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Come accettare polizza vita in favore di minori?

27 Marzo 2021
Come accettare polizza vita in favore di minori?

Mia mamma ha stipulato una polizza di assicurazione sulla vita con unico beneficiario mia figlia. Mia mamma è venuta a mancare e personalmente credevo che il premio sarebbe rimasto “congelato” fino alla maggiore età di mia figlia. Tuttavia mi è stato riferito che è necessario che io presenti un’istanza al tribunale per regolarizzare la polizza. E’ corretto?

In realtà, esiste un’alternativa al ricorso davanti al giudice tutelare: si tratta del notaio, il quale ha i poteri riconosciuti dalla legge per far accettare, tramite l’intervento dei genitori, quali tutori della minore, la polizza di cui vostra figlia risulta beneficiaria.

Tuttavia, mi permetto di rappresentarvi come tale procedura sia molto più onerosa del ricorso al giudice tutelare.

Infatti, mentre dal notaio occorrerà sostenere i costi dell’operato del pubblico ufficiale, davanti al giudice tutelare occorrerà compensare il legale che vi preparerà la relativa istanza: solitamente, i costi sono inferiori, anche se non sempre questo succede.

Ad ogni modo, potrete anche pensare, laddove vi sentiste in grado, di presentare l’istanza autonomamente, senza l’assistenza di un avvocato.

La procedura prevede questa istanza da presentare al giudice tutelare, tramite un deposito telematico.
Una volta ricevuta l’istanza, il Giudice fisserà l’udienza dove convocherà la figlia e i genitori, quali tutori della prima e, costatata la regolarità dell’operazione che si richiede, autorizzerà voi, quali tutori, al compimento dell’atto di accettazione del premio assicurativo, considerato a tutti gli effetti un atto di straordinaria amministrazione.

Nell’istanza occorrerà presentare la documentazione relativa alla somma da riscuotere.

Quanto detto è previsto dall’art.320 del Codice civile, secondo cui i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, rappresentano i figli nati e nascituri, fino alla maggiore età o all’emancipazione in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Tuttavia, i genitori non possono compiere altri atti eccedenti la ordinaria amministrazione né promuovere, transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti, se non per necessità o utilità evidente del figlio dopo autorizzazione del giudice tutelare.

Sono, infatti, da considerare di straordinaria amministrazione gli atti che incidono sul patrimonio modificandone entità e consistenza (Tribunale Roma, sez. XII, 09/09/2013, n. 17919).

A conferma di quanto detto, l’art.374 del Codice civile stabilisce che il tutore non può senza l’autorizzazione del giudice tutelare accettare eredità, o rinunciarvi, accettare donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni.

Nel Suo caso, si tratterebbe di accettare il beneficio derivante da un premio assicurativo, da considerarsi alla stregua di una donazione indiretta.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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