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Rimborso del software preinstallato: come ottenerlo

18 Marzo 2021 | Autore:
Rimborso del software preinstallato: come ottenerlo

Il consumatore può rifiutare i programmi contenuti sul dispositivo acquistato: dal “no” alle condizioni di licenza d’uso sorge il diritto alla restituzione.

Hai comprato un computer dotato di tutti i programmi di serie, a partire dal sistema operativo. Tu avresti voluto acquistare soltanto la macchina, ma di fatto sei stato costretto a prendere, e a pagare, anche il contenuto. Il consumatore ha però diritto al rimborso di ciò che non desidera, previa restituzione al produttore della licenza di utilizzo; e se l’azienda non glielo riconosce, può agire in giudizio, come hanno affermato alcune sentenze. Vediamo allora come ottenere il rimborso del software preinstallato ad esempio nel caso del sistema operativo Windows o di altri programmi sgraditi e che l’utente vorrebbe eliminare dal proprio dispositivo.

Hardware e software: differenza

Ogni dispositivo informatico, come un computer, un notebook, un tablet o anche uno smartphone, ha una componente fisica, chiamata hardware, fatta di parti elettroniche, come le unità di memoria, ed una parte immateriale, il software, cioè i programmi che consentono al dispositivo di lavorare fornendogli le istruzioni necessarie. Il software di base si chiama sistema operativo (ad esempio, Linux o una delle varie versioni di Microsoft Windows per i personal computer, o Android per i dispositivi mobili non Apple) e su di esso si innestano una miriade di programmi applicativi destinati a soddisfare le più diverse esigenze, dalla videoscrittura ai giochi.

Il software preinstallato

Il software preinstallato consiste nell’insieme di programmi che sono installati nel dispositivo già al momento della sua produzione: così chi lo acquista nuovo di fabbrica ha a disposizione una serie predefinita di programmi, a partire dal sistema operativo scelto dalla casa costruttrice; tutto ciò avviene in base alle decisioni del costruttore o talvolta del rivenditore, specialmente se appartiene a grosse catene di distribuzione che stabiliscono accordi commerciali con i produttori.

Questo sembra un vantaggio ma a volte non lo è: molti utenti, specialmente quelli più “evoluti” dal punto di vista informatico, non gradiscono affatto la dotazione di serie e vorrebbero rimuovere alcuni di questi programmi per sostituirli con altri oppure perché li ritengono inutili e tali da provocare rallentamenti nel funzionamento.

Come eliminare il software preinstallato?

L’acquirente della macchina non ha l’obbligo di usare il software preinstallato e, se vuole, può farne tranquillamente a meno. Molti programmi applicativi possono essere facilmente disinstallati mediante l’apposita funzione, ma se si decide di cambiare il sistema operativo il percorso non è altrettanto semplice, a meno che non si decida, brutalmente, di formattare tutto il dispositivo e farlo ripartire da zero per poi installare manualmente il nuovo sistema operativo desiderato e gli altri programmi necessari; ma queste operazioni richiedono un minimo di conoscenze informatiche che non tutti hanno.

Il contratto di licenza d’uso del software

C’è anche un ostacolo giuridico alla rimozione o sostituzione dei programmi indesiderati: nel momento in cui l’utente accende il computer o un altro tipo di dispositivo per la prima volta, sottoscrive un vero e proprio contratto di licenza d’uso dei programmi preinstallati, a partire dal sistema operativo. La licenza solitamente è gratuita per i consumatori finali, mentre è a pagamento per chi utilizza il software per scopi aziendali, commerciali o comunque di lucro.

Il software infatti è un’opera d’ingegno [1], che ha richiesto uno sforzo intellettuale per la sua creazione, come un’opera letteraria, teatrale o musicale: perciò il suo uso, o la sua cessione, è tutelato dalla legge sul diritto d’autore [2] per evitare ogni forma di sfruttamento illecito del prodotto. Così con la licenza d’uso, il creatore dei programmi, pur mantenendo i diritti di paternità dell’opera, ne concede l’utilizzo a chi acquista il prodotto e, dunque, anche a chi lo riceve in quanto esso è già preinstallato sul suo computer. Alcuni programmi hanno un particolare tipo di licenza, chiamata free trial, che permette di utilizzare il software per un determinato periodo di prova.

Come rifiutare il software preinstallato?

Il consumatore rimane libero di non accettare le condizioni stabilite nella licenza d’uso del software, che sono state predisposte unilateralmente dal produttore, comprese quelle che riguardano il sistema operativo. Egli è titolare di un «diritto potestativo», cioè la capacità di dire sì o no, che può essere autonomamente esercitata per libera scelta, senza obblighi, condizionamenti o interferenze di altri soggetti, compreso il produttore e il rivenditore. Infatti, l’acquirente, nel momento in cui ha concluso il contratto di acquisto del prodotto hardware che ha comprato, non si è affatto obbligato ad utilizzare anche il software preinstallato che è stato fornito insieme ad esso.

