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Quanto costa cambiare cognome?

25 Luglio 2021 | Autore:
Quanto costa cambiare cognome?

Chi sente la necessità di modificare la propria identità deve pagare una tassa piuttosto ridotta. La procedura da seguire e i documenti da presentare.

Un cognome è come un tatuaggio: lo si porta teoricamente per tutta la vita. Ma, così come hanno inventato delle tecniche per levare i tattoo dalla pelle, esistono anche delle soluzioni per togliersi di dosso un cognome scomodo. Tipo (con il dovuto rispetto, perché sono tutti veri) quelli di Buonanno Felice, Foresta Selvaggia, Farina Bianca, Pizza Margherita o Chiappa Rosa. Persone che sicuramente hanno dei motivi per essere fieri del proprio cognome ma che forse, stanche di sentir ridacchiare gli altri ogni volta che lo pronunciano o colte da un inevitabile imbarazzo, possono sentire il bisogno di sostituirlo con un altro che provochi meno ilarità. La legge dà questa possibilità, cogliendo al volo quella che, secondo Friedrich Nietzsche, è la cosa più umana: risparmiare vergogna a qualcuno.

Quindi, cosa bisogna fare e quanto costa cambiare cognome? Il prezzo da pagare per non vedere più scritto sui propri documenti Strano Concetto oppure Tromba Marina non è elevato. Si tratta di pochi euro di marca da bollo. Già: per evitare una risata corale quando pronuncia nome e cognome, il signor Impero Romano deve pagare una tassa allo Stato.

Cambiare cognome: come si fa?

Occorre dire, innanzitutto, alla signora Vittoria Sicura che cambiare cognome non è una pratica che si fa in cinque minuti: ci vorranno circa un paio di mesi. Ma dopo avere atteso degli anni prima di decidersi ad andare in Prefettura, due mesi passano in fretta.

Perché è proprio in Prefettura dove bisogna recarsi per avviare la pratica. Va detto che occorre allegare alla domanda una spiegazione che giustifichi questa scelta. Il signor Maia Lino non dovrebbe fare molta fatica ad essere convincente. L’interessato deve inviare la richiesta e le motivazioni, dunque, alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (Ugt) competente, cioè a quella della provincia in cui si risiede o della circoscrizione dell’ufficio di stato civile in cui è stato registrato l’atto di nascita.

Se la domanda viene accettata, un decreto del prefetto autorizzerà la pubblicazione per 30 giorni di un estratto dell’istanza nell’albo pretorio dei Comuni di residenza e di nascita dell’interessato al fine di rendere nota l’intenzione di quest’ultimo. È quello che succede nei film quando si sente: «Se c’è qualcuno che si oppone, parli adesso o taccia per sempre». E, in effetti, può capitare che qualcuno abbia da dire sul fatto che un cittadino decida di cambiare cognome. Raramente ma succede. In questo caso, chi ritiene di avere dei motivi per opporsi dovrà inviare alla Prefettura una notifica di contestazione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione. Altrimenti, appunto, dovrà tacere per sempre.

Superato quel termine dei 30 giorni dall’affissione, chi vuole cambiare cognome dovrà mandare l’avviso con la relazione che attesta l’avvenuta affissione e la sua durata. Se tutto va bene, il ministero dell’Interno emana un decreto e lo comunica all’interessato.

Cambiare cognome: quali documenti servono?

E fin qui, la procedura per cambiare cognome. Veniamo ai documenti che servono per poterla mettere in moto e che possono riguardare soltanto cittadini italiani.

Occorre allegare alla domanda, secondo la Prefettura:

  • tutti i documenti ufficiali o ufficiosi da cui risulti l’uso di fatto protratto nel tempo del cognome che si intende acquisire (corrispondenza, bollette, documentazione fiscale o bancaria, ecc.);
  • dichiarazioni testimoniali attestanti che il richiedente è già noto, in ambiente familiare, lavorativo e sociale, con il nome che intende acquisire;
  • eventuale certificato di battesimo in caso di cognome attribuito alla nascita ma non registrato presso gli atti di stato civile;
  • attestazione eventualmente tradotta e legalizzata che attesti la conversione o l’appartenenza ad una nuova Chiesa o religione in caso di cambio di cognome per motivi di credo.

