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Posso far eliminare tutte le mie foto da un profilo?

17 Marzo 2021
Posso far eliminare tutte le mie foto da un profilo?

Cancellazione delle immagini da Instagram, Facebook o da un social network: il consenso è sempre revocabile senza prescrizione.

Il tempo cambia molte cose: possono mutare i rapporti tra le persone o il proprio atteggiamento nei confronti degli altri. Di qui la volontà di cancellare le tracce di sé stessi lasciate sul web. A riguardo, esiste il cosiddetto «diritto all’oblio», ossia il diritto a chiedere la rimozione dei propri dati personali dai siti Internet o dai social network, nonché la deindicizzazione di notizie di cronaca online che, ormai obsolete e non più attuali, possono ledere la propria privacy e reputazione. 

Una componente essenziale dei dati è costituita dalle fotografie di cui i social network sono pieni. Nessun dubbio che le immagini siano parte del patrimonio personale della persona ritratta e che questa possa opporsi alla loro pubblicazione. Ma che succede, invece, una volta dato il consenso alla diffusione dello scatto? Se ne può chiedere la cancellazione in un momento successivo? 

Non c’è persona che non si sia chiesta, almeno una volta: «Posso far eliminare tutte le mie foto da un profilo?». Si pensi al caso di una coppia di partner che si lasci e che, nel tempo, abbia condiviso su Instagram tutti i video e le immagini dei momenti trascorsi insieme. Si pensi anche al caso di un figlio che, avendo motivi di risentimento nei confronti di un genitore, chieda a questi di eliminare le sue foto presenti sul social. Ed infine potrebbe trattarsi di un amico che, pur avendo posato per alcune foto, dopo qualche anno, non riconoscendosi più in quelle immagini, ne chieda la cancellazione. In tutti questi casi, il titolare dell’account social è tenuto ad obbedire e a cancellare le immagini o, forte del fatto di essere stato a suo tempo autorizzato, le può mantenere? Ecco cosa prevede a riguardo la legge.

Si possono fotografare altre persone?

Nel momento in cui si diffonde una fotografia che vede ritratto un altro soggetto è necessario raccogliere da questi il consenso. Ma attenzione, bisogna distinguere due momenti tra loro autonomi: quello dello scatto e quello della successiva pubblicazione. Entrambe queste fasi sono soggette a due distinte autorizzazioni: l’una non implica necessariamente l’altra. Così, ben è possibile che una persona, pur avendo posato in una fotografia, dando così tacitamente il proprio consenso allo scatto, non conceda invece il permesso alla pubblicazione della stessa.

Detto in parole ancora più semplici, per pubblicare una foto con un amico, un parente, il proprio partner o anche uno sconosciuto è necessario ottenere due “liberatorie”: quella per procedere alla foto e quella per la sua successiva diffusione in pubblico o sui social. 

L’autorizzazione non deve essere per forza scritta, potendo risultare anche da comportamenti taciti come, ad esempio, il fatto di posare davanti alla macchina fotografica o il non essersi opposti alla condivisione dell’immagine sull’altrui profilo social pur essendo consapevoli di ciò.

Non si può fotografare un soggetto senza che questi lo voglia, così come non si può pubblicare la foto di un soggetto che, pur avendo autorizzato lo scatto, si opponga alla sua diffusione.

Così è vietato, anche in luoghi pubblici, fare scatti alle persone che si trovano per strada a meno che non ricorra l’occasione di una manifestazione, un avvenimento, una cerimonia di interesse pubblico. Quindi, un’immagine che veda ritratto un manifestante nell’ambito di un più ampio corteo è lecita, sempre che l’oggetto del fotografo sia il corteo in sé e non la singola persona.  

Si può revocare il consenso alla pubblicazione di una fotografia?

Il diritto all’immagine è un diritto personalissimo di ognuno di noi. Non può quindi essere ceduto, neanche in cambio di un compenso in denaro. Tutto ciò che si può concedere è l’uso, lo sfruttamento economico, ma tale consenso è sempre revocabile.

In buona sostanza, come chiarito dalla Cassazione [1], esiste il diritto a cambiare idea. Chi ha dato il permesso alla pubblicazione di una propria foto può sempre chiederne la cancellazione in un momento successivo. Naturalmente, ciò non implica alcun risarcimento per il periodo precedente in cui l’immagine è rimasta online se ciò è avvenuto dietro autorizzazione.

Che succede però se un fotografo abbia pagato un compenso al proprio “modello” per la pubblicazione della foto? Come anticipato, la persona ritratta può sempre recedere dall’accordo, revocando il consenso alla pubblicazione, ma se a fronte di ciò è stato previsto un corrispettivo, il “modello” è tenuto a risarcire il danno al fotografo, fermo l’obbligo per quest’ultimo di rimuovere l’immagine.  

Ecco le parole espresse dalla Cassazione sul punto: «Il consenso alla pubblicazione della propria immagine costituisce un negozio unilaterale, avente ad oggetto non il diritto, personalissimo ed inalienabile, all’immagine, ma soltanto il suo esercizio; ne consegue che esso è revocabile in ogni tempo, e anche in difformità di quanto pattuito contrattualmente, salvo, in questo caso, il diritto dell’altra parte al risarcimento del danno. Qualora la revoca (tempestiva, e cioè anteriore all’utilizzazione) non vi sia stata, il consenso precedentemente prestato resta efficace, e legittima l’uso che ne sia stato fatto in conformità alle previsioni contrattuali».

Posso far eliminare tutte le mie foto da un profilo?

Quanto abbiamo appena detto implica che chiunque può chiedere la cancellazione delle proprie foto pubblicate sull’altrui account social. Lo può fare in qualsiasi momento: il diritto all’immagine infatti non è soggetto a prescrizione. Quindi, anche a distanza di decine di anni si può chiedere all’amico, al partner, al coniuge o al parente di eliminare le foto dal proprio profilo, senza che questi possa muovere alcuna obiezione.

Tutto ciò che bisogna fare è un’espressa richiesta all’interesso che, come detto, non può essere inficiata dal fatto di aver in precedenza autorizzato la pubblicazione. Il consenso è infatti sempre revocabile. In caso di inottemperanza alla richiesta, è possibile agire sia in via penale, per il reato di violazione della privacy, sia in via civile, con un ordine d’urgenza intimato dal giudice. Il giudice potrebbe anche condannare il responsabile al pagamento di una multa per ogni giorno di ulteriore violazione del comando.

Per citare qualche altro precedente giurisprudenziale, ad esempio, il tribunale di Roma [2] ha sancito che, se il figlio lo chiede, il genitore deve rimuovere le immagini che lo riguardano dai social network.

«Il figlio che abbia raggiunto i sedici anni, ove deduca un proprio disagio dalla diffusione da parte della madre, in social network di immagini, notizie e dettagli relativi alla vicenda giudiziaria che lo riguarda, può chiedere e ottenere che il giudice istruttore ordini alla madre di rimuovere dai social network immagini, informazioni, ogni dato personale relativo al figlio e alla vicenda processuale relativa al minore».

Addirittura, commette reato, quello di interferenza nella vita privata, la madre che pubblica fotografie dei figli minori sui social network, nonostante l’opposizione del padre [3]. È infatti vietato pubblicare le foto dei figli sui social network senza il consenso dell’altro genitore.

 


note

[1] Cassazione civile sez. I, 19/11/2008, n.27506.

[2] Tribunale Roma sez. I, 23/12/2017.

[3] Tribunale Mantova, 19/09/2017: Il comportamento della madre che provvede a pubblicare le fotografie dei figli minori sui social network, nonostante l’opposizione del padre, integra la violazione della norma di cui agli art. 10 c.c., del combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145, d.lgs. n. 196/2003, degli artt. 1 e 16, comma 1, Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176, in quanto l’immagine fotografica dei figli costituisce un dato personale ai sensi dell’art. 4, lett. a), b), c) del d.lgs. n. 196/2003, e la sua diffusione integra una interferenza nella vita privata (nella specie: va disposta la rimozione delle immagini pubblicate e va impartito l’ordine di inibitoria alle madre di astenersi dal pubblicare le fotografie dei figli minori sui social network). 

Autore immagine: depositphotos.com


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