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Furto per stato di necessità: Cassazione

16 Marzo 2021
Furto per stato di necessità: Cassazione

Articolo 54 del Codice penale: la scriminante dello stato di necessità non si applica in presenza di semplice difficoltà economica o di uno stato di indigenza. 

Furto e applicabilità della giustificazione dello stato di necessità

La causa di giustificazione dello stato di necessità deve essere ricollegabile ad un bisogno impellente, e dunque a una sottrazione minimale, esigua, destinata ad una immediata soddisfazione dell’esigenza alimentare (ipotesi relativa al furto di generi alimentari per un valore di trenta euro).

Cassazione penale sez. V, 23/09/2019, n.11289

L’esimente dello stato di necessità non può applicarsi a reati causati dallo stato di bisogno economico cui possa ovviarsi con comportamenti non penalmente rilevanti

L’esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l’atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente causati da uno stato di bisogno economico, qualora a esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non penalmente rilevanti.

Dunque lo stato d’indigenza non è di per sé idoneo a configurare la scriminante in questione, non presentando quegli elementi di attualità e inevitabilità del pericolo e atteso che alle persone che si trovano in tale stato è consentito di provvedere al soddisfacimento dei propri bisogni essenziali per mezzo degli istituti di assistenza sociale (nella specie, relativa a furto di energia elettrica, la Corte ha ritenuto correttamente motivato il diniego dello stato di necessità, per non essere stata ritenuta provata la sussistenza di un pericolo attuale di danno grave alla persona, potendo unicamente inferirsi dalle allegazioni difensive una situazione di difficoltà economica dell’imputato, non rilevante ai fini della scriminante).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18329

Una condizione di difficoltà economica non legittima il furto di energia elettrica

In tema di furto di energia elettrica, una situazione di difficoltà economica non può essere invocata ai fini del riconoscimento della causa di giustificazione ex art. 54 cod. pen., essendo possibile vedersi garantiti i bisogni primari da parte degli enti preposti all’assistenza sociale.

Cassazione penale sez. IV, 11/12/2018, n.121

Lo stato di disagio economico non configura, stante la presenza di adeguata struttura istituzionale diretta al sostegno delle persone in stato di disagio economico, la situazione, disciplinata dall’art ex art 54 cod. pen., che richiede di compiere l’azione delittuosa per evitare pericolo imminente e non altrimenti evitabile (fattispecie relativa al furto di energia elettrica).

Cassazione penale sez. V, 14/11/2017, n.319

Va esclusa l’efficacia scriminante dello stato di bisogno economico, qualora allo stesso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti (nella specie, l’imputato era stato ritenuto colpevole del reato di furto di energia elettrica).

Cassazione penale sez. IV, 28/09/2017, n.53151

Furto: la mera situazione di indigenza non può integrare la scriminante dello stato di necessità

La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, atteso che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale (fattispecie relativa ad un illegittimo prelievo di acqua dalla conduttura idrica).

Cassazione penale sez. V, 30/11/2018, n.2114

In tema di furto, la situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, atteso che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale (fattispecie relativa al furto di sei pezzi di parmigiano).

Cassazione penale sez. IV, 19/01/2017, n.6635

La necessità di proteggersi dal freddo non integra lo stato di necessità tale de escludere il reato di furto di energia

Va esclusa l’efficacia scriminante allo stato di bisogno economico qualora allo stesso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti (esclusa, nella specie, la scriminante de quo per l’imputato, colpevole del reato di furto di energia elettrica, giustificato a suo dire dallo stato di indigenza e dalla necessità di proteggersi dal freddo).

Cassazione penale sez. IV, 22/02/2018, n.21869

Furto di generi alimentari e stato di necessità 

In tema di furto, il fatto che i beni sottratti siano di natura alimentare non permette di per sé di applicare lo stato di necessità.

Cassazione penale sez. V, 11/01/2018, n.10094

Non è punibile per il reato di furto chi per l’imprescindibile esigenza di alimentarsi, senza fissa dimora e senza occupazione, tenti di occultare e sottrarre da un supermercato piccole quantità di generi alimentari di esiguo valore, essendo ravvisabile la scriminante dello stato di necessità di cui all’art. 54 c.p.

Integra l’ipotesi dello stato di necessità la condotta dell’imputato, soggetto privo di dimora e di occupazione, che si era impossessato di due porzioni di formaggio ed una confezione di wurstel del valore complessivo di quattro euro, a fronte del pagamento di una confezione di grissini, atteso che le condizioni del soggetto e le modalità dell’impossessamento dimostrano che l’imputato si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata ed imprescindibile esigenza di alimentarsi.

Cassazione penale sez. V, 07/01/2016, n.18248

In tema di furto, la sottrazione in un supermercato, da parte di un soggetto privo di dimora e di occupazione, di generi alimentari del valore di pochi euro (nella specie, quattro euro), accredita di un contesto oggettivo e soggettivo dimostrativo di come l’impossessamento della merce sia non punibile per avere il soggetto agito in stato di necessità per far fronte a un’immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi.

Cassazione penale sez. V, 07/01/2016, n.18248

Non ricorre lo stato di bisogno per reati provocati da bisogno economico a cui si può ovviare diversamente

Lo stato di bisogno non può applicarsi a reati asseritamente provocati da uno stato di bisogno economico, qualora ad esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti (esclusa, nella specie, l’ipotesi di stato di bisogno per l’imputata, sfrattata, priva di lavoro e con una figlia incinta, accusata di furto di energia elettrica).

L’esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l’atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente provocati da uno stato di bisogno economico, qualora a esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti.

(Fattispecie in tema di furto di energia elettrica, nella quale la Corte ha negato la configurabilità dell’esimente, osservando che la mancanza di energia elettrica non comportava nessun pericolo attuale di danno grave alla persona, trattandosi di bene non indispensabile alla vita, nel senso sopra specificato, anche perché l’energia elettrica veniva utilizzata pure per muovere i numerosi elettrodomestici della casa: semmai poteva considerarsi bene idoneo a procurare agi e opportunità, non ricomprendibili nel concetto di incoercibile necessità insito nella previsione normativa).

Cassazione penale sez. fer., 31/08/2017, n.39884

Non è applicabile l’esimente dello stato di necessità al furto di generi alimentari finalizzato alla rivendita degli stessi

Non è ravvisabile l’esimente dello stato di necessità nel caso di furto di generi alimentari in danno di un esercizio commerciale, anche se motivato da asseriti, immediati bisogni alimentari, dal momento che questi ultimi possono normalmente essere soddisfatti in altro modo, come, ad esempio, rivolgendosi ad una mensa “Caritas”.

(Nella specie – come pure osservato dalla Corte – l’invocata esimente sarebbe stata comunque da escludere a fronte del fatto che oggetto del reato erano stati sei pezzi di formaggio parmigiano del complessivo valore di euro 82, che, oltretutto, l’imputato, per sua stessa ammissione, intendeva rivendere per ricavarne un utile economico).

Cassazione penale sez. IV, 19/01/2017, n.6635

Furto di acqua e stato di necessità

Per ritenere configurabile la causa di giustificazione dell’art. 54 c.p. occorrono l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo.

(Sotto questo profilo, in fattispecie in cui agli imputati era stato contestato il furto aggravato di acqua, commesso mediante un allaccio abusivo alla rete idrica, con rimozione forzata del sigillo apposto dalla competente azienda di servizio pubblico, la Corte ha annullato la sentenza con cui il giudice aveva applicato la scriminante, argomentando sul preteso stato di necessità imposto agli imputati dalla presenza nell’abitazione di bambini in tenerissima età e dalla obiettiva rilevanza dell’uso dell’acqua per le esigenze primarie di igiene e alimentazione: gli elementi di fatto, infatti, non accreditavano la sussistenza delle anzidette condizioni, giacché gli imputati per garantirsi l’approvvigionamento di acqua dopo l’interruzione della fornitura, potevano contare su una vicina fonte pubblica e, comunque, potevano rivolgersi al comune per chiedere che l’amministrazione si facesse carico delle spese della somministrazione).

Cassazione penale sez. V, 19/09/2014, n.41069

Furto automobile

Ai fini della configurabilità dell’esimente dello stato di necessità (art. 54 c.p.), il pericolo che ne costituisce il presupposto non deve essere cagionato dal soggetto che compie l’intervento necessitato e, quindi, deve essere indipendente dalla volontà dell’agente, con la conseguenza che questi non deve avere volontariamente o colposamente determinato la situazione pericolosa. Non sussistono, pertanto, gli estremi della causa di giustificazione di cui all’art. 54 c.p., allorché la situazione di pericolo per l’integrità fisica dell’imputato sia derivata dalla scelta di compiere un furto e sia, pertanto, riconducibile alla stessa condotta illecita dell’agente che abbia provocato la reazione (nella specie, del proprietario del veicolo di cui era stata tentata la sottrazione).

Cassazione penale sez. V, 23/03/2005, n.16012



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