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Fecondazione assistita: legge italiana

25 Luglio 2021
Fecondazione assistita: legge italiana

Le coppie che non riescono ad avere figli naturalmente possono ricorrere a delle tecniche mediche particolarmente avanzate.

Sei sposato da ormai cinque anni ma tu e la tua partner non riuscite ad avere figli naturalmente. Iniziate a perdere la speranza ed avete dunque deciso di rivolgervi alla scienza per verificare la possibilità di procedere ad una fecondazione medicalmente assistita. Volete sapere cosa prevede in merito la normativa nazionale.

La fecondazione medicalmente assistita consente alle coppie che non riescono ad avere figli di riuscire a realizzare questo desiderio con una procedura di fecondazione medica che può essere realizzata attraverso diverse tecnologie allo stato disponibili.

La fecondazione assistita è disciplinata dalla legge italiana sin dal 2004 e, dopo un iniziale approccio molto restrittivo, la normativa è stata oggetto di numerose modifiche che hanno determinato una maggiore apertura nei confronti di tecniche precedentemente vietate. Restano, in ogni caso, vietate alcune procedure.

Cos’è la fecondazione medicalmente assistita?

Quando si parla di fecondazione o procreazione medicalmente assistita (Pma) si fa riferimento a tutti i procedimenti medici attraverso i quali viene realizzato un trattamento di ovociti umani, di spermatozoi o embrioni al fine di determinare la procreazione umana.

I principali procedimenti che rientrano nella fecondazione medicalmente assistita sono i seguenti:

  • inseminazione omologa;
  • fecondazione in vitro e trasferimento embrionale;
  • trasferimento intratubarico dei gameti;
  • trasferimento intratubarico degli zigoti;
  • trasferimento intratubarico degli embrioni;
  • crioconservazione dei gameti e degli embrioni.

Fecondazione medicalmente assistita: cosa dice la legge?

In Italia, esiste un’apposita legge [1], rubricata “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, che consente il ricorso alla procreazione medicalmente assistita al fine di risolvere problemi di sterilità o di infertilità. La legge prevede che il ricorso a tali tecniche è ammesso se non è possibile utilizzare altri metodi terapeutici efficaci per la risoluzione delle cause di sterilità o infertilità.

Ogni tre anni, il ministero della Salute procede all’aggiornamento delle linee guida relative alle tecniche di procreazione medicalmente assistita al fine di adeguarle alla luce dell’evoluzione tecnico-scientifica.

Fecondazione medicalmente assistita: le tecniche

Le tecniche di fecondazione medicalmente assistita vengono convenzionalmente suddivise in Tecniche di I, II e III livello sulla base della relativa complessità ed invasività sia sotto il profilo tecnico che sotto quello psicologico.

Tra le Tecniche di I Livello sono annoverate le seguenti:

  • inseminazione intracervicale/sopracervicale in ciclo naturale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • induzione dell’ovulazione multipla associata ad inseminazione sopracervicale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • eventuale crioconservazione dei gameti maschili.

Rientrano, invece, tra le Tecniche di II Livello le seguenti:

  • prelievo degli ovociti per via vaginale;
  • fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione;
  • iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo;
  • trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili per via transvaginale o guidata o isteroscopica;
  • prelievo testicolare dei gameti (prelievo percutaneo o biopsia testicolare);
  • eventuale crioconservazione di gameti maschili e femminili ed embrioni.

Le procedure che rientrano tra le Tecniche di II livello devono essere eseguite in anestesia locale o in regime di sedazione profonda.

Fanno parte delle Tecniche di III Livello le seguenti procedure, tutte  da eseguirsi in anestesia generale con intubazione:

  • prelievo microchirurgico di gameti dal testicolo;
  • prelievo degli ovociti per via laparoscopica;
  • trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili per via laparoscopica.

Procreazione assistita: fa parte dei livelli essenziali di assistenza?

Le prestazioni che rientrano nella fecondazione medicalmente assistita venivano erogate solamente tramite ricovero. Attualmente, invece, a seguito della modifica dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) tali prestazioni rientrano nella specialistica ambulatoriale. Inoltre, sotto il profilo economico, per tutti gli oneri economici correlati alle prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla fecondazione assistita eterologa si prevede un contributo il cui ammontare è, tuttavia, soggetto a variazioni da Regione in Regione essendo fissato dai singoli sistemi sanitari regionali.

Fecondazione assistita: i divieti rimossi e quelli che restano

La legge che disciplina la procreazione medicalmente assistita aveva, in origine, un approccio molto restrittivo e conservativo. Nel corso degli anni, tuttavia, le sentenze dei giudici e gli interventi normativi successivi hanno smontato la gran parte dei divieti previsti dalla normativa del 2004 e, in particolare, sono stati rimossi i seguenti:

  • divieto di produzione di più di tre embrioni;
  • divieto di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti;
  • divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili;
  • divieto di fecondazione eterologa (ovvero fecondazione tramite ovuli di una donatrice che verranno fatti fecondare dal seme del partner oppure tramite il ricorso alla banca di seme);

Restano, invece, ancora in vigore il divieto di utilizzare gli embrioni a fini di ricerca scientifica e il divieto di accesso alla fecondazione medicalmente assistita per i single e per coppie dello stesso sesso.


note

[1] L. 19 febbraio 2004, n. 40.


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