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AstraZeneca: nessun legame ufficiale tra decessi e vaccino

16 Marzo 2021
AstraZeneca: nessun legame ufficiale tra decessi e vaccino

Dalle autopsie svolte sui corpi delle vittime non emerge in modo evidente che la morte dei pazienti sia dovuta alla somministrazione del siero anti-Covid.

Nessun rapporto di causa-effetto evidente, almeno per ora, tra decesso e vaccino. A dirlo sono le prime risultanze delle autopsie sui corpi di Vincenzo Russo, 58enne campano, e Sandro Tognatti, 57enne piemontese, morti entrambi dopo essersi vaccinati con il siero AstraZeneca.

Nel caso di Tognatti, insegnante di clarinetto al conservatorio di Novara, la morte potrebbe essere stata provocata semplicemente da un arresto cardiocircolatorio. Un infarto senza alcun trombo, com’era invece stato constatato dall’autopsia su una delle vittime siciliane post-vaccino AstraZeneca. In pratica, un improvviso attacco cardiaco. Questa l’ipotesi più probabile, secondo i medici legali.

Al momento, non emergono collegamenti evidenti tra il decesso e la dose di siero anti-Covid ricevuta da Tognatti 14 ore prima. La Procura di Biella, che indaga, ha diramato una nota per spiegare che «non è pervenuta ancora alcuna risposta ufficiale, né ufficiosa, al quesito formulato. La complessità dell’incarico conferito, unitamente al necessario espletamento di accertamenti specialistici che richiedono il coinvolgimento di ulteriori consulenti tecnici, richiedono particolari tempistiche, tecniche e procedimentali, che devono essere imprescindibilmente rispettate, al fine di ottenere riscontri oggettivi e incontrovertibili».

Approfondimenti arriveranno solo nei prossimi giorni, con i risultati degli esami istologici. La moglie del professore di musica, Simona Riussi, ha detto che «Sandro credeva nel vaccino. Diceva che quella sarebbe stata l’unica strada per uscire da questa emergenza. E in cuor mio lo credo anche io. Spero ci sia chiarezza così da poter andare avanti con le vaccinazioni dei docenti. È molto importante».

Più o meno le stesse conclusioni, al momento, sono state raggiunte sull’autopsia sul corpo di Vincenzo Russo, bidello di Acerra morto due giorni dopo la vaccinazione: attualmente, non è possibile sostenere oltre ogni ragionevole dubbio che sia stato il siero anti-Covid della multinazionale svedese ad uccidere il collaboratore scolastico. Nemmeno in tal caso i primi esami hanno svelato legami evidenti tra la morte e la somministrazione della dose di farmaco contro il Coronavirus. Anche su Russo, il prelievo istologico sarà eseguito nei prossimi giorni.

Quarantott’ore dopo aver ricevuto la dose di vaccino, Russo ha iniziato ad avere forti dolori allo stomaco. Il 10 marzo è corso all’ospedale Villa dei Fiori di Acerra, ma i medici non sono riusciti a salvarlo.

Se il fatto che dalle autopsie non emergano manifesti collegamenti tra i decessi e il vaccino è già, in qualche modo, una notizia, nulla di nuovo in più si sa invece sulle condizioni di Sonia Battaglia. La donna, 54 anni, è ricoverata all’Ospedale del Mare. Anche lei si era vaccinata con AstraZeneca: la fiala apparteneva al lotto che la Procura della Repubblica di Biella ha fatto sequestrare ieri in tutta Italia, dopo la morte di Tognatti e un primo provvedimento di sospensione delle vaccinazioni da parte della Regione Piemonte.

Anche Battaglia, come Tognatti e Russo, era in buona salute fino a prima di vaccinarsi. È stata colpita da infarto e trombosi. Malori sui quali bisognerà fare chiarezza.



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