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Malattia pagata direttamente da Inps: in quali casi?

23 Luglio 2021
Malattia pagata direttamente da Inps: in quali casi?

In caso di assenza determinata dallo stato morboso, alcuni lavoratori hanno diritto ad un’apposita prestazione economica da parte dell’Inps.

Sei un lavoratore a termine del settore agricolo. Sei malato e non puoi recarti al lavoro. Ti è stato detto che, durante l’assenza determinata dallo stato morboso, hai diritto a ricevere un’apposita indennità economica a carico dell’Inps che ti verrà erogata direttamente dall’ente. Ti chiedi a chi devi rivolgerti per ottenere tale emolumento.

In generale, la prestazione economica di malattia erogata dall’Inps ai lavoratori dipendenti che devono assentarsi dal lavoro a causa dello stato di salute viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga. Ci sono, tuttavia, anche delle ipotesi di malattia pagata direttamente da Inps: in quali casi si verifica? Si tratta di ipotesi residuali per le quali la legge prevede l’accredito della somma spettante direttamente da parte dell’ente previdenziale. Come vedremo, il lavoratore può presentare la relativa domanda tramite i patronati fornendo una serie di documenti ed informazioni.

Malattia del lavoratore: cos’è?

Il contratto di lavoro [1] prevede uno scambio tra prestazione di lavoro e pagamento della retribuzione. Può accadere, tuttavia, che il dipendente non possa, temporaneamente, eseguire la prestazione dedotta nella lettera di assunzione a causa di un evento che gli inibisce temporaneamente la sua capacità di lavoro.

Una di queste ipotesi si verifica in caso di malattia del lavoratore, ossia, un’alterazione dello stato di salute psicofisico che determina una temporanea impossibilità allo svolgimento della prestazione lavorativa. In caso di malattia, il dipendente ha diritto ad astenersi dalla prestazione di lavoro per tutto il periodo indicato dal medico curante nel certificato telematico di malattia (prognosi).

Inoltre, il lavoratore ha diritto, in alcuni casi, a ricevere un’apposita prestazione economica erogata dall’Inps detta malattia Inps.

Malattia Inps: cos’è e a chi spetta?

La malattia Inps è una prestazione economica sostitutiva della retribuzione erogata dall’ente previdenziale ai lavoratori che si assentano dal lavoro a causa dello stato di malattia debitamente certificato dal medico.

L’indennità di malattia a carico dell’Inps non spetta a tutti i lavoratori ma solo ad alcune categorie tra cui rientrano le seguenti:

  • operai del settore industriale;
  • operai ed impiegati del settore terziario e dei servizi;
  • lavoratori del settore dell’agricoltura;
  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori del settore dello spettacolo;
  • lavoratori del settore marittimo;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata Inps.

Restano, invece, esclusi dalla tutela economica di malattia Inps (a titolo esemplificativo ma non esaustivo) le seguenti tipologie di rapporto di lavoro:

  • lavoratori domestici (collaboratori familiari e badanti);
  • impiegati del settore industriale;
  • quadri (sia del settore industria che artigianato);
  • dirigenti;
  • portieri;
  • lavoratori autonomi.

Malattia Inps: cosa prevede?

La malattia Inps è una prestazione economica che spetta al lavoratore dipendente a partire dal 4° giorno di assenza per malattia e sino a 180 giorni nell’anno solare. Per ottenere l’emolumento, lo stato morboso deve essere certificato da un medico curante tramite il certificato telematico di malattia che arriva automaticamente all’Inps.

Per quanto concerne il quantum della tutela economica, l’indennità di malattia Inps prevede la corresponsione al lavoratore assente per lo stato di salute di un importo pari a:

  • dal 4° al 20° giorno il 50% della retribuzione media giornaliera
  • dal 21° al 180° giorno il 66,66% della retribuzione media giornaliera.

I primi tre giorni di assenza, detti periodo di carenza, non sono coperti dalla prestazione economica Inps e vengono, generalmente, coperti da una indennità integrativa prevista dal Ccnl e posta a carico del datore di lavoro.

Malattia pagata direttamente dall’Inps: in quali casi?

Nella generalità dei casi, l’indennità di malattia Inps viene anticipata dal datore di lavoro al dipendente direttamente in busta paga. Successivamente, il datore recupera gli importi anticipati all’ente portandoli a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti.

In alcuni casi, tuttavia, si prevede il pagamento diretto dell’indennità di malattia da parte dell’Inps al lavoratore. Ciò accade, in particolare, con riferimento ai seguenti lavoratori:

  • lavoratori agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori stagionali;
  • lavoratori dipendenti per i quali il datore di lavoro non può anticipare l’indennità:
  • dipendenti di aziende sottoposte a procedura concorsuale;
  • lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o in deroga;
  • lavoratori aventi diritto all’erogazione diretta secondo disposizioni dell’Ispettorato del lavoro;
  • dipendenti che si sono ammalati prima che l’azienda cessasse l’attività.

In questo caso, la prestazione è accreditata dall’Inps ai lavoratori che possono presentare la relativa domanda per il tramite degli enti di patronato presentando i seguenti documenti:

  • documento d’identità (carta d’identità o altro documento equipollente);
  • tessera sanitaria;
  • ultimo cedolino paga;
  • certificati medici di malattia;
  • Iban del conto corrente o della carta prepagata.


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