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Covid: perché è stato bloccato il vaccino AstraZeneca

16 Marzo 2021 | Autore:
Covid: perché è stato bloccato il vaccino AstraZeneca

Si indaga sulla strana combinazione di carenza di piastrine e presenza di trombosi. L’Ema chiede agli Stati Ue dettagli sui casi riscontrati.

Le cose non sempre accadono nei momenti più opportuni. E lo stop al vaccino di AstraZeneca non è arrivato proprio in una situazione molto favorevole, con la campagna vaccinale bella che avviata e decine di migliaia di persone in attesa del richiamo per la seconda dose: ora, dovranno attendere le istruzioni delle rispettive Regioni per sapere come comportarsi, perché ogni governatore ha fatto di testa sua con la gestione degli appuntamenti.

Non si può dire che, da quando è iniziata, la campagna di immunizzazione contro il Covid sia filata liscia, tra ritardi, carenze di dosi o di personale e, ora, il blocco di uno dei principali fornitori. In attesa della decisione dell’Agenzia europea dei medicinali, l’Ema, prevista per giovedì, non resta che capire che cosa può essere successo per arrivare ad una situazione del genere e come se ne può uscire per non paralizzare la distribuzione delle dosi.

La prima cosa da sapere è se i decessi e gli episodi di trombosi registrati in Europa su persone appena vaccinate o vaccinate di recente sono una diretta conseguenza del siero di AstraZeneca. L’Ema ha chiesto agli Stati dell’Ue un elenco dettagliato dei casi sospetti, sia in termini numerici sia per quanto riguarda il problema riscontrato entro le tre settimane successive alla vaccinazione. In particolare, interessano gli episodi che abbiano avuto come probabile causa un difetto di coagulazione del sangue, che si traduce in trombosi o emorragie.

I dati finora parlano di 30 casi di trombosi su 5 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca. Ma oltre a questo problema, ne salta all’occhio un altro riscontrato sempre su chi ha ricevuto lo stesso siero, ovvero il calo delle piastrine associato alla presenza di coaguli di sangue. Da un punto di vista clinico, è piuttosto contraddittorio, perché un numero ridotto di piastrine dovrebbe corrispondere ad una circolazione fluida del sangue. Ma, secondo gli esperti, non è detto che sia sempre così. Questo è uno dei motivi che ha scatenato il blocco, anche perché il problema è emerso dall’autopsia di una donna di 60 anni deceduta in Danimarca e dagli ospedali di Norvegia e Germania in cui sono ricoverati dei pazienti vaccinati che presentano contemporaneamente calo di piastrine e trombi.

Arrivare a delle conclusioni affrettate sarebbe un errore macroscopico: ecco perché l’Ema vuole approfondire la questione prima di decidere se rimettere in circolazione il vaccino dell’azienda anglo-svedese.

Dal canto suo, l’Italia si muove in una doppia direzione: da un lato, si approfondisce il passato sanitario dei pazienti per sapere se e quando hanno avuto dei problemi mentre, dall’altro, si cerca di ricostruire una diagnosi attraverso le cartelle cliniche o, in caso di decesso, il risultato dell’autopsia. Sempre che i parenti o i magistrati non chiedano l’apertura di un’inchiesta giudiziaria: a quel punto, tutta la documentazione passa, insieme al defunto, nelle mani degli inquirenti e non dei medici.

Eccesso di cautela questo blocco dei vaccini? Secondo il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, «è una misura estremamente prudenziale. Non mi sento di criticarla. I vaccini si danno a persone sane: vorremmo che non ci fosse nemmeno un evento avverso. Speriamo di avere questi prodotti estremamente sicuri».

L’importante, aggiunge Rezza, è «riacquistare fiducia verso i vaccini. Perché sulla fiducia da parte dei cittadini si basa anche il successo della campagna vaccinale, oltre che sull’organizzazione. Ci sono le premesse per rendere il piano per la profilassi anti-Covid più flessibile possibile, e bisogna dare una grossa accelerazione perché è l’unico modo per uscire fuori dell’epidemia: per allentare le misure di contenimento, diminuire la mortalità e il carico sul servizio sanitario».



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