Diritto e Fisco | Articoli

Avvocati: obbligo iscrizione alla Gestione separata Inps

16 Marzo 2021 | Autore:
Avvocati: obbligo iscrizione alla Gestione separata Inps

È tenuto ad iscriversi il professionista che esercita in forma abituale, ma il reddito al di sotto dei 5mila euro annui è solo un indicatore dell’occasionalità.

Torna alla ribalta la questione dell’obbligo di iscrizione degli avvocati alla Gestione separata Inps: la Cassazione ha mutato orientamento e – a meno di un mese di distanza da una sua precedente pronuncia – ha affermato che il professionista non è tenuto ad iscriversi se guadagna meno di 5mila euro l’anno, cioè quando si colloca al di sotto del limite previsto per l’iscrizione alla Cassa forense.

Poche settimane fa, la Suprema Corte aveva affermato il principio opposto. A ben vedere, le due pronunce collimano su un punto fondamentale: quello dell’esercizio dell’attività professionale in modo abituale, anche se non esclusivo, dal quale sorge l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps. E allora in tale prospettiva il reddito assume la funzione di indicatore dell’abitualità o meno, insieme ad altri elementi, come la presenza di una partita Iva e di uno studio aperto.

Obbligo iscrizione alla Gestione separata Inps

La legge [1] dispone che «sono tenuti all’iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l’Inps, e finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo» [2].

Con una legge di interpretazione autentica [3] si è chiarito che tra i soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione separata rientrano coloro «che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti».

Iscrizione Albo avvocati e Gestione separata Inps

Dalla disamina delle fonti normative in materia sorge già una prima constatazione: l’obbligo degli avvocati di iscriversi alla Gestione separata Inps è slegato dall’iscrizione alla Cassa forense ed è indipendente anche dai versamenti contributivi previsti dall’Ente di previdenza degli avvocati.

Di conseguenza, i requisiti necessari per l’esercizio della professione forense, a partire da quello, fondamentale, dell’iscrizione dell’avvocato all’Albo, non comportano l’automatico obbligo di iscrizione nella Gestione Inps, ma nemmeno implicano l’esclusione a priori da tale adempimento.

A tal proposito, la Cassazione aveva chiarito in passato [4] che l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps sussiste anche per gli avvocati che non sono iscritti alla Cassa di previdenza forense, alla quale avevano versato solo il contributo integrativo necessario per l’iscrizione all’Albo (dal quale però non consegue la costituzione di alcuna posizione previdenziale).

Avvocati: quando non c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata

In un solo caso è del tutto pacifica l’esclusione dell’obbligo dell’avvocato di iscrizione in Gestione separata: quando la contribuzione previdenziale calcolata sulla base del reddito prodotto nell’esercizio dell’attività professionale risulta già integralmente assolta e coperta dai versamenti eseguiti alla Cassa nazionale forense [5].

Il problema rimane invece tuttora aperto per gli avvocati che non hanno raggiunto la soglia reddituale prevista per l’iscrizione alla Cassa forense [6] e per coloro che, a prescindere dall’ammontare del reddito prodotto, svolgono l’attività in forma occasionale anziché abituale.

Avvocati con reddito inferiore a 5mila euro

Di recente, la Corte di Cassazione aveva ribadito l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps anche per gli avvocati che hanno un reddito inferiore ai 5mila euro annui, come abbiamo riportato nell’articolo “Avvocato: quando deve iscriversi alla Gestione separata Inps“. Ciò in quanto il requisito reddituale non rileva direttamente ai fini dell’abitualità dello svolgimento della professione, che va accertato in base ad altre circostanze di fatto, come l’avvenuta iscrizione all’Ordine, l’apertura di una partita Iva e lo svolgimento dell’attività in uno studio professionale.

Ora, però, la Suprema Corte ha compiuto un revirement e nella sua ultima pronuncia [7] torna ad affermare l’insussistenza dell’obbligo di iscrizione alla Gestione separata al di sotto dei 5mila euro annui. Anzi, proprio questo reddito esiguo costituirebbe un indizio della natura occasionale dell’attività, e se l’Istituto vuole contestare tale circostanza deve fornire la prova contraria per superare la presunzione che deriva dalla dichiarazione dei redditi del professionista.

L’abitualità nell’esercizio della professione, dunque, non può essere presunta e deve essere accertata caso per caso, ma è l’Inps che deve dimostrarla sussistente in punto di fatto. Quando non ci riesce, come nell’ultima vicenda decisa dagli Ermellini, il suo ricorso viene respinto e la decisione va a favore dell’avvocato, che non sarà tenuto ad iscriversi alla Gestione separata per i periodi in cui ha prodotto un reddito inferiore ai minimi.

A questo punto, però, viste le divergenze interpretative che permangono in seno alla Cassazione (la pronuncia di oggi è stata emessa dalla Sezione Lavoro) sarebbe auspicabile un intervento chiarificatore delle Sezioni Unite per dirimere i contrasti, ma la questione non è stata sinora sollevata, nonostante la rilevanza pratica del tema. Leggi anche “Avvocato e iscrizione Gestione separata Inps: ultime sentenze“.


note

[1] Art. 2, comma 26, Legge n.335/1995.

[2] Art. 49 D.P.R. n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

[3] Art. 18, comma 12, D.L. n. 98/2011.

[4] Cass. ord. n. 1000/20 del 17.01.2020.

[5] Cass. sent. n. 32167/2018.

[6] Art. 44, comma 2, D.L. n. 269/2003.

[7] Cass. sent. n. 7227/21 del 15.03.2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube