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Separazione dei beni casa intestata a un solo coniuge

16 Marzo 2021
Separazione dei beni casa intestata a un solo coniuge

Tutte le norme in merito alla proprietà, alla donazione, alla successione, al diritto di abitazione e all’assegnazione della casa coniugale all’ex coniuge.  

In presenza di una coppia sposata in regime di separazione dei beni, la casa intestata a un solo coniuge resta di proprietà di quest’ultimo e, in caso di separazione, non viene divisa. L’altro coniuge quindi non può rivendicare alcun diritto se non in casi eccezionali. Proprio l’esame di tali situazioni sarà l’oggetto della seguente guida. Indicheremo cioè tutte le norme che disciplinano l’uso, il possesso, il diritto di abitazione e di successione sulla casa intestata a un solo coniuge in separazione dei beni. Ma procediamo con ordine.

Di chi è la casa intestata a un solo coniuge?

Come anticipato, in regime di separazione dei beni, tutti gli acquisti fatti dopo il matrimonio restano di proprietà di chi ne ha sostenuto la relativa spesa. Pertanto, se uno dei due coniugi dovesse acquistare un immobile, ne resterebbe l’unico proprietario. È chiaramente suo diritto donare il 50% all’altro coniuge, in tal caso verificandosi una comproprietà, che potrebbe però essere sciolta in qualsiasi momento, su richiesta di ciascuno dei due, anche senza dover prima ricorrere alla separazione dei beni o alla separazione personale dei coniugi.

È anche possibile la donazione dell’intero bene: così, ad esempio, il marito potrebbe comprare una casa e intestarla alla moglie, senza poterne più chiedere la restituzione a meno che le parti non abbiano firmato un accordo scritto con cui stabiliscono che la donazione è simulata (come spesso succede per ragioni fiscali).

La casa di proprietà di un solo coniuge nel fondo patrimoniale

È diritto dei coniugi costituire un fondo patrimoniale avente ad oggetto la casa di proprietà di uno solo di loro. L’esistenza tuttavia del fondo patrimoniale non cambia il regime di proprietà del bene che resta comunque in capo al suo originario titolare. L’unica conseguenza consiste – oltre nel vincolo di impignorabilità della casa – nel fatto che i frutti dell’immobile inserito nel fondo patrimoniale (come quelli derivanti da un eventuale affitto) devono essere destinati ai bisogni della famiglia.

Che succede alla casa di un solo coniuge in caso di separazione e divorzio?

Dalla proprietà esclusiva dell’immobile derivano anche le regole da applicarsi in caso di separazione e divorzio della coppia. Difatti, a differenza di quanto avviene nel caso di comunione dei beni, l’immobile resta di proprietà del relativo titolare, che pertanto non dovrà nulla all’ex se non eventuali spese di ristrutturazione da questi sostenute nel corso del matrimonio (a patto che siano adeguatamente documentate).

Quindi, quando finisce il matrimonio, il coniuge non proprietario della casa dovrà abbandonare l’immobile per sempre.

Se tuttavia la coppia ha figli e questi sono minori, portatori di handicap o maggiorenni ma non indipendenti economicamente, il giudice assegna il cosiddetto diritto di abitazione nella casa coniugale al genitore presso cui i figli vanno a stare, anche se non è il proprietario del bene. In tale ipotesi, pertanto, l’effettivo proprietario della casa dovrà fare le valigie e andarsene; non c’è modo di evitare tale conseguenza, neanche con un patto firmato prima del matrimonio. 

L’assegnazione della casa coniugale all’ex permane fino a quando questi non si trasferisce altrove o fino a quando i figli non vanno a vivere da soli o non raggiungono l’indipendenza economica. 

Diritto al possesso sulla casa del coniuge

Il coniuge “non proprietario” della casa vanta comunque su di essa un diritto di possesso. In buona sostanza, non può essere sbattuto fuori dalla porta dall’oggi al domani: un comportamento del genere potrebbe addirittura integrare gli estremi di un reato. Quindi, è querelabile chi cambia le chiavi di casa senza dare il duplicato al coniuge.

L’unico caso in cui un comportamento del genere sarebbe consentito è quello in cui vi sia un pericolo serio per l’incolumità del coniuge (si pensi alla moglie che allontana il marito perché violento).

Casa costruita sul terreno del coniuge

Potrebbe succedere che un coniuge faccia costruire, a proprie spese, una casa su un terreno intestato all’altro coniuge. In tal caso, la proprietà dell’abitazione resta in capo al titolare del fondo, a meno che quest’ultimo non decida di cointestare il bene anche all’altro, effettuando quindi una donazione del 50%. È il principio dell’«accessione» regolato dal Codice civile.

Pertanto, se la coppia si separa, il proprietario del terreno rimane nella casa mentre l’altro deve andare via. Quest’ultimo però potrà chiedere il rimborso delle spese sostenute per la costruzione. 

Casa di proprietà di un coniuge e diritti ereditari

In caso di morte del coniuge proprietario della casa, l’altro è suo erede necessario. Ha quindi sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto, ivi compresa una percentuale sulla casa (percentuale variabile a seconda del numero degli altri eredi). 

Oltre a ciò, al coniuge superstite spetta sempre il diritto di abitazione nella casa coniugale vita natural durante. Quindi, gli eventuali coeredi che vantino quote di eredità sull’immobile non possono sfrattarlo.



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