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Taratura autovelox: Cassazione

15 Marzo 2021
Taratura autovelox: Cassazione

La multa per eccesso di velocità tramite autovelox è nulla se l’apparecchio non è stato tarato nell’ultimo anno. 

Autovelox: l’annotazione di conformità riportata sul verbale dai vigili non incide sull’obbligo di taratura 

In relazione all’obbligo di taratura periodica cui deve essere sottoposto l’apparecchio autovelox, non può essere attribuito alcun valore all’annotazione di conformità riportata sul verbale dai vigili accertatori.

Cassazione civile sez. VI, 18/06/2020, n.11776

Dichiarazione di conformità dell’autovelox successiva alla rilevata infrazione, il verbale è illegittimo

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, non essendone consentita la dimostrazione od attestazione con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità; ne deriva che, in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio, come avvenuto nella specie, il giudice è tenuto ad accertare se l’apparecchio è stato o non sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura. L’onere di provare che l’apparecchio è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura incombe sulla pubblica amministrazione (nel caso in esame, la dichiarazione di conformità recava una data successiva a quella di rilevazione dell’infrazione, pertanto quella dichiarazione di conformità non poteva avere alcun valore giuridico relativamente alle infrazioni rilevate prima della sua redazione).

Cassazione civile sez. II, 16/12/2019, n.33164

Autovelox: verbale nullo per mancanza di segnaletica e omessa verifica della taratura

In materia di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, la circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità, accertata mediante autovelox, non sia indicato se la presenza dell’apparecchio sia stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende nullo il verbale stesso, sempre che, di detta segnaletica, sia stata accertata o ammessa l’esistenza. In mancanza di attestazione sul verbale della presenza del cartello, spetta alla PA dimostrare la preventiva segnalazione della rilevazione della velocità, che costituisce un obbligo specifico ed inderogabile degli organi di polizia stradale demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell’utenza stradale, la cui violazione rende illegittima la pretesa sanzionatoria e non può non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti.

In materia di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, ogni volta che l’opponente contesti l’affidabilità dell’autovelox, il giudice deve procedere ad accertare se la PA abbia effettuato le verifiche di funzionalità e taratura.

Nei giudizi di opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada, la legittimazione passiva va riconosciuta alle singole amministrazioni cui appartengono i vari corpi autorizzati alla contestazione, e, dunque, nel caso della polizia stradale, al Ministero dell’Interno e non alla Prefettura. Tuttavia, l’errata identificazione dell’organo legittimato a resistere costituisce una mera irregolarità, sanabile, ai sensi dell’art. 4 della l. 260/1958, attraverso: la rinnovazione della notificazione dell’opposizione al soggetto legittimato; la costituzione in giudizio dell’amministrazione o dell’Avvocatura dello Stato che nulla abbiano eccepito al riguardo; la proposizione di ricorso per Cassazione senza la deduzione di uno specifico motivo sul punto.

Cassazione civile sez. II, 22/01/2019, n.1661

L’efficacia probatoria dell’autovelox permane fino alla prova del difetto di costruzione, installazione o funzionamento

In materia di violazione delle norme del codice della strada relative ai limiti di velocità, l’efficacia probatoria dello strumento rivelatore del superamento di tali limiti (“autovelox”), che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico. Peraltro, in presenza del certificato di taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consentito al giudice di merito sindacare le modalità con le quali tale taratura è stata effettuata.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2018, n.18354

Se viene contestata l’affidabilità dell’autovelox, il giudice deve accertare se il dispositivo è stato tarato

Laddove venga contestata l’affidabilità del cosiddetto tutor o autovelox, il giudice è tenuto ad accertare se il dispositivo sia stato sottoposto o meno alle verifiche di funzionalità e taratura. Ciò in quanto tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, non esistendo verifiche equipollenti né essendo sufficienti, come in passato, certificati di conformità ed omologazione.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.533

Nulle le multe per eccesso di velocità se l’autovelox non è stato sottoposto a taratura periodica

Alla luce della pronuncia di incostituzionalità (sentenza Corte cost. n. 113 del 2015) dell’art. 45, comma 6, reg. esec. c.strad. che ha effetto retroattivo ed è applicabile ai giudizi pendenti, deve ritenersi che l’articolo predetto prescriva la verifica periodica della funzionalità degli apparecchi di rilevamento della velocità (autovelox) e la loro taratura.

Cassazione civile sez. II, 16/05/2016, n.9972



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