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Mutui usurari: i tassi di mora non vanno sommati agli interessi

21 Maggio 2014
Mutui usurari: i tassi di mora non vanno sommati agli interessi

Cosa può fare il correntista in caso di interessi usurari e come calcolare lo sconfinamento dal tasso soglia?

Per calcolare se un mutuo sia usurario o meno il cittadino si rivolge, generalmente, a un professionista del settore, che faccia i dovuti calcoli e le verifiche sui costi del finanziamento (compresa la polizza assicurativa, come spiegato nell’articolo “Mutuo: per l’usura vanno calcolati tutti i costi del finanziamento”), sui relativi interessi, more e commissioni. La sommatoria di tali voci viene confrontata con il tasso soglia (aggiornato periodicamente) per stabilire se vi sia usura o meno. Tali soglie, per il primo trimestre del 2014, vanno dall’8,7625% dei mutui ipotecari a tasso variabile (10,3875% per quelli a tasso fisso) al 19,3250 per gli acquisti rateali, fino al 24,99% sul credito revolving delle carte di credito. Per i conti correnti il tasso soglia sul fido di conto è fissato al 18,275% e al 24,19% quello sugli scoperti.

Solitamente gli interessi di mora sono calcolati aggiungendo 2 punti percentuali al tasso ordinario (interessi corrispettivi).

Ma il problema che resta ancora dibattuto è se, ai fini di tale calcolo, gli interessi normalmente dovuti sul mutuo (cosiddetti interessi corrispettivi) debbano o meno sommarsi agli interessi moratori (quelli, cioè, che scattano solo in caso di inadempimento del correntista).

Il dubbio di fondo è stato posto da una sentenza della Cassazione [1] secondo cui – almeno a detta di alcuni osservatori – le due voci predette andrebbero sommate per verificare se il risultato rientri o meno nel limite del tasso soglia (ne abbiamo parlato nell’articolo: “Usura delle banche: i tassi di mora si sommano agli interessi corrispettivi”).

Tuttavia, ad oggi, l’orientamento maggiormente condiviso è proprio quello opposto: le due voci – quella degli interessi corrispettivi e quella degli interessi moratori – non andrebbero mai addizionate. E ciò perché entrambi gli interessi non possono convivere nello stesso momento: se, infatti, il correntista paga gli interessi corrispettivi non deve versare quelli moratori, e viceversa.

Dunque, il tasso moratorio resta pur sempre rilevante ai fini dell’usura, ma non va sommato (semplicisticamente) con quello corrispettivo.

Se, poi, è usurario soltanto il tasso moratorio la banca dovrà allora restituire soltanto gli interessi moratori e non quelli corrispettivi (ovviamente se inferiori alla soglia).

Questi principi sono stati di recente espressi da due ordinanze (Tribunali di Milano e Napoli) del 28 gennaio scorso.

La legge, pertanto, considera rilevanti ai fini dell’usura gli interessi convenuti a qualunque titolo; quindi anche quelli moratori, ma nulla autorizza a sommare le due voci.

Al contrario il tasso moratorio e quello corrispettivo andranno verificati singolarmente. Caso mai i moratori potranno essere sommati ai corrispettivi soltanto ai fini della verifica dell’altro tema “caldo”, ovvero quella della cosiddetta usura sopravvenuta. È sempre la Cassazione [2], infatti, che ha dichiarato che i tassi possono divenire usurari anche nel corso di un rapporto di finanziamento (la cosiddetta usura sopravvenuta), non solo nel momento in cui sono pattuiti (usura originaria o preventiva).

Le due ordinanze di Milano e Napoli, infine, hanno affermato che in caso di usurarietà del solo tasso moratorio il cliente potrà pretendere dalla banca la restituzione dei soli interessi moratori eventualmente pagati, ma dovrà continuare a pagare quelli corrispettivi, se inferiori alla soglia [3]. Insomma, secondo i giudici, ai fini dell’usura i due interessi vanno tenuti distinti.

 

Le differenze sul risarcimento tra usura originaria e sopravvenuta

Al momento la giurisprudenza sembra condividere una linea di distinzione: se per l’usura originaria [3] gli interessi considerati usurari vengono azzerati e non sono dovuti per l’intera durata del prestito, per l’usura sopravvenuta le ultime sentenze hanno ritenuto di annullare solo gli interessi eccedenti il tasso soglia e non di azzerarli o di sostituirli con il tasso legale.


note

[1] Cass. sent. n. 350/2013.

[2] Cass. sent. n. 602/13 e sent. n. 603/2013.

[3] Art. 1815 co. 2, cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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