Dedurre dalle tasse tutti i costi delle spese ed eliminare il contante: la delega fiscale

2 Marzo 2014


Dedurre dalle tasse tutti i costi delle spese ed eliminare il contante: la delega fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2014



Tra le misure contro l’evasione, contenute nella riforma fiscale prevista nella delega al Governo, approvata definitivamente ieri dalla Camera, è previsto anche l’incremento degli obblighi di tracciabilità dei pagamenti ai fini della deduzione dei costi sostenuti.

La delega fiscale, finalmente approvata qualche giorno fa dalle due Camere, contiene importanti novità in materia di tracciabilità dei pagamenti: novità volte, da un lato, a disincentivare l’uso del contante, ma, dall’altro, a rendere ciò vantaggioso garantendo al cittadino la deducibilità dalle tasse di tutti i pagamenti sostenuti.

In pratica ci avviamo verso il modello americano e dei vicini Stati europei dove il contribuente può scaricare dalla dichiarazione dei redditi una vastissima gamma di spese quotidiane: dalle medicine alle spese scolastiche, dagli acquisti per la casa a quelli per il tempo libero.

Con la delega fiscale, infatti, il Parlamento ha delegato il Governo a emanare decreti legislativi che dovranno potenziare e razionalizzare, ai fini fiscali, i “sistemi di tracciabilità dei pagamenti”.

Tale deduzione dei costi, degli oneri e delle spese sostenute sarà rivolta a potenziare l’uso di mezzi di pagamento tracciabili (carte di credito, bonifici, bancomat), disincentivando l’utilizzo del contante. Ciò anche al fine di combattere, in modo più incisivo, l’evasione fiscale.

 

Verranno utilizzati adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione Iva (come ad esempio la fattura elettronica) e la relativa transazione di pagamento.

Nello stesso tempo, il Governo dovrà adottare misure volte a ridurre gli oneri bancari collegati alle transazioni fatte coi circuiti elettronici (e-banking, carte di credito e di debito, ecc.).

L’amministrazione finanziaria, poi, dovrà aumentare i “controlli mirati“, utilizzando sempre più le banche dati e le sinergie con altre autorità pubbliche nazionali, europee e internazionali.

Dovrà essere inoltre definita una metodologia per rilevare l’evasione fiscale di tutti i principali tributi e i risultati della rilevazione dovranno essere calcolati e pubblicati con cadenza annuale. La rilevazione dovrà basarsi sul confronto tra i dati della contabilità nazionale e quelli acquisiti dall’anagrafe tributaria. Il Governo, poi, è delegato a istituire, presso il ministero dell’Economia e delle finanze, una commissione, composta da un numero massimo di 15 esperti, che avrà il compito di redigere un rapporto annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva.

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Autore immagine: 123rf.com


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