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Covid: scoperta in Italia la mutazione più rara al mondo

16 Marzo 2021
Covid: scoperta in Italia la mutazione più rara al mondo

Una donna di Novara ha contratto il Coronavirus in una forma molto particolare: si tratta di una combinazione di varianti.

Non bastavano le mutazioni singole: l’infezione da Sars-CoV2 può manifestarsi anche come miscela di varianti diverse. Lo dimostra il caso di una paziente Covid residente nella provincia di Novara. Ha contratto il virus con una mutazione speciale. Talmente speciale che sono solo venti i casi analoghi scoperti finora in tutto il mondo.

L’ultima è questa donna italiana che risulta avere il Covid in una forma che «comprende le caratteristiche delle varianti inglese e nigeriana, più altre quattro mutazioni finora non associate a nessuna variante in particolare», ha spiegato all’agenzia di stampa Adnkronos Francesco Broccolo, virologo dell’università degli Studi di Milano-Bicocca.

«La paziente sta bene ed è in quarantena – continua il professor Broccolo -, il marito è negativo. Questi sono elementi interessanti e rassicuranti che vanno ribaditi. La mutazione in questione è rarissima, descritta solo in pochissimi campioni, meno di venti in tutto il mondo e una volta in Veneto. Delle quattro mutazioni due (M153T e l’altra V401L) agiscono sulla proteina Spike, che il virus utilizza per agganciarsi alle cellule e che è anche il principale bersaglio dei vaccini. Queste peculiarità ci dicono che la mutazione potrebbe essere immunodominante e potrebbe cambiare l’efficienza dei vaccini, ma è tutto da vedere. È certo che questa mutazione è degna di nota».

Sempre a proposito di varianti, una delle ultime novità riguarda quella inglese, tecnicamente nota come B117, la più diffusa in Italia e destinata a diventare dominante. Secondo uno studio pubblicato di recente sul prestigioso British Medical Journal, questa mutazione non rende il virus semplicemente più contagioso ma anche più letale in una percentuale che oscilla tra il 30% e il 100% in più, rispetto agli altri ceppi del Covid.

Gli studiosi hanno analizzato casi di Coronavirus e di decessi avvenuti in Inghilterra tra il 2020 e il 2021. Il motivo per il quale la mutazione proveniente dalla Gran Bretagna possa rendere il virus più letale non è ancora chiarito. Il solo fatto di essere più infettiva comporta, indirettamente, un incremento dei ricoveri e dei decessi, come naturale conseguenza dell’impennata dei contagi. Ma per capire se ci sono fattori specifici della variante che possano determinare questa maggiore letalità, i ricercatori dovranno eseguire ulteriori approfondimenti.

Sulle ali della variante inglese, i contagi aumentano del 35-45%. L’unico modo per disinnescare la bomba del boom di infezioni è il vaccino. È di ieri la conferma che i sieri delle multinazionali americane Pfizer e Moderna funzionano a dovere contro le mutazioni inglese, sudafricana e brasiliana. Anche AstraZeneca è efficace, specialmente contro la variante inglese, meno invece contro quella sudafricana.

Per capire se i vaccini confermeranno la loro validità anche contro il raro mix di varianti manifestato dalla donna di Novara serviranno tempo e altri studi. Il suo campione, per ora, si trova nei laboratori del Ceinge dell’università Federico II di Napoli, per analizzare questa versione del virus nella sua struttura tridimensionale.



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