Novità su smart working e congedi: ecco chi ne ha diritto

16 Marzo 2021 | Autore:
Novità su smart working e congedi: ecco chi ne ha diritto

L’ultimo decreto con le misure anti-Covid introduce i requisiti per il lavoro agile, le assenze per accudire i figli ed il bonus baby-sitter.

Il Governo mette una prima pezza per aiutare chi ha i figli a casa da scuola a causa della chiusura delle scuole per l’emergenza Covid. Avranno diritto allo smart working i lavoratori che possono svolgere la loro attività da casa ed hanno in famiglia dei ragazzi minori di 16 anni costretti a rimanere a casa per la sospensione della didattica in presenza oppure perché positivi al coronavirus o in quarantena. Se, invece, l’attività lavorativa non è compatibile con il lavoro agile, uno dei due genitori con figli minori di 14 anni ha diritto al congedo al 50%, La retribuzione ed i contributi figurativi, però, si azzerano se il ragazzo ha tra 14 e 16 anni. Tuttavia, il dipendente non può essere licenziato per quell’assenza e ha diritto a ritrovare il proprio posto di lavoro al suo rientro.

Queste novità sullo smart working sono contenute nel decreto pubblicato sabato scorso sulla Gazzetta Ufficiale che contiene le misure anti-Covid, cioè lo stesso provvedimento he limita la mobilità in tutto il Paese.

Il lavoratore avrà diritto al lavoro agile per tutto il periodo di sospensione della scuola dei figli, oppure per la durata della quarantena o della malattia del figlio in seguito al contagio da coronavirus. Inoltre, se l’attività lavorativa non è compatibile con lo smart working, uno dei due genitori può chiedere e deve ottenere il congedo in caso di figli disabili con situazione di gravità accertata, sempre che questi ragazzi siano iscritti ad una scuola rimasta chiusa per Covid o ad un centro assistenziale sospeso per lo stesso motivo.

Nulla è detto nel decreto, invece, sul congedo per i genitori con figli che hanno bisogno di frequentare per qualche ora al giorno dei laboratori specifici per un problema di apprendimento o per altre esigenze.

Quanto alle modalità per accedere a queste agevolazioni, chi ha già fruito di un congedo parentale tra il 1° gennaio ed il 13 marzo 2021 (data, quest’ultima, in cui è entrato in vigore il decreto) può presentare la domanda per convertirlo in congedo Covid che dà diritto all’indennità ma viene computato a parte.

Va da sé che il diritto a restare a casa è valido solo per uno dei genitori. Significa che anche nel caso in cui uno dei due svolga l’attività di lavoro agile, fruisca del congedo Covid, sia disoccupato oppure sia sospeso dal lavoro, l’altro non potrà chiedere lo smart working (a meno che sia l’azienda a deciderlo). Non potrà nemmeno chiedere il congedo Covid o il bonus baby-sitter, a meno che abbia anche altri figli minori di 14 anni avuti da altre persone che non fruiscono di alcuna agevolazione.

A proposito di baby-sitter, il decreto riconosce anche un bonus per pagare questo servizio entro i 100 euro settimanali se in famiglia ci sono dei minori di 14 anni rimasti a casa per la chiusura delle scuole, per infezione da Covid o in quarantena. Ne hanno diritto i lavoratori:

  • iscritti alla gestione separata dell’Inps;
  • autonomi iscritti ad altre Casse di previdenza;
  • del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impegnati nell’emergenza Covid;
  • del settore sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia e operatori sociosanitari).

Il bonus si ottiene attraverso il libretto di famiglia o direttamente in caso di comprovata iscrizione del figlio a centri estivi, servizi integrativi per l’infanzia ai servizi socio-educativi territoriali, centri con funzione educativa e ricreativa e servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.



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3 Commenti

  1. Diciamo le cose come stanno. Per molti non è smartworking. Per quelli che lavoravano negli uffici pubblici, nelle scuole. è un disastro lo smart working. Vai concentrarti a casa mentre tu stessa hai figli a casa devi gestirli mentre fai una lezione ai figli degli altri oppure mentre lavori per un call center e ci sono rumori di sottofondo in casa ed i clienti non ti prestano attenzione!

  2. Io avrei preferito mille volte andare in ufficio e stare nella mia scrivania lontano da tutti, evitando di rimanere chiuso in casa con mio figlio che scorrazza avanti e indietro per casa alla ricerca di attenzioni ed io che rischio di sbagliare calcoli importanti e se non ricontrollo a fine serata quando dorme, rischio gravi errori. Un vero caos!

  3. Mio figlio ha iniziato quest’anno la prima media e devo essere sincero. Non è affatto semplice tra chiusure e aperture per Covid. Una tragedia perché senza una certa continuità e senza essere seguito costantemente da noi a casa rischia di avere grandi lacune alle superiori

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