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Come mettere un balcone prefabbricato sulla facciata

22 Luglio 2021 | Autore:
Come mettere un balcone prefabbricato sulla facciata

I materiali e le tecniche utilizzati per inserire in poche ore una struttura all’esterno dell’edificio da collegare alla propria abitazione. Serve il permesso?

La tua azienda ha deciso che la maggior parte della settimana devi lavorare da casa. E nella bella stagione, dall’inizio della primavera fino al tardo autunno, ti piacerebbe metterti con il tuo computer in un punto della casa all’aperto. Il problema è che il tuo appartamento ha solo delle finestre. E pensi: «Quasi quasi mi faccio un balcone». Il che può sembrare un’impresa non da poco: chissà quali lavori occorrono, quante difficoltà tecniche per crearlo partendo da zero e per agganciarlo all’edificio. E poi i rumori, il cemento, la polvere. Oggi, non serve niente (o quasi) di tutto questo: basta sapere come mettere un balcone prefabbricato sulla facciata.

O, perlomeno, sapere a chi rivolgersi perché un balcone prefabbricato non lo si trova all’Ikea, messo a pezzi in uno scatolone con le istruzioni per il montaggio. Tuttavia, sul mercato si trovano delle soluzioni interessanti perché danno la possibilità di progettare il balcone a seconda delle proprie esigenze. Materiali e metrature diverse per aggiungere alla propria casa un elemento esterno in più. Che arriva più o meno già fatto: c’è «solo» da attaccarlo alla facciata.

Balcone prefabbricato: com’è fatto?

Ma davvero ti può arrivare un’azienda con un balcone prefabbricato da mettere sulla facciata dell’edificio? Certo: oggi esistono dei sistemi prefabbricati (la struttura in legno, in acciaio o in alluminio) e le vetrate a dare luminosità al locale che si viene a creare.

In qualsiasi caso, hanno il piano di calpestio e un parapetto che rispetta le misure e le altezze previste dalle normative di sicurezza. Se fatti in alluminio possono essere personalizzati, ad esempio, con dei colori consoni a quelli della facciata.

Balcone prefabbricato in alluminio

Sui monoblocchi in alluminio, è la bolognese Aluscalae l’azienda più nota nel panorama dei balconi prefabbricati. Come detto, c’è la possibilità di personalizzare i vari elementi.

Il montaggio non richiede molto tempo né interventi complicati sulla facciata. Vengono, innanzitutto, fissati al solaio gli elementi di supporto alla struttura del balcone con tasselli e particolari resine. Poi, viene ancorata la struttura del perimento inferiore del monoblocco, le cui misure dipendono da quelle della superficie calpestabile a lavoro finito.

Terza fase, l’inserimento dei montanti verticali e del corrimano orizzontale superiore. Infine, quando lo «scheletro» del balcone è stato fissato, si procede alla posa in opera del pavimento e dei pannelli del parapetto. Ed ecco pronto il tuo balcone.

L’austriaca MAGE Gehring GmbH, invece, propone per i balconi prefabbricati la tecnica basata sull’estrusione dell’alluminio combinata con elementi per sistemi compositi di isolamento termico e la prefabbricazione a secco. Tecniche che hanno portato alla creazione del balcone BalVario con otto profili in alluminio estruso e raccordi in pressogetto di zinco. È possibile prevedere uno sviluppo a più piani, quindi è una buona soluzione per condomini, uffici, ecc. Anche in questo caso, la posa viene effettuata nell’arco di poche ore.

Balcone prefabbricato in legno

Per chi ama una soluzione più «rustica», è possibile pensare all’installazione di un balcone prefabbricato in legno che, guarda caso, arriva al Trentino-Alto Adige.

Di solito, vengono installati nei paesini o nelle città di montagna, quindi questi balconi – sempre personalizzabili – rispettano le norme e le soluzioni tecnologiche relative ai ponti termici che non permettono il passaggio di aria fredda all’interno dell’edificio. La manutenzione è minima.

Balcone prefabbricato per mansarde

Il colmo dei colmi sarebbe poter installare un balcone prefabbricato in una mansarda, per godersi una giornata di sole davanti ad un bel panorama. Anche in questo caso, ci sono delle aziende specializzate come Velux o Fakro che propongono delle soluzioni a metà strada tra il balcone e la finestra. La struttura viene inserita in coperture a falda e sono fatte con un’apertura a vasistas e con un elemento apribile in cui c’è, ovviamente, una ringhiera.

Balcone prefabbricato: ci vuole il permesso?

Per sapere se ci vuole il permesso di costruire per la realizzazione (o meglio, per il fissaggio alla facciata) di un balcone prefabbricato, bisogna guardare la legge e la giurisprudenza.

Secondo un DPR del 2001 [1], costituiscono interventi di trasformazione urbanistica che richiedono l’autorizzazione del Comune «gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli».

La realizzazione di un balcone, dunque, che presuppone anche l’apertura di una portafinestra sulla facciata per potervi accedere dall’interno dell’immobile, richiede il permesso? Secondo il Tar della Campania, sì. In una sentenza [2], i giudici amministrativi hanno spiegato che l’inserimento di un balcone in un edificio implica un aumento della superficie accessoria e modifica i prospetti. Il Tar basa la sua decisione proprio sul decreto citato poco fa.

Il Tribunale amministrativo campano ha anche ricordato che se l’intervento viene fatto senza permesso scatta l’ordine della demolizione della parte abusiva (in questo caso, il balcone prefabbricato verrebbe smontato).



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