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AstraZeneca: che deve fare chi ha ricevuto la prima dose

16 Marzo 2021
AstraZeneca: che deve fare chi ha ricevuto la prima dose

L’Aifa ha precisato che il blocco del vaccino svedese è temporaneo e adottato in via precauzionale. In settimana, la decisione dell’Ema sull’efficacia.

Niente panico. Il vaccino anti-Covid AstraZeneca è stato bloccato in Italia, Germania, Francia e Olanda ma la decisione è stata presa solo per prudenza.

In attesa che giovedì si pronunci l’Agenzia europea del farmaco (Ema), gli esperti frenano e rassicurano soprattutto chi ha già ricevuto la prima dose del farmaco: l’intervallo tra la prima e la seconda iniezione è piuttosto lungo: va dai 28 agli 84 giorni, come si legge sulle risposte alle domande più frequenti sul siero di AstraZeneca fornite dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul suo portale. Ma in molti casi la tempistica si avvicina più agli 84 giorni tra una somministrazione e l’altra, che non ai 28.

«Nuovi dati raccolti da studi in corso – spiega l’Aifa – sembrano offrire l’opportunità di indicare un intervallo più lungo tra la prima e la seconda dose. In particolare i nuovi dati, pubblicati in febbraio 2021 in preprint sulla rivista Lancet, indicano un’efficacia dell’82% quando la seconda dose viene somministrata nel corso della dodicesima settimana. Ecco perché Aifa ritiene utile indicare la somministrazione della seconda dose del vaccino AstraZeneca idealmente nel corso della dodicesima settimana e comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose».

Chi ha già ricevuto la prima dose, dunque, non ha motivo di preoccuparsi: la seconda somministrazione non è in discussione, perché c’è tempo a sufficienza per fare chiarezza. Già questa settimana l’Ema si pronuncerà sull’efficacia e sicurezza del vaccino AstraZeneca e sui prossimi passi, quindi la decisione su come regolarsi nell’immediato futuro sarà presa a breve. Ma ancora ieri, nonostante diversi Paesi europei avessero già provveduto a sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca, l’Ema continuava a ritenere, per bocca del responsabile della strategia vaccinale Marco Cavaleri, «il rapporto tra benefici e rischi positivo».

Al momento, non è prevista una risposta uniforme al blocco del vaccino, a livello nazionale. Le Regioni, come spesso è accaduto nella gestione dell’emergenza sanitaria, stanno procedendo in ordine sparso. Il Lazio, probabilmente, riprogrammerà gli appuntamenti già presi. Idem la Toscana. In Lombardia, sono oltre 33mila i rinvii.

Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi, invita a non perdere la calma, dalle colonne del Corriere della Sera, non solo su cosa accadrà a chi è in attesa della seconda dose, ma anche sul fronte delle reazioni avverse.

«Al momento non sono stati riscontrati rapporti di causa-effetto fra la comparsa di trombosi, infarti ed embolie polmonari e la somministrazione del vaccino – ha dichiarato al Corriere -. Non dimentichiamoci che le trombosi sono frequenti: in Italia si segnalano ogni anno 60 mila casi, 1150 alla settimana, 166 al giorno».

Pregliasco ritiene che, giovedì, ci si possa aspettare un via libera dell’Ema ad AstraZeneca. Ma se così non dovesse essere, non è escluso che non si possa vaccinare chi ha già ottenuto una prima dose di AstraZeneca con un altro siero anti-Covid. «Il vaccino di AstraZeneca si basa su un vettore virale (un Adenovirus) ed è lo stesso principio con cui è costruito il vaccino di Johnson&Johnson e lo Sputnik russo – ha continuato a spiegare al CorrSera -. Per altri tipi di vaccino, la possibilità di utilizzare due preparati diversi è già stata sdoganata. Qui, per il momento non abbiamo dati oggettivi. Si dovrebbero fare studi».

Inoltre, in Gran Bretagna, c’è chi è stato vaccinato con una sola dose di AstraZeneca. «Non è quello che i primi studi hanno indicato come modalità di somministrazione, ma analisi successive, già pubblicate in letteratura, hanno dimostrato che anche una sola dose dà un’elevata percentuale di protezione».



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