Anche la Corte di Cassazione [3] ha affermato che hardware e software sono scindibili e, perciò, se l’acquirente non sottoscrive il contratto di licenza ciò equivale a restituire il programma che non viene utilizzato; da qui sorge il diritto al rimborso per la quota del costo della licenza di utilizzo conglobata nel prezzo di acquisto del prodotto, mentre rimane comunque valida l’avvenuta compravendita del computer.

La condizione essenziale per far sorgere il diritto al rimborso è dunque il rifiuto delle condizioni di utilizzo della licenza d’uso del programma preinstallato: tra le due opzioni disponibili bisogna cliccare sul pulsante apposito (“Rifiuto”, “Non accetto” o parola equivalente), perché se invece si accetta il contratto il software preinstallato viene reso immediatamente disponibile per la fruizione e, a quel punto, il rimborso non sarà più possibile.

Così di fatto se si intende rifiutare il sistema operativo il “no” dovrà essere espresso alla prima accensione del dispositivo (è uno strumento indispensabile per il suo funzionamento), mentre per le altre applicazioni bisognerà esprimere il diniego la prima volta che si clicca sulla rispettiva icona, o comunque nel momento in cui appare la schermata che propone l’accettazione delle loro condizioni d’uso: spesso, è il sistema a proporre di adottare alcuni programmi che l’utente non ha ancora mai aperto, nonostante usi il dispositivo da tempo.

Come chiedere il rimborso del software preinstallato?

Il rimborso deve essere richiesto al produttore del software e non alla casa costruttrice del computer, seguendo le istruzioni riportate nella licenza stessa e che devono essere compiutamente esposte all’utente in caso di rifiuto di accettare le condizioni stabilite e, dunque, di utilizzare il software. In caso di acquisto del dispositivo avvenuto presso un rivenditore commerciale, come un negozio o un altro tipo di store, il consumatore potrà rivolgersi direttamente al venditore del prodotto per essere rimborsato.

Ad esempio, chi compra un personal computer o un notebook di qualsiasi marca sul quale è preinstallato un sistema operativo Microsoft dovrà rivolgersi a tale azienda produttrice, tramite il negozio dove lo ha acquistato, per ottenere il rimborso del prezzo, in conformità alle condizioni contrattuali stabilite dal produttore stesso e dagli eventuali accordi commerciali instaurati con i distributori che talvolta facilitano il rimborso presso i propri punti vendita dove è avvenuto l’acquisto.

Non occorre (salvo casi particolari dovuti a speciali conformazioni tecniche) riconsegnare il dispositivo al rivenditore: la mancata accettazione della licenza d’uso equivale a un rifiuto virtuale e già preclude la possibilità di usare il software. Il produttore al quale è formulata la richiesta ha l’obbligo di «contattare prontamente» il cliente per rimborsarlo della somma corrispondente al prezzo della licenza, in restituzione della quota prezzo che era stata già versata al momento dell’acquisto del prodotto, come ha affermato la Suprema Corte di Cassazione [4].

Cosa fare se il rimborso è negato?

A volte, le cose non filano lisce e le società produttrici del software si oppongono al rimborso: in tal caso, occorre adire l’Autorità giudiziaria in base al valore (il giudice di Pace fino a 5mila euro, oltre tale soglia il tribunale). Qui, si può ottenere il riconoscimento dei propri diritti: in un recente caso deciso dal tribunale di Monza [5], la Microsoft è stata condannata non solo a restituire all’acquirente la somma corrispondente al corrispettivo della licenza d’uso del sistema operativo rifiutata, pari a 42 euro, ma ha anche condannato la società per “lite temeraria[6] in quanto – si legge nella sentenza – aveva costretto «un semplice consumatore a replicare, a fronte di un credito rivendicato del tutto modesto, ad una produzione difensiva assolutamente sproporzionata» che il giudice non ha esitato a definire «esemplificativa della prepotenza e prevaricazione di un colosso commerciale nei confronti di un modesto consumatore».

Il caso deciso riguardava l’acquirente di un tablet che aveva rifiutato il sistema operativo Microsoft preferendo installare Linux, ma non avendo accettato la licenza non aveva potuto utilizzare la macchina ed era stato costretto a formattare il dispositivo. Così ora il gigante statunitense, insieme al rimborso del prezzo della licenza non fruita, dovrà pagare la somma, liquidata in via equitativa, di 20mila euro a titolo di risarcimento del «danno punitivo», che equivale ad una sanzione applicata per condotta processuale scorretta, mentre al piccolo consumatore risultato vittorioso e che aveva avviato la causa è stata riconosciuta, oltre a questa ingente somma, anche la refusione integrale delle spese di lite dalla parte soccombente.

Leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 2575 Cod. civ.

[2] Art. 12 e ss. L. n. 633/1941.

[3] Cass. sent. n. 4390 del 07.03.2016.

[4] Cass. sent. n. 19161dell’11.09.2014.

[5] Trib. Monza, sent. n.1734/2020 del 15.12.2020.

[6] Art. 96, comma 3, Cod. proc. civ.


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