Ma perché cambiare cognome?

Viene istintivo pensare che una persona voglia cambiare cognome per il motivo sopra esposto, cioè perché da solo o abbinato al nome può creare imbarazzo. Oltre agli esempi già citati, ce ne sono un’infinità. E non ci stancheremo di dire che tutti meritano il massimo rispetto, perché sono dei nomi e dei cognomi veri che appartengono a persone vere.

Ma non è solo questa la ragione per cui un cittadino può avere necessità di cambiare cognome. Ecco altri casi contemplati dalla Prefettura.

Cambio di cognome per acquisto della cittadinanza italiana

Prova a immaginare se decidesse di trasferirsi definitivamente in Italia l’attore televisivo thailandese Panuwat Kerdthongtavee. Sul nome si può arrivare a un compromesso, ma prova a metterti nei suoi panni ogni volta che devi andare in un ufficio pubblico e dire come ti chiami oppure riferire il tuo cognome al telefono per fare una prenotazione. Meglio cambiare cognome se devi restare a vivere qui, per di più con la cittadinanza italiana. Panuwat Rossi andrebbe benissimo.

In casi come questo, per chiedere il cambio di cognome occorre presentare la domanda solo dopo aver prestato il giuramento ed avere richiesto ed ottenuto la trascrizione dell’atto di nascita al Comune di residenza.

Vanno allegati:

  • documentazione comprovante l’uso protratto nel tempo del cognome perso in seguito all’acquisto della cittadinanza italiana;
  • in caso di donne che richiedono di riacquisire il cognome del marito, certificato di matrimonio;
  • se il cognome da riacquisire è quello dell’ex marito: sentenza di divorzio, tradotta e legalizzata, che attesti l’autorizzazione a mantenerne il cognome.

Aggiunta del cognome del compagno o del secondo marito della madre

Nel caso in cui una donna voglia aggiungere ufficialmente al suo nome e cognome il cognome del compagno o adottare quello del nuovo marito della madre, deve presentare:

  • il consenso del padre biologico. In caso di impossibilità del richiedente a contattarlo, bisogna indicare l’ultimo indirizzo noto;
  • il consenso del compagno o del secondo marito della madre e di eventuali suoi figli maggiorenni.

Va precisato, però, che la modifica del cognome non comporta alcuna variazione dei rapporti giuridici tra il richiedente e la persona da cui si acquisisce il cognome. La modificazione dello status di filiazione si può ottenere soltanto tramite adozione.

Cambio di cognome per minori con doppia cittadinanza

Torniamo al nostro caro attore thailandese Panuwat Kerdthongtavee. Ha preso la cittadinanza italiana ma ha mantenuto anche la sua. Ha sposato una donna italiana (non ce ne voglia Panuwat, è solo un esempio) e la coppia ha avuto un figlio in Thailandia che, a questo punto, avrà la doppia cittadinanza. Non volendo condannare il pargolo a portarsi dietro un cognome tanto dignitoso quanto complicato da dire già da quando si fa l’appello a scuola, i genitori decidono di cambiarglielo.

In questo caso, se il minore è registrato all’estero con il cognome del padre, per modificarlo occorre presentare copia del passaporto o del libretto di famiglia. Ma se il minore non è ancora registrato presso le autorità del Paese straniero di appartenenza, è necessario procedere alla registrazione. La titolarità della sola cittadinanza italiana comporterà l’attribuzione del cognome così come previsto dalla normativa italiana in materia.

Nel caso in cui le autorità consolari straniere neghino la registrazione a causa del cognome italiano è necessario produrre un diniego scritto e motivato del consolato.

Cambio cognome: quanto costa?

Cambiare cognome per uno qualsiasi dei motivi sopra elencati ha un costo molto ridotto: 16 euro. Tanto costa la marca da bollo che bisogna allegare alla domanda e ai documenti richiesti.



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