Licenziamento con Jobs Act: niente reintegro

18 Marzo 2021 | Autore:
Licenziamento con Jobs Act: niente reintegro

Per la Corte di giustizia europea non c’è discriminazione nel trattamento diverso tra chi è stato assunto prima e dopo il 7 marzo 2015.

Il dipendente assunto dopo il 7 marzo 2015 che viene licenziato non ha diritto al reintegro ma solo all’indennizzo, a differenza di chi ha iniziato il rapporto di lavoro prima di quella data. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea che, in questo modo, sancisce un principio importante: la disparità di trattamento tra chi è stato assunto prima e dopo l’entrata in vigore del Jobs Act (7 marzo 2015, appunto) non comporta un atteggiamento discriminatorio verso i lavoratori.

La vicenda è arrivata sul tavolo dei giudici di Lussemburgo dal caso di un’azienda italiana che nel 2017 aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo in cui erano coinvolti 350 dipendenti. Il tribunale di Milano aveva accertato l’illegittimità del provvedimento e ordinato all’azienda il reintegro dei lavoratori. Di tutti tranne che di uno, assunto dopo il 7 marzo 2015 grazie alla conversione del suo rapporto a termine in tempo indeterminato.

Tuttavia, il tribunale meneghino non ha ignorato il doppio regime sanzionatorio ed ha voluto chiedere chiarimenti alla Corte europea. Un doppio regime che, da una parte, si appoggia al vecchio articolo 18 per i lavoratori in forza prima del 7 marzo 2015 e che, dall’altra, tiene come riferimento il Jobs Act. Insomma, in una stessa azienda due dipendenti che fanno lo stesso lavoro nello stesso reparto possono essere trattati in maniera diversa di fronte ad un licenziamento illegittimo: il vecchio assunto ha diritto al reintegro, il nuovo assunto grazie alla conversione del tempo determinato a tempo indeterminato dopo il 7 marzo 2015 solo all’indennizzo.

La Corte europea giustifica la regola contenuta nel Jobs Act che assimila ad una nuova assunzione la conversione di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, assoggettando i lavoratori interessati al regime delle tutele crescenti. In pratica, la data di assunzione non viene fissata al momento dell’avvio del rapporto a termine ma quando questo rapporto viene convertito in un tempo indeterminato. Ed il motivo per cui, secondo i giudici di Lussemburgo, questa norma è legittima è perché in questo modo il lavoratore interessato ottiene, in cambio di un regime di tutela meno forte, un impiego stabile. La regola, dunque, viene letta come un incentivo a favorire la conversione dei contratti, che costituisce un obiettivo legittimo di politica sociale e di occupazione. Una scelta che compete autonomamente ad ogni Stato membro dell’Unione.

Di conseguenza, la Corte di giustizia europea non avverte una disparità di trattamento o una discriminazione tra i lavoratori assunti prima e dopo il Jobs Act, poiché è legittima l’adozione di particolari norme volte a favorire l’occupazione.

Questi, infine, i princìpi espressi dalla Corte: «Una normativa nazionale che prevede l’applicazione concorrente, nell’ambito di una stessa e unica procedura di licenziamento collettivo, di due diversi regimi di tutela dei lavoratori a tempo indeterminato in caso di licenziamento collettivo effettuato in violazione dei criteri destinati a determinare i lavoratori che saranno sottoposti a tale procedura non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, e non può, pertanto, essere esaminata alla luce dei diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, in particolare, dei suoi articoli 20 e 30».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube