell’ultimo anno, ad un controllo di funzionalità detto taratura. Il verbale notificato al titolare dell’auto deve indicare quando è stata effettuata l’ultima taratura in modo da consentire all’automobilista di controllare che non siano decorsi più di 365 giorni.

Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], la taratura deve essere eseguita presso un centro Accredia ossia l’unico organismo italiano autorizzato a questo tipo di pratiche. Altrimenti, deve essere fatta dalla società che ha costruito l’autovelox purché sia abilitata alla certificazione di qualità ISO 9001/2000.

In conclusione: la multa si può contestare entro 30 giorni davanti al giudice di pace non solo se l’autovelox non è tarato ma anche se non è chiaro chi ha effettuato la taratura e se il costruttore era abilitato alla certificazione di qualità.

Targa non leggibile

La polizia non invia mai la fotografia scattata dall’autovelox a casa dell’automobilista ma è diritto di quest’ultimo chiederne visione in qualsiasi momento. Dal fotogramma deve risultare chiaramente la targa del conducente che ha fatto scattare l’autovelox. Pertanto, se nella foto risultano visibili due targhe – come spesso succede in caso di sorpasso – la multa è nulla. Infatti, in tale ipotesi, non è possibile risalire a quale conducente abbia trasgredito al Codice della strada. 

Secondo alcuni giudici [2], se la targa non si vede agevolmente dallo scatto fatto dall’autovelox non è possibile effettuare un ingrandimento del fotogramma. La targa, infatti, deve essere leggibile già dalla rilevazione fotografica e non attraverso altri mezzi tecnici particolari come, ad esempio, il ricorso alla “lente d’ingrandimento” del computer. Se così non dovesse essere, la multa è nulla e può essere impugnata entro 30 giorni dinanzi al giudice di pace o entro 60 giorni dinanzi al prefetto.

Omologazione autovelox

Se ti arriva una multa per autovelox, puoi controllare se l’apparecchio risulta omologato. L’omologazione è una certificazione di qualità rilasciata al momento del primo collaudo dello strumento. Al contrario della taratura che deve avvenire una volta all’anno, l’omologazione viene fatta una sola volta e valevole per tutto l’arco di vita dell’apparecchio. 

L’autovelox privo di omologazione non può fare multe e le eventuali sanzioni già irrogate sono illegittime e, quindi, impugnabili dinanzi al giudice di pace entro 30 giorni o al prefetto entro 60.

Autovelox e cartelli stradali

Prima di un autovelox deve sempre esserci il cartello che avvisa gli automobilisti del controllo elettronico della velocità. Se questo cartello è imbrattato da scritte, rovesciato o inclinato a causa del vento, la multa è illegittima. 

Nel caso in cui, sulla strada ove si trova l’autovelox, si immettano strade secondarie, il cartello va ripetuto a beneficio di chi proviene da tali direzioni. 

La legge non dice quale debba essere la distanza minima tra cartello e autovelox: l’importante è che sia “congrua” ossia consenta all’automobilista di frenare senza manovre brusche e improvvise. 

L’autovelox non può mai trovarsi a più di 4 chilometri dal cartello: diversamente, la multa è nulla. Quindi, dopo 4 km dall’avviso del controllo elettronico della velocità non troverai mai un autovelox. Per poter eseguire i controlli della velocità sarà necessario un ulteriore cartello.

Autovelox nascosto

Secondo la Cassazione [3], a norma del Codice della strada, le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità devono essere ben visibili. La necessaria visibilità della postazione di controllo per il rilevamento della velocità è condizione di legittimità dell’accertamento. Con la conseguenza che, in caso di pattuglia nascosta ai lati della strada, la multa è nulla.

Trucchi per evitare la foto

Se sei alla ricerca di qualche trucco per renderti “invisibile” al sistema di rilevazione della velocità (ad esempio, tenti di nascondere la targa con qualche escamotage illegale) ed evitare di finire nel mirino dell’autovelox, sappi che anziché beccarti una multa per eccesso di velocità, rischi di essere condannato per il reato di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri [4].

Ma quali sono i trucchi usati dagli automobilisti per tentare di sottrarsi allo scatto dell’autovelox? Tra i numerosi sistemi creativi escogitati dagli automobilisti per evitare la foto, c’è chi pensa di ingannare il tutor rallentando in prossimità delle telecamere e chi, invece, si cimenta in soluzioni più elaborate. Per occultare la targa, i fautori dell’arte ricorrono spesso ad un lavoro certosino nella speranza di passarla liscia e di non lasciare alcuna traccia.

Tra i trucchi per evitare la foto dell’autovelox, troviamo: l’utilizzo di riflettenti come domopack, compack disk, lacca per capelli, spray da applicare sulla targa (in commercio su Internet e pubblicizzati come «portentosi»). Un consiglio? Meglio lasciar perdere e non rischiare, a meno che tu non voglia essere coinvolto in un procedimento penale.

Tra i «furbetti dell’autovelox», c’è chi ricopre la targa con una vernice lucida e trasparente, affinché risulti illeggibile una volta fotografata con il flash. In pratica, si crea un effetto abbaglio per cui è impossibile percepire i numeri presenti sulla placca metallica. Sono le cosiddette “targhe catarifrangenti”.

Inoltre, qualcuno suggerisce di ricorrere all’uso di gel, lacca o spray per capelli. E poi c’è chi tenta di affidarsi al presunto caso fortuito, sporcando la targa con il fango. Bada bene: anche avere la targa sporca è un illecito e l’automobilista può essere ugualmente contravvenzionato.

Su Yahoo Answers, si propongono metodi più “casalinghi”, e oltretutto inutili, come lasciare uno straccio che penzola sulla targa. Innanzitutto, questo metodo è illegale, in più non serve al fine illecito perseguito dal conducente dal momento che la polizia riesce a risalire al proprietario dell’auto anche conoscendo poche cifre della targa e il modello dei veicolo.

Come disturbare il segnale di Telelaser o Laser? Esistono dei dispositivi dotati di una coppia di sensori a infrarossi, da montare dentro la mascherina dell’automobile, e di una centralina da nascondere all’interno dell’abitacolo.

Poi, ci sono i conducenti che sfrecciano su quattro ruote, o anche su due ruote, e tentano di fregare l’autovelox, ricorrendo all’uso di targhe false o targhe contraffatte attraverso l’uso della vernice (il “3” viene trasformato in “8”, la “P” in “B” o in “R”, la “F” in “E”, la “I” può prestarsi a varie modifiche). Anche in questi casi, è bene essere consapevoli che si va incontro a conseguenze penali molto serie.


note

[1] Cass. sent. 1608/2021 del 27.01.2021.

[2] Giudice di Pace di Voghera, sent. n. 150/2020.

[3] Cass. civ. sez. VI n.6407 del 05.03.2019.

[4] Art. 490 cod. pen.


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3 Commenti

  1. Perchè continuate a scrivere questo: “Il verbale notificato al titolare dell’auto deve indicare quando è stata effettuata l’ultima taratura in modo da consentire all’automobilista di controllare che non siano decorsi più di 365 giorni”? Non risponde assolutamente al vero non essendo causa di nullità assoluta. Se, in sede di opposizione, l’amministrazione resistente, dimostra l’avvenuta e corretta taratura, la multa è valida ed il ricorrente perderà inevitabilmente la causa. Nessun articolo del codice della strada afferma quanto da voi scritto sulla obbligatorietà dell’indicazione dell’avvenuta taratura e dei relativi estremi, all’interno del verbale.

    1. Il verbale deve necessariamente indicare la data dell’ultima taratura effettuata, in modo da sollevare l’automobilista dall’onere di eseguire i controlli presso i pubblici uffici. Secondo la Cassazione, la mancata indicazione nel verbale di tale circostanza determina la nullità della multa. La Corte [Cass. ord. n. 11776/2020.] ha precisato che anche in presenza di tale specificazione, è diritto dell’automobilista fare ulteriori verifiche e richiedere copia del certificato di taratura. Suggeriamo la lettura dei seguenti articoli per maggiori approfondimenti: Normativa taratura autovelox; Come verificare taratura autovelox; Autovelox: omologazione e taratura; Multa autovelox: è necessaria la taratura?.

  2. Bravi proprio un bel articolo per chi viola le norme dei limiti di velocità, a favore di chi è un pericolo per se e per gli altri Proprio un bel articolo di educazione civica

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