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Bonus assunzione donne 2021

17 Marzo 2021 | Autore:
Bonus assunzione donne 2021

Incentivo per l’assunzione di lavoratrici prive di occupazione: come funziona, beneficiari, aumento al 100% per il 2021.

La legge Fornero di riforma del mercato del lavoro [1] ha introdotto, già da diversi anni, un importante incentivo all’assunzione di donne prive d’impiego ed over 50 disoccupati.

L’agevolazione, che normalmente offre un dimezzamento della contribuzione dovuta, è stata ampliata dalla legge di Bilancio 2021 [2] in via sperimentale: il bonus assunzione donne 2021 prevede l’esonero contributivo totale, ossia pari al 100% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, ma solo per l’assunzione delle donne prive di impiego o disoccupate over 50.

Per gli uomini disoccupati over 50, resta invece l’esonero contributivo pari al 50% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro.

L’efficacia dell’aumento dell’esonero in misura pari al 100%, ad ogni modo, è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Il nuovo esonero è inoltre concesso nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla stessa Commissione con il Temporary Framework [3], cioè il “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

L’esonero del 100%, tra l’altro, al momento non può essere fruito, nonostante le prime indicazioni dell’Inps diffuse con una recente circolare [4], in quanto mancano i nuovi codici da utilizzare per le assunzioni di donne da effettuare nel biennio 2021-2022, relativamente alle quali l’agevolazione è ampliata. Ma procediamo con ordine.

Beneficiarie bonus assunzione donne 2021

Possono beneficiare dell’incentivo, ampliato nella misura del 100%, i datori di lavoro per l’assunzione delle seguenti lavoratrici:

  • donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • donne over 50 disoccupate da almeno 12 mesi;
  • donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Per l’assunzione di uomini over 50 disoccupati da almeno 12 mesi i datori di lavoro possono beneficiare del solo incentivo pari al 50% della contribuzione dovuta.

Donne disoccupate da almeno 6 mesi

È possibile beneficiare dell’incentivo per l’assunzione di una donna priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se la lavoratrice risulta, alternativamente:

  • occupata in particolari settori o professioni, indicati annualmente con decreto interministeriale, caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che superi almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato;
  • residente in determinate regioni considerate “aree svantaggiate” (indicate nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2014-2020).

In questo caso, la dipendente assunta rientra tra i “lavoratori svantaggiati[5].

Attenzione: alla lavoratrice non è richiesto il riconoscimento dello stato di disoccupazione, ma è richiesta la mancanza di impiego regolarmente retribuito. Perché questa condizione sia verificata, è necessario che l’interessata prima dell’assunzione non abbia svolto:

  • un’attività di lavoro dipendente di durata di almeno 6 mesi;
  • in alternativa, un’attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito superiore al minimo annuale escluso da imposizione fiscale.

Donne disoccupate da almeno 12 mesi

È possibile beneficiare dell’incentivo per l’assunzione di una donna disoccupata da almeno 12 mesi se la lavoratrice, over 50, risulta in possesso dello stato di disoccupazione. Perché sia accertato il requisito della disoccupazione, deve essere verificato lo stato di inattività lavorativa di almeno 12 mesi (cioè da almeno 13 mesi), dichiarato al centro per l’impiego competente, con contestuale sottoscrizione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro Did.

Anche gli uomini over 50 disoccupati (devono essere verificate le medesime condizioni relative all’inattività) beneficiano di un incentivo all’assunzione, ma in quest’ultimo caso del solo sgravio al 50%, non dell’aumento al 100%.

Donne disoccupate da almeno 24 mesi

È possibile beneficiare dell’incentivo per l’assunzione di una donna priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, a prescindere dalla residenza o dal settore di attività dell’interessata. Il requisito della mancanza di occupazione è lo stesso previsto per l’assenza di impiego retribuito da almeno 6 mesi.

