Diritto e Fisco | Articoli

Vizi del consenso: cosa sono?

24 Luglio 2021 | Autore:
Vizi del consenso: cosa sono?

Tra gli elementi essenziali di un contratto c’è la volontà. Quando essa viene inficiata da errore, violenza o dolo, il contratto è annullabile.

Nel diritto italiano, sono previste alcune circostanze che rendono invalido il consenso prestato al momento della stipula di un contratto. Si tratta dei cosiddetti vizi del consenso. Cosa sono più precisamente? Sono degli elementi perturbatori della volontà che agiscono come causa di annullabilità del contratto in quanto determinano una formazione anomala della stessa volontà durante il suo processo di creazione.

Pertanto, la volontà contrattuale esiste ma differisce da quella che si sarebbe prodotta in assenza del vizio. Ad esempio, Tizio acquista un candelabro di silver credendolo d’argento. La sua volontà di acquistare il candelabro è condizionata dall’errore circa il metallo di cui è formato l’oggetto. Se Tizio non fosse stato tratto in errore è probabile che non avrebbe acquistato il candelabro o lo avrebbe acquistato a un prezzo più basso. In ultima analisi, la volontà di acquistare il candelabro esiste ma è viziata dall’errore. Ciò spiega perché i vizi del consenso determinano l’annullabilità del contratto ma non la sua nullità che, invece, si verifica nell’ipotesi di mancanza della volontà.

Quali sono i vizi del consenso?

A norma del Codice civile, il contraente può chiedere all’annullamento del contratto quando la sua volontà è stata alterata dai vizi del consenso, ovvero il suo consenso è stato dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo [1].

Più nel dettaglio:

  1. l’errore si determina quando il contraente ignora oppure conosce in maniera sbagliata o insufficiente, situazioni determinanti ai fini della decisione di stipulare o meno un contratto o comunque di stipularlo a certe condizioni;
  2. la violenza consiste nella minaccia di un male ingiusto e notevole per cui il contraente è indotto a stipulare un contratto che altrimenti non avrebbe stipulato o che avrebbe stipulato a condizioni diverse;
  3. il dolo consiste in un comportamento ingiusto che si sostanzia nel porre in essere una serie di artifizi e raggiri grazie ai quali un soggetto è indotto a concludere un contratto che altrimenti non avrebbe concluso o avrebbe stipulato a condizioni diverse.

Quali sono le caratteristiche dell’errore

Affinché l’errore possa valere come causa di annullabilità del contratto, deve presentare due caratteristiche precise, cioè deve essere essenziale e riconoscibile [2].

L’errore è essenziale quando è determinante del consenso e cade:

  • sulla natura del contratto (ad esempio, si stipula una compravendita credendo di stipulare una locazione);
  • o sull’identità o sulle qualità dell’oggetto della prestazione (ad esempio, Caio crede di comprare chiodi e, invece, acquista viti oppure crede di comprare un cavallo da corsa, invece, compra un cavallo da tiro);
  • sull’identità o sulle qualità personali dell’altro contraente (ad esempio, Sempronio stipula un contratto di società con Mevio, credendolo un facoltoso finanziere, mentre è un impiegato di banca);
  • sulle qualità giuridiche dell’oggetto della prestazione o della persona dell’altro contraente (ad esempio, Tizio acquista un terreno per costruirvi una casa nell’erronea convinzione che il piano regolatore comunale lo qualifichi come edificabile).

L’errore è riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo [3].

Cosa sono l’errore ostativo e l’errore di calcolo

Dall’errore quale vizio della volontà, appena esaminato, vanno tenute distinte altre due tipologie di errore:

  • l’errore ostativo, che non si verifica nel processo di formazione della volontà contrattuale bensì nel momento della sua espressione all’esterno. Infatti, consiste in una dichiarazione non conforme alla volontà. Si pensi al caso del soggetto che intende acquistare 100 litri di vino ma nella lettera di ordinazione scrive per errore 100.000 litri. Anche l’errore ostativo comporta l’annullamento del contratto solo se è essenziale e riconoscibile;
  • l’errore di calcolo, che non porta all’annullamento del contratto ma ad una rettifica (ad esempio, i prezzi dei singoli beni oggetto di un contratto di compravendita sono esatti ma è la somma totale ad essere sbagliata).

Violenza: quando è causa di annullamento del contratto

La violenza come vizio del consenso è morale e non fisica e si sostanzia in una minaccia; agisce come causa di annullamento del contratto quando, tenuto conto delle caratteristiche soggettive della persona che la subisce e della specifica situazione nella quale si trova, è tale da fare impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre sé o i suoi beni a un male ingiusto e notevole.

Ne consegue che il male minacciato è:

  1. ingiusto, quando è contrario a norme di legge (ad esempio, Mario vuole venire in possesso di un’automobile di proprietà di Luca e minaccia di fargliela rubare se non gliela venderà);
  2. notevole, quando è vero o comunque appare serio tanto da fare impressione su una persona normale.

Quando il dolo è causa di annullamento del contratto

Il Codice civile non dà una definizione precisa del dolo [4]; tuttavia, bisogna intendere un comportamento ingannatorio che si sostanzia in artifizi, cioè in subdoli avvolgimenti della psiche, compiuti sia con le parole sia con l’aiuto di raggiri, come ad esempio producendo documenti falsi. Si pensi all’ipotesi del soggetto che vuole comprare un’automobile di seconda mano da un meccanico. Questi, attraverso manomissioni del motore, inganna l’acquirente circa le condizioni del veicolo, riuscendo così a ottenere un prezzo più alto di quello corrispondente al valore effettivo del mezzo.

Per aversi dolo è necessario che tra il comportamento doloso e l’errore in cui cade il contraente ingannato vi sia un nesso di causalità. Per ottenere l’annullamento del negozio non è necessario dimostrare che l’errore in cui il soggetto è caduto è anche essenziale e riconoscibile; basta, infatti, dimostrare che il comportamento ingannatorio ha provocato un errore, anche sui semplici motivi.

Il Codice civile distingue due tipologie di dolo:

  • determinante, quando senza il comportamento doloso la parte ingannata non avrebbe compiuto il negozio;
  • incidente, quando la parte ingannata avrebbe comunque compiuto il negozio anche senza il comportamento doloso ma, in mancanza di questo, lo avrebbe concluso a condizioni più favorevoli.

Nel caso del dolo determinante la parte ingannata può chiedere l’annullamento del negozio ed il risarcimento del danno, mentre nel caso di dolo incidente il contratto è valido, ma la parte in mala fede risponde comunque dei danni.

Quali sono gli effetti del contratto annullabile

A differenza del contratto nullo, che è totalmente privo di effetti, il contratto annullabile, finché non viene annullato, produce i suoi effetti sin dal momento della stipulazione, come se fosse valido.

Tuttavia, il contraente la cui volontà è stata viziata, può ottenere una sentenza di annullamento con la quale l’autorità giudiziaria fa cessare la produzione degli effetti che si sono già prodotti (efficacia retroattiva dell’annullamento).

A differenza della nullità, l’annullamento del contratto può essere richiesto al giudice solo entro 5 anni, trascorsi i quali l’azione, cioè il diritto del soggetto di agire in giudizio, si prescrive.

L’annullamento può essere chiesto solo dal contraente la cui volontà è stata viziata.

L’annullabilità non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, il quale può pronunciare l’annullamento solo se vi è stata richiesta della parte interessata.


note

[1] Art. 1427 cod. civ.

[2] Art. 1249 cod. civ.

[3] Art. 1431 cod. civ.

[4] Art. 1439 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube