Diritto e Fisco | Articoli

Come recuperare gli stipendi arretrati?

25 Luglio 2021
Come recuperare gli stipendi arretrati?

La principale obbligazione del datore di lavoro è il pagamento della retribuzione al lavoratore.

Sono ormai 5 mesi che il datore di lavoro non ti accredita lo stipendio mensile. La situazione sta diventando molto critica poiché non riesci a fare fronte alle tue spese mensili. Pertanto, ti chiedi come recuperare gli stipendi arretrati.

Il contratto di lavoro prevede delle obbligazioni reciproche per le parti. Il datore di lavoro, in particolare, ha il dovere di versare mensilmente al dipendente la retribuzione mensile. Lo stipendio deve essere accreditato alla scadenza prevista dal contratto collettivo o dalla prassi aziendale. Ma cosa succede se la retribuzione non viene erogata nei termini previsti? Come recuperare gli stipendi arretrati?

Il dipendente può agire per il recupero delle retribuzioni che non sono state erogate seguendo una serie di step. Se l’azienda dovesse fallire, l’unica possibilità di ottenere gli stipendi arretrati passa per l’accesso al Fondo di Garanzia Inps. Ma andiamo per ordine.

Cos’è l’obbligazione retributiva?

Il contratto di lavoro [1] è un contratto di scambio che prevede l’impegno delle parti firmatarie a “scambiarsi” delle rispettive prestazioni. In particolare, il lavoratore si impegna a svolgere l’attività di lavoro prevista nel contratto a favore del datore di lavoro e quest’ultimo si impegna, tra le altre cose, ad erogare al dipendente la retribuzione mensile che è stata pattuita nella lettera di assunzione.

Nel nostro ordinamento, le parti non sono del tutto libere di stabilire l’ammontare dello stipendio mensile. Il principio di giusta retribuzione previsto dalla Costituzione [2], infatti, obbliga le parti a concordare uno stipendio mensile pari, almeno, ai minimi retributivi previsti dal contratto collettivo di settore sulla base del livello di inquadramento del lavoratore.

Quando deve essere pagata la retribuzione mensile?

Lo stipendio mensile deve essere erogato al lavoratore alla fine del periodo di paga. Ne consegue che, salvo diverse previsioni da parte del Ccnl o del contratto individuale di lavoro, la retribuzione deve essere erogata alla fine del mese. I Ccnl, tuttavia, introducono spesso delle tempistiche diverse, prevedendo che lo stipendio debba essere accreditato il giorno 27 del mese oppure entro i primi 10 giorni del mese.

Cosa succede se il datore di lavoro non versa lo stipendio?

Il mancato pagamento della retribuzione da parte del datore di lavoro costituisce un inadempimento contrattuale che riguarda, peraltro, la principale obbligazione posta a carico dell’azienda. In alcuni casi, si tratta unicamente di brevi ritardi fisiologici, legati a problemi tecnici o temporanee disponibilità di liquidità. In altri casi, invece, il datore di lavoro omette di versare al dipendente diversi stipendi mensili, determinato un inadempimento reiterato e prolungato nel tempo.

Cosa fare in questi casi? Il lavoratore può, innanzitutto, chiedere informazioni al datore di lavoro rivolgendosi all’ufficio delle risorse umane. Se i chiarimenti forniti non sono sufficienti è possibile agire per il recupero forzoso del credito retributivo. In questo caso, il lavoratore può scrivere all’azienda di pugno, oppure tramite un avvocato o un sindacato chiedendo formalmente l’immediato pagamento del credito retributivo e mettendo in mora il datore di lavoro. Se il tentativo di recupero stragiudiziale non produce alcun effetto, il lavoratore dovrà procedere per le vie legali, avviando la procedura esecutiva.

Dimissioni per giusta causa per mancato pagamento della retribuzione

Il lavoratore, in caso di prolungato inadempimento datoriale dell’obbligo di pagamento dello stipendio, può dimettersi per giusta causa [3], ossia, recedere dal rapporto di lavoro con effetto immediato senza dover rispettare il periodo di preavviso previsto dal Ccnl. Le dimissioni per giusta causa, oltre che esonerare il dipendente dal rispetto del preavviso, danno al lavoratore il diritto di ottenere:

  • il pagamento dell’indennità di mancato preavviso (come se fosse stato il datore di lavoro a licenziare il lavoratore);
  • il pagamento dell’indennità di disoccupazione Naspi da parte dell’Inps (se ricorrono tutti gli altri requisiti previsti dalla legge).

Cos’è il Fondo di Garanzia Inps?

In caso di insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recuperare le retribuzioni maturate negli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro rivolgendosi al Fondo di Garanzia Inps che interviene, con modalità diverse, a seconda dell’assoggettamento dell’impresa a procedure concorsuali o meno. In questo caso, l’Inps erogherà al dipendente gli ultimi tre mesi di stipendio. L’accesso al Fondo è subordinato all’intervenuta cessazione del rapporto di lavoro.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 36, Cost.

[3] Art. 2119 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube