Diritto e Fisco | Articoli

Responsabilità commercialista per sanzioni

10 Aprile 2021
Responsabilità commercialista per sanzioni

Ho ricevuto un accertamento in cui mi addebitano una maggior imposta da pagare e le corrispondenti sanzioni. Si tratta di un errore commesso dal commercialista. Come mi devo regolare?

Gentile cliente, dando per scontato l’incarico conferito, accettato e svolto dal suo commercialista, sembra evidente che questi abbia assunto nei suoi riguardi il dovere di eseguire una certa prestazione professionale in cambio di un corrispettivo.

In virtù di ciò, se l’errore commesso nella compilazione della dichiarazione dei redditi, oggetto dell’accertamento ricevuto, venisse confermato, sembra evidente che il predetto professionista sarebbe chiamato a risarcire i danni provocati.

Più precisamente si tratterebbe di una responsabilità invocabile in base a due disposizioni normative ben precise:

  • quella che, in generale, impone al debitore di risarcire i danni determinati da una prestazione non conforme ai propri obblighi [1];
  • quella che, a proposito dei doveri del prestatore d’opera professionale, quando si tratta di eseguire una prestazione non particolarmente complicata, attribuisce la responsabilità al professionista anche a titolo di colpa lieve [2].

Nel caso in esame, i danni provocati dal commercialista corrispondono alle sanzioni comminate dall’Agenzia delle Entrate. Sarà suo onere pagarle, in attesa del rimborso/risarcimento. In particolare, secondo la Cassazione [3], è specifico dovere del contribuente quello di verificare l’operato del professionista delegato. Pertanto, in caso di irrogazione di sanzioni per irregolare tenuta della contabilità, il cittadino non è esente dall’obbligo di pagare.

Viceversa, l’imposta maggiore accertata è, in ogni caso, a suo carico. Si tratta, infatti, di un importo che avrebbe dovuto versare, a prescindere dall’errore del contabile.

Detto ciò, prima di avviare un eventuale contenzioso che sarebbe antipatico oltreché dispendioso nei termini e nelle modalità, le consiglio di contattare, in tempi brevi, il suo commercialista.

In tal modo, questi potrebbe vagliare la legittimità dell’accertamento ricevuto oltre a valutare l’opportunità di un rimborso, spontaneo e a suo carico, delle sanzioni. Tale soluzione non sembra improbabile, visto che si tratta di professionista, presumibilmente, assicurato e considerato l’ammontare, non particolarmente rilevante, dell’importo in contestazione.

Viceversa, in caso di un riscontro negativo, non le resterebbe che la strada dell’azione legale, nella quale andrebbe a recuperare le sanzioni pagate.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 1218 cod. civ.

[2] Art. 2236 cod. civ.

[3] Cass. civ. ord. n. 28291 del 11.12.2020


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