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Tasse di successione: come si riducono?

24 Luglio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Tasse di successione: come si riducono?

Come pagare meno a seguito dell’accettazione dell’eredità.

Quando muore un familiare, bisogna inevitabilmente cominciare a pensare all’eredità, valutando se sia il caso di accettarla o meno e, in caso affermativo, pagare le tasse sulla successione. Una persona chiamata all’eredità potrebbe chiedersi: «Come si riducono le tasse di successione?». In effetti, ci sono dei mezzi che, se adottati, diminuiscono l’ammontare del patrimonio su cui calcolare le tasse di successione. In questo articolo, scopriremo quali sono le operazioni più convenienti da porre in essere per pagare meno di tasse di successione.

Quante tasse di successione si pagano quando si diventa eredi?

Sul trasferimento dei beni dal defunto agli eredi, questi ultimi devono pagare le tasse di successione, che sono pari alla somma del valore dei beni ricevuti in eredità meno i debiti ereditati dal defunto. Sono previste aliquote e franchigie differenziate a seconda del grado di parentela tra la persona defunta e l’erede.

Si applica un’aliquota proporzionale del 4% sul valore dei beni ricevuti se l’erede è il coniuge o un parente in linea retta, ma solo oltre la franchigia individuale di 1 milione di euro.

Se il figlio del defunto eredita un bene immobile che abbia un valore di 500.000,00 euro, egli non pagherà l’imposta di successione in quanto il valore dell’immobile è inferiore alla franchigia di 1 milione di euro prevista per i parenti in linea retta. Il figlio, però, è comunque tenuto a presentare la dichiarazione di successione in quanto obbligatoria nel caso in cui si eredita un bene immobile.

Si applica l’aliquota del 6% quando il successore è parente in linea collaterale (fratello o sorella) oltre il limite di 100.000,00 euro.

Se il fratello della persona defunta ha ereditato un bene immobile dal valore di 200.000,00 euro, in questo caso dovrà pagare il 6% di 100.000,00 euro (ossia la differenza tra il valore dell’immobile ricevuto in eredità pari a 200.000,00 euro e la franchigia di € 100.000,00 prevista per i parenti in linea collaterale), quindi l’imposta di successione dovuta sarà pari a 6.000,00 euro (il 6% di 100.000,00 euro).

Per altri parenti e affini si applica il 6% senza franchigia, mentre negli altri casi si applica l’aliquota dell’8%, sempre senza franchigia. Per i soggetti portatori di handicap è prevista una franchigia di 1.500.000,00 euro qualsiasi sia il grado di parentela.

È possibile ridurre le tasse di successione?

Per ridurre le tasse di successione esiste un unico modo: ridurre il valore del patrimonio su cui si calcolano le tasse di successione. Per fare ciò, esistono degli strumenti finanziari che non si computano all’interno del patrimonio della persona defunta, dunque su tali strumenti finanziari le tasse di successione non si calcolano.

Innanzitutto, ci sono dei titoli finanziari che non sono soggetti alle tasse di successione e che non devono essere indicati nella dichiarazione di successione.

Tali titoli sono:

  • titoli di stato italiani;
  • titoli di stato emessi da stati appartenenti all’Unione Europea;
  • titoli del debito pubblico;
  • titoli emessi da enti sovranazionali e organismi internazionali (come ad esempio la Banca europea per gli investimenti).

Le polizze vita riducono le tasse di successione?

Anche le polizze vita sono esenti dalle tasse di successione e non devono neppure essere indicate all’interno della dichiarazione di successione. Si tratta di un contratto tra il titolare di polizza assicurativa e un assicuratore, in cui quest’ultimo si impegna a pagare a un beneficiario designato dal titolare della polizza una somma di denaro, in cambio del pagamento di un premio, alla morte di una persona assicurata.

La polizza vita rappresenta un’ottima alternativa nel caso in cui una persona sia intenzionata a non accettare un’eredità per eccessivi debiti del defunto. Con la stipula di una polizza vita può, infatti, percepire il beneficio assicurativo anche rinunciando all’eredità.

Peraltro, le polizze vita sono adatte per proteggere il proprio patrimonio in quanto non possono essere sequestrate né pignorate.

Si riducono le tasse di successione con l’intestazione della nuda proprietà a un futuro erede?

Per le proprietà immobiliari un modo di ridurre le tasse di successione è quello di intestare la nuda proprietà di un’abitazione a uno degli futuri eredi, mantenendo soltanto l’usufrutto.

In questo modo, il donatario riceve la nuda proprietà dell’abitazione donata, mentre al donante è riservato l’usufrutto, dunque il godimento, di tale abitazione. In caso di successione, le tasse, se dovute, si pagano non sull’intero valore dell’immobile, ma solo sul valore della nuda proprietà che viene calcolato in base a tabelle ministeriali con riferimento all’età dell’usufruttuario.

Cointestare il conto corrente ad un futuro erede riduce le tasse di successione?

Anche cointestare il proprio conto corrente al coniuge o ai figli permette di escludere dal valore patrimoniale una parte della propria ricchezza finanziaria.

Se Tizio muore e lascia in eredità al figlio Caio i soldi presenti sul proprio conto corrente che era cointestato fra i due, Caio, in caso di accettazione dell’eredità, paga le tasse di successione solo sul 50% dell’importo del conto corrente, ovviamente se superiore a 1 milione di euro in virtù della franchigia.



Di Vincenzo Delli Priscoli


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