Datori di lavoro beneficiari del bonus

L’incentivo spetta a tutti i datori di lavoro del settore privato in caso di assunzione con contratto:

  • a tempo indeterminato, sia full-time che part-time: in questo caso, il beneficio può essere fruito per un massimo di 18 mesi;
  • a termine: in questo caso, il beneficio può essere fruito per la durata del contratto a termine, sino ad un massimo di 12 mesi complessivi;
  • trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine agevolato: in questo caso, il beneficio può essere fruito sino ad un massimo di 18 mesi complessivi;
  • assunzione in somministrazione: in questo caso, l’incentivo spetta all’agenzia di somministrazione, anche per il periodo in cui la dipendente sia in attesa di assegnazione di una missione, in quanto lo sgravio può essere fruito sui contributi dovuti sull’indennità di disponibilità.

Importo del bonus assunzione donne disoccupate

Per le assunzioni effettuate sino al 31 dicembre 2020 e, salvo successive modifiche, per le assunzioni che saranno effettuate a decorrere dal 2023, l’incentivo contributivo consiste in una riduzione del 50% dei contributi Inps e dei premi Inail a carico del datore di lavoro.

Per il biennio 2021-2022, per le sole lavoratrici, la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore che la assume:

  • aumenta in misura pari al 100%;
  • con un tetto massimo di importo pari a 6mila euro annui.

Condizioni per la spettanza del bonus assunzione donne disoccupate

Le condizioni per la fruizione del beneficio, sia ampliato al 100% che nella misura ordinaria del 50%, sono le seguenti:

  • il datore di lavoro non deve violare i principi generali in materia di incentivi all’assunzione [6], cioè:
    • rispetto del diritto di precedenza;
    • non avere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, fatto salvo il caso in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano rivolte a lavoratori con livello di inquadramento diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o siano effettuate presso una diversa unità produttiva;
    • l’assunzione non deve riguardare lavoratori licenziati, nei 6 mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, oppure risulta con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo;
  • il datore di lavoro deve rispettare le norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori [7], ossia:
    • deve essere in possesso della regolarità contributiva;
    • deve osservare il pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene sul lavoro;
    • è tenuto ad assicurare il rispetto dei contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, se sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Per fruire dello sgravio contributivo previsto in via ordinaria non è richiesto il rispetto del regolamento cosiddetto “de minimis”, ma del Gber, cioè del Regolamento di esenzione [8]: l’assunzione deve comportare un incremento netto dell’occupazione in azienda, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

Benché l’aumento dell’occupazione richiesto possa essere verificato con certezza solo dopo 12 mesi dall’assunzione agevolata, i benefici possono essere fruiti sin dal momento dell’assunzione, se l’incremento emerge da una stima della forza occupazionale dei 12 mesi successivi.

Se, però, al termine dell’anno successivo all’assunzione l’incremento non si riscontra, il datore di lavoro deve restituire tutte le quote di incentivo eventualmente già godute.

Cumulabilità del bonus donne disoccupate con altri incentivi

Il bonus per l’assunzione di donne e over 50 disoccupati è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla legge, nei limiti dei contributi previdenziali dovuti e a condizione che per gli altri esoneri non sia espressamente previsto un divieto di cumulo.

Come beneficiare del bonus per l’assunzione di donne disoccupate

Per richiedere l’agevolazione, il datore di lavoro deve inviare una comunicazione all’Inps utilizzando il modulo di istanza on-line “92-2012”, presente nel “Cassetto previdenziale aziende”: l’istituto assegna all’azienda il codice di autorizzazione “2H”.

Nel flusso UniEmens la contribuzione agevolata è contrassegnata con il codice “55”.

Il diritto alla riduzione dei premi Inail deve essere segnalato dal datore di lavoro, in sede di autoliquidazione, indicando l’importo delle retribuzioni parzialmente esenti con i codici da N a Y, a seconda della tipologia di sgravio (assunzione a termine, a tempo determinato, di over 50…).

Per quanto riguarda l’esonero del 100%, perché sia operativo si attende l’autorizzazione della Commissione europea.


note

[1] Art.4, Co.8-11, L.92/2012.

[2] Art.1, Co.16-19, L. 178/2020.

[3] Comunicazione della Commissione Europea C (2020) 1863 final, del 19 marzo 2020.

[4] Circ. Inps 32/2021.

[5] DM 17.10.2017.

[6] Art. 31 del D.lgs. 150/2015.

[7] Art.1, co. 1175 e 1176 L. 296/2006.

[8] Regolamento UE 651/2014.

Autore immagine: pixabay.